Prima pagina

Casinò di Sanremo: la storia del più antico casinò d’Italia

Teatro, sala da concerto, location per ricevimenti e cooking show, cinema, addirittura scena di un delitto, ma soprattutto sala da gioco con tutte le attrezzature più all’avanguardia nel mondo del gioco d’azzardo. Stiamo parlando del Casinò di Sanremo, la casa da gioco più antica d’Italia che durante la sua storia ha svolto una pluralità di funzioni fino a consolidarsi come un’istituzione nel settore del gioco d’azzardo.

Nato nel 1905, quando la città di Sanremo ne rilevò la licenza da Villa La Sultana di Ospedaletti, fu progettato in stile liberty dall’architetto francese Eugène Ferret, che per i primi due anni di attività ne detenne anche la gestione. La costruzione del casinò contribuì ad alimentare la fama della cosiddetta città dei fiori, che durante la Belle Époque veniva scelta dai nobili nordeuropei come destinazione turistica privilegiata per via del clima, delle opportunità di intrattenimento e della politica tollerante sulle attività di gambling.

 

Tra roulette, tavoli da poker e blackjack, slot machine e tutti gli altri giochi da casinò elenco, il Casinò Municipale di Sanremo si impose ancora di più all’attenzione degli appassionati di tutto il mondo durante il ventennio fascista, durante il quale il regime proibì il gioco d’azzardo nel resto del territorio ma autorizzò il comune ligure a praticarlo legalmente nell’interesse dell’economia nazionale. Questo accentramento dell’attività di gambling determinò un successo straordinario, che fece del Casinò di Sanremo una delle culle della cultura italiana degli anni Trenta e Quaranta, in cui trovarono spazio spettacoli teatrali e attività letterarie di alto livello culturale, grazie alla consulenza di personaggi del calibro di Pietro Mascagni, Francesco Pastonchi e Luigi Pirandello. Anche dal punto di vista architettonico l’edificio subì un importante trasformazione nel periodo fascista, con l’edificazione delle due cupole laterali e l’inaugurazione della celebre Sala Cinquecento, decorata con un soffitto di legno a cassettoni e affreschi alle pareti.

 

A testimoniare l’importanza del Casinò di Sanremo per la storia della cultura italiana c’è anche la vicenda del primo Festival della Canzone Italiana, svoltosi nel Salone delle Feste all’interno del casinò e trasmesso via radio il 29 gennaio 1951. La location venne in seguito rimaneggiata per ospitare le 484 slot machine che oggi campeggiano nel Salone delle Feste.

 

Oggi, chiunque varchi la soglia del Casinò Municipale di Sanremo, lo fa nella consapevolezza di ripercorrere i passi di innumerevoli personaggi dello spettacolo e della politica internazionale che erano soliti frequentare le sale da gioco dell’edificio: da Eduardo e Peppino De Filippo a Vittorio De Sica, fino ai grandi esponenti della nobiltà mondiale come il re Gustavo di Svezia, il re Leopoldo di Belgio, i principi Ranieri e Grace di Monaco e il re Faruq d’Egitto, il quale fu protagonista di un divertente episodio rimasto nella storia del casinò. Con una mano composta da tre re, Faruq d’Egitto si autoproclamò quarto re dando vita a un poker anomalo e sarcastico, che nessuno dei presenti si permise di contestare. Insieme ai bar e ai lussuosi ristoranti, completano la struttura della casa da gioco il Privé e il Privatissimo, entrambi deputati ai tornei di carte ma anche alle esposizioni culturali in occasioni di eventi e mostre.

Altri articoli

Back to top button