Comunicati

“CASO GE.MA.” UNA PAGINA RIMASTA NELLA PENOMBRA DELLA NOSTRA STORIA MUNICIPALE

del DR. ALESSANDRO BUCCINO, già Presidente del

Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di S. Severo

E’ notizia di questi giorni la colpevolezza, confermata in appello, di TAVASCI, ex amministratore della “GE.MA.”, società di riscossione tributi poi fallita, che, tra il 2006 e il 2012, avrebbe trattenuto indebitamente 22.719.550 EURO invece di versarli nelle casse di 45 Enti locali, per conto dei quali aveva incassato imposte e tasse (Gazzetta del Mezzogiorno del 29.11.2018). Tra gli Enti locali, alcuni anche parti offese in relazione all’accusa di peculato, risulta anche il COMUNE DI SAN SEVERO, che si è insinuato nel fallimento per la modesta cifra di 142.178 EURO. Dai documenti ufficiali risultano, però, somme ben più alte sottratte dalla GE.MA. al nostro Comune. Senza fare qui la storia del rapporto avuto con la GE.MA.dalla stipulazione della convenzione, passando per il progetto di equità fiscale, è opportuno fare chiarezza ai cittadini sull’importanza delle cifre e sulle relative responsabilità. In data 29.7.2003 veniva notificata al Collegio dei Revisori dei conti in carica (dr. ALESSANDRO BUCCINO, Presidente, dr. VITTORIO PALUMBO e dr. MARIO PARADISI, componenti) delibera n. 40 del Consiglio Comunale, con la quale si impegnava l’organo di controllo, unitamente al Dirigente competente del settore, a verificare il progetto “equità fiscale” ed apportare le modifiche alla convenzione con la GE.MA. Spa, per meglio salvaguardare il Comune dal punto di vista economico-finanziario e gestionale. Dalla relazione redatta in data 15.10.2003 l’organodi revisionedocumentava un prelievo da parte della GE.MA. di1.953.796,04 EURO, illegittimo anche in relazione alla convenzione sul progetto di equità fiscale, di cui evidenziava tutte le carenze e le eventuali modifiche da apportare. Concludeva ribadendo che il costo del progetto doveva essere pagato con le maggiori riscossioni che il progetto stesso sarebbe stato in grado di recuperaree che, dalla relativa documentazione di programmazione allegata, avrebbe potuto portare nelle casse dell’Ente, in cinque anni, ulteriori 12.905.000.000 di vecchie lire (6.664.872 EURO).Il Sindaco dell’epoca, GIULIANO GIULIANI, convocava una “conferenza di servizio” a cui parteciparono, oltre agli Uffici interessati (Tributi e Ragioneria), anche alcuni amministratori, tra cui l’Assessore al Bilancio che aveva firmato la convenzione per conto dell’Ente. In quella sede tutti concordarono sull’operato del Collegio dei Revisori dei conti e fu confermata l’illegittimità del prelievo da parte della GE.MA., sui tributi incassati, della suddetta somma di 1.953.796,04 EURO, quale anticipo sull’attività esercitata a favore dell’Ente per il già citato progetto “equità fiscale”, attività non documentata,peraltro, dalla stessa Commissione tecnica prevista dalla convenzione, che risultava chiaramente sbilanciata a danno dell’Ente (pag. 5 relazione citata).Lo stesso dr. CAIOZZI (Responsabile del servizio tributi) con una nota del 17.2.2004 lamentava la circostanza che la GE.MA. Spa aveva trattenuto, oltre a quanto evidenziato dai Revisori dei conti nel mese di luglio 2003, ulteriore somma di 681.846,72 EURO nel mese di dicembre 2003, senza che la stessa avesse predisposto i necessari atti amministrativi, proponendo alla Giunta Comunale la revoca della delibera n. 251/2001 (istitutiva del progetto) e di affidare ad un legale l’azione di recupero delle somme indebitamente trattenute dal concessionario. La Giunta Comunale, con delibera n.26 del 17.2.2004 dava mandato agli Avvocati MARIO CARLINO, responsabile Ufficio Legale del Comune, e GIAMPAOLO TANCREDI, legale esterno, al fine di recuperare i suddetti importi indebitamente trattenuti. Successivamente la neo-eletta Amministrazione Comunale, con delibera di G.C. del 28.9.2004, con voto unanime, revocava la deliberazione n.251/2001 già citata, confermava il mandato agli avv. CARLINO e TANCREDI, affiancando agli stessi l’avv. CARLO IANNARELLI per la tutela penale dell’Ente. L’azione dei legali provocava la reazione della GE.MA. Spa, che intendeva far valere fino in fondo le disposizioni contrattuali di cui agli artt. 8 e 9 della convenzione (e cioè quella parte più contestata prima dai Revisori dei conti e poi dalla successiva conferenza di servizio), forte del fatto di aver comunque realizzato parte del progetto (su tale circostanza occorre far riferimento alla relazione del rag, INFEDE, di cui si parlerà successivamente). Il Segretario Generale del Comune, con nota del 6.10.2004, rimetteva alla Procura regionale della Corte dei Conti un esposto del Sindaco pro-tempore, con il quale si segnalava un’ipotesi di danno erariale rinveniente dall’affidamento alla GE.MA. del progetto “equità fiscale” a suo tempo approvato con delibera di Giunta Comunale n. 251 del 31.7.2001, già citata. La Corte dei Conti, considerata la difesa della GE.MA., basata sui contratti sottoscritti, individuò la eventuale responsabilità degli amministratori e del Responsabile dell’Ufficio Tributi, di aver emesso la più volte citata delibera 251/2001 e la relativa determina dirigenziale. Pare che gli amministratori siano stati assolti. Peraltro la GE.MA., in posizione di forza dovuta alle clausole contrattuali della convenzione stipulata, in sede di tentativo transattivo, chiedeva di subordinare l’accordo transattivo alla proroga, a tutto il 31.12.2008, della convenzione esistente per la riscossione dei tributi ordinari e, dopo il diniego, interrompeva il servizio.Altra documentazione ufficiale è rappresentata dalla nota del rag. MICHELE INFEDE dell’11.1.2004 e dalla successiva relazione dell’1.3.2005, redatte su incarico della nuova Amministrazione Comunale (Assessore al Bilancio ANTONIO DEL VECCHIO). La prima riguardante lo stato di avanzamento dei lavori relativi al progetto “equità fiscale”, limitatamente allo status dell’archivio anagrafe tributario ICI e TARSU, con la quale il rag. INFEDE concludeva che  l’assenza degli “…aggiornamenti mette l’Ufficio Tributi nella impossibilità di adempiere ai propri compiti, con grave danno per le entrate in materia di ICI ordinaria, e inibisce tutta la fase di lavoro tendente al recupero della base imponibile parzialmente occultata o interamente sottratta alla imposizione”. “Per quanto attiene all’archivio relativo ai dati TARSU lo stesso risulta aggiornato in tempo reale per cui non risultano impegni immediati di aggiornamento ma si rende necessario procedere ad intensive attività di controllo al fine di contrastare la diffusa evasione sia per un motivo di equità sia per avvicinarsi sempre più alla copertura totale dei costi relativi al servizio, anche in vista della entrata in vigore della TIA (Tassa Igiene Ambientale)”. “Tutto quanto sopra citato doveva rientrare nel progetto EQUITA’ FISCALE che, per motivi a tutti noti, è attualmente fermo a causa di contenzioso ancora in corso”. La relazione dell’1.3.2005 esaminava i vari aspetti inerenti al progetto “equità fiscale”;partendo dalla più volte citata delibera n. 251/2001 di approvazione del progetto da parte della precedente Giunta, evidenziava il lavoro già svolto dalla C.E.L. (società che gestiva il software gestionale tributario), senza poter controllare l’esito degli accertamenti in corso. Dall’esame delle ulteriori anomalie risultava la difformità tra quanto previsto dalla delibera 251 (alla pag.4) e quanto riscontrato nella realtà a carico della GE.MA., con ampia dimostrazione di dati tecnici. Concludeva segnalando ai legali dell’Amministrazione l’indispensabile possibilità che alla stessa “…venga consentito l’uso immediato di quanto già approntato (inclusi locali, computer e altro) con il progetto, obbligando le ditte interessate alla consegna del software gestionale e all’addestramento del personale, considerando che, diversamente, nel giro di poco tempo, i computer diverrebbero obsoleti e quindi inutilizzabili e il mancato aggiornamento degli archivi vanificherebbe il lavoro fatto”. “Sulla scorta di quanto ottenuto occorrerà sviluppare soluzioni alternative che portino ad un ripristino degli archivi tributari e poter riprendere, con modalità diverse, il lavoro di liquidazione, accertamento e riscossione evitando che alcune annualità vadano in prescrizione con gravissimo danno per le casse comunali”. Tutti danni che si sono verificati e che vanno aggiunti, a carico della GE.MA., alle somme illegittimamente prelevate dalle casse comunali.Ultimo documento ufficiale (ma non troppo) è la recente “relazione della Commissione speciale di inchiesta e temporanea sulla questione GEMA S.p.a. del Comune di San Severo” istituita con delibera del Consiglio Comunale n. 40 del 19.10.2015 a seguito del provvedimento mediante il quale il Comune di San Severo promuoveva l’istanza di ammissione al passivo del fallimento della GE.MA. S.p.a. per l’ingente credito nei confronti della società concessionaria per una somma complessiva di 9.311.469,37 EURO, non ammesso al passivo della massa dei crediti per una somma pari a 6.092.365,15 EURO, per tributi riscossi ma non versati, in quanto l’esistenza degli stessi non risulta debitamente provata. La relazione, nella quale è evidente il taglio giuridico di mano presidenziale,ha avuto lo “…scopo di valutare se il comportamento gravemente inadempiente della GE.MA. S.p.a., e i risultati lesivi delle casse comunali che dallo stesso derivano debbano essere ricondotti esclusivamente alla stessa società o possano, al contrario, trovare fondamento in altrettanti comportamenti inadempienti degli organi amministrativi e politici dello stesso Comune di San Severo…i solleciti e i vani tentativi(evidenziati opportunamente in ordine cronologico) di ottenere la documentazione necessaria…(l’attività di inchiesta) di fatto non ha potuto essere espletata adeguatamente per i motivi di certo non addebitabili al predetto organo collegiale”. “Solo attraverso l’esistenza dell’ammontare dei solleciti inviati e le azioni messe in atto per evitare il disastro economico si sarebbe potuto appurare il corretto operato dei dirigenti e dei funzionari preposti del Comune di San Severo e solo attraverso l’esibizione degli atti interruttivi della prescrizione, si sarebbero potuti conoscere tutti quei contribuenti evasori così da avere un’equa distribuzione del carico fiscale”.Pare che tale relazione (di cui ho riportato solo pochi stralci) abbia provocato un Consiglio Comunale monotematico, non commentato dalla stampa locale, I CUI CONTENUTI SONO STATI SECRETATI, non si sa se per decisione dello stesso Consiglio Comunale o dei Consiglieri Comunali di maggioranza e di opposizione che hanno fatto parte della Commissione d’indagine. In ogni caso l’importanza dell’argomento e la serietà e l’impegno del lavoro svolto meriterebbero anche la valutazione dei cittadini, che sono poi i destinatari dell’operato dell’Amministrazione Pubblica.Proprio nell’interesse dei cittadini è stato elaborato questo articolo,che vuole essere solo una sintesi documentata del c.d. <<CASO GE.MA.>> (può essere una base per ulteriori approfondimenti)che tanti danni ha provocato, come si evince chiaramente dalle cifre indicate nei vari documenti ufficiali qui citati.

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