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Castelli di Capitanata: il castello Maresca di Serracapriola

Continua il viaggio tra i “Castelli di Capitanata”

Continua il viaggio tra i “Castelli di Capitanata”, veri e propri scrigni di storia e bellezza che cantano d’altri tempi: con dame, cavaliere, duelli e spade che, insieme alle figure di nobili ed imperatori, dipingono un immaginario davvero fiabesco.
Ricordando che la Capitanata conta ben 20 siti tra torri e castelli, ci fermiamo questa volta a Serracapriola, Comune di circa 4.000 abitanti, a confine tra Puglia e Molise e parte del Parco Nazionale del Gargano, che custodisce una delle più affascinanti fortezze daune, il Castello Maresca.
Le prime notizie sul Castello di Serracapriola risalgono al 1045, quando della costruzione esisteva solo una torre, elemento delle fortificazioni sul Fortore, allora linea di confine tra il territorio longobardo e quello bizantino.
La torre, a pianta stellare, fungeva da vedetta e proprio intorno ad essa si svilupperà nella prima metà del XV secolo il corpo a pianta quadrata del castello, con quattro torri circolari. Particolare la tecnica costruttiva, con file di mattoni disposte a spina di pesce che si alternano ad altre lineari, a creare un tratto caratteristico, carico di suggestione. Lo sviluppo della struttura a sud si avrà invece tra il XVI e il XVII secolo. Ancora visibile il fossato, insieme ad uno due ponti di accesso.
Un’ampia e profonda apertura nel terreno è presente all’interno del cortile del castello: si tratta del “trabocchetto”, voragine misteriosa che la leggenda popolare vuole luogo di afflizione, in cui tramite una ruota dentata in continuo movimento posta al alcuni metri di profondità, venivano triturate le ossa di chi dentro vi cadeva o veniva spinto.
Ricco di ampi saloni è il piano inferiore, tra cui spicca la Sala del Trono, e di camminamenti che scivolano lungo il perimetro del castello per aprirsi sul bel cortile di pietra interno, come sui panorami che corrono tutt’intorno stagliandosi all’orizzonte per rapire la fantasia del visitatore e proiettarlo in epoche lontane.
Dal corridoio meridionale si accede invece ad una piccola cappella con altare, risalente al XVIII secolo.
Nel 1100 i benedettini dell’abbazia di Montecassino vi stabilirono la propria residenza, e successivamente fu feudo di diverse famiglie, tra cui si ricordano gli Sforza, i Guevara e i Maresca.
Prima sede della Dogana delle Pecore, il feudo passò alla famiglia Di Capua, ai Gonzaga, ai D’Avalos ed infine ai Maresca, nel 1742.
Nel XVI secolo il castello avrebbe ospitato per una notte san Luigi Gonzaga, in visita ai suoi parenti. Nello stesso secolo il feudo ed il castello di Serracapriola verranno definiti “il giardino di Capitanata”, costituendo una dimora ideale ed ambita per buongusto e benessere.
Il passare del tempo ha visto modificarsi la struttura originaria, sia in base alle mutate esigenze d’uso che alle riparazioni dovute alle conseguenze del terribile terremoto del 1627.
Di proprietà della famiglia Maresca, il castello di Serracapriola è oggi sede di eventi e cerimonie, conservando intatto il fascino del passato e delle vicende che lo attraversano.
Nazario Tartaglione

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