CulturaPrima pagina

CASTELLI DI CAPITANATA – IN VIAGGIO TRA APRICENA E LUCERA

I Castelli di Capitanata, vero e proprio tesoro della nostra terra, con un potenziale storico e turistico straordinario, sono insieme un viaggio nel tempo. Fortezze a difesa di città e territori, hanno resistito anche ai secoli, salvando le mura, il proprio mondo e gli echi delle gesta e delle personalità che li hanno abitati.

Di origine medievale, dei venti tra castelli e torri ad oggi presenti in Capitanata conosciamo meglio il Palazzo Baronale e Castel Pagano di Apricena, come la Fortezza di Lucera.
Risalente al XVII secolo, l’attuale Castello o Palazzo Baronale di Apricena voluto dal Marchese Scipione Brancia, sorge sui resti della Domus federiciana.
A segnare il confine tra le due costruzioni il terremoto del 1627, che distrusse la domus, lasciando in piedi solo alcuni resti tra cui una bifora su un torrione cilindrico e la Torre Normanno – Sveva (la Torre dell’orologio).
Centro amministrativo e giuridico considerevole, Apricena diviene la residenza di caccia preferita dell’Imperatore Federico II di Svevia, godendo ad oggi di un castello a pianta quadrangolare con mura scarpate: all’interno un ampio cortile, con cisterna centrale. L’accesso al cortile dal “Portone del Palazzo”: un arco a tutto sesto.
Nel Comune di Apricena troviamo ancora Castelpagano, fortezza che deve il nome alla presenza dei saraceni: non cristiani e per questo definiti pagani – conosciuto anche come Castelsaraceno.
Posto su uno sperone del promontorio garganico, punto strategico di difesa, conta ad oggi poche rovine ma regala mirabili vedute, che si perdono tra i colori e i paesaggi della Montagna del Sole, dei Monti Dauni e del Tavoliere.
Ci spostiamo quindi a Lucera, per scoprire la Fortezza svevo-angioina, meglio conosciuta come Castello di Lucera. Risalente al XIII secolo, la struttura militare dal Colle Albano domina il Tavoliere delle Puglie: formidabile la sua difesa, con pareti a strapiombo per tre lati.
Comprendente anche il Palatium, edificato da Federico II nel 1233, la Fortezza si deve all’opera di Carlo I d’Angiò. Iniziata nel 1269 e terminata nei primi anni del 1280, è dotata di una cinta muraria di ben 900 metri perimetrali che cinge l’intera collina e abbraccia al suo interno il Palazzo federiciano. Ospiterà una cittadella militare, con famiglie provenzali, case, caserme, una cisterna e una chiesa gotica: una presidio cristiano in contrapposizione all’insediamento musulmano.
La struttura vedrà il suo declino a partire dal 1.300, per l’annientamento della colonia saracena di Lucera. Seguirà il suo progressivo abbandono e, quattro secoli dopo, la demolizione delle costruzioni al suo interno.
Il  XIX secolo  invece segnerà l’inizio dei primi restauri. Nel 1871 la Fortezza di Lucera verrà dichiarata  Monumento nazionale.
Nazario Tartaglione

Altri articoli

Back to top button