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Centro vaccinale Via De Palma: Nessuna ‘fila interminabile’, né assembramenti. Ma si teme ‘esitazione vaccinale’

Di Ines Macchiarola e Michele Sales

All’indomani della cabina di regia regionale riunita nell’ambito della programmazione vaccinale prevista per il 13 aprile, la Puglia, con 50 mila vaccinati in 48 ore, si riallinea al target di Governo. A dichiararlo è lo stesso Presidente Michele Emiliano che però spiega che, oggi “noi abbiamo esaurito tutti i vaccini Pfizer e Moderna e siamo ancora molto carichi di AstraZeneca. Capirete bene – puntualizza il Governatore – che promuovere la campagna vaccinale sul vaccino AstraZeneca è una cosa che stiamo facendo grazie all’aiuto dei sindaci, della mobilitazione sociale. I sistemi di prenotazione sul web hanno dato risultati non buoni perché molta gente è in dubbio, soprattutto nella fascia da 60 a 79 anni, sul vaccino che deve essere fatto. Quindi capirete che la catena dei sindaci, colgo l’occasione per ringraziare tutti i sindaci che ci stanno dando una mano, tutti, senza distinzione di schieramento, è stra-impegnata nel sollecitare la mobilitazione sociale per far arrivare le persone agli hub vaccinali che purtroppo sono vuoti”. Ciò che ha reso noto Emiliano, conferma l’impressione che La Gazzetta ha avuto recandosi, in tarda mattinata, presso il Centro vaccinale di San Severo allestito lungo via Alfredo De Palma all’altezza dello stradone che punta verso la vicina Torremaggiore. Dopo il forte impatto emotivo suscitato nell’opinione pubblica dai noti eventi di Via Croghan, tutt’altro clima è stato registrato presso il circolo Caracalla.

Evidenti, sin da subito, sono sembrate le misure e il personale di sicurezza dislocato a presidiare il territorio: dalle strade transennate, fino ai presidi di vigilanza e ai responsabili della gestione del Centro vaccinale. Nessuna ‘fila interminabile’, insomma. Né particolari assembramenti o segni di disordine pubblico. Da quanto è stato possibile apprendere già nei giorni scorsi da alcune indiscrezioni ritenute attendibili e cominciate a trapelare sui maggiori organi di stampa sia locali che nazionali, prenderebbe piede quella che gli esperti divulgatori scientifici definiscono ‘esitazione vaccinale’. Complice un’eccepibile campagna di comunicazione messa in campo da parte dell’azienda produttrice del chiacchierato vaccino (ex)AstraZeneca, molte persone appartenenti alla platea di utenza senza patologie dai 60anni in su, o avrebbero rinunciato al farmaco, o non si sarebbero presentate presso i punti vaccinali della provincia di Foggia, determinando un ‘costante aggiornamento dei dati che giungono da ogni centro vaccinale alle Asl e alla cabina di regia regionale’. A chiarirlo è stato lo stesso Ufficio stampa dell’Azienda sanitaria locale del Capoluogo dauno nella tarda serata di ieri. A gettare un po’ di luce nel rapido susseguirsi di notizie ed aggiornamenti, è la notizia della firma del Commissario per l’emergenza Covid-19, Francesco Paolo Figliuolo, all’ordinanza n°6 del 9 aprile 2021 pubblicata sul sito del Governo. In particolare, il documento, in linea con il Piano nazionale del Ministero della Salute approvato con decreto 12 marzo 2021, dispone il seguente ordine di priorità ai fini della vaccinazione: persone di età superiore agli 80 anni; persone con elevata fragilità e, ove previsto dalle specifiche indicazioni contenute alla Categoria 1, Tabella 1 e 2 delle citate Raccomandazioni ad interim, dei familiari conviventi, caregiver, genitori/tutori/affidatari; persone di età compresa tra i 70 e i 79 anni e, a seguire, di quelle di età compresa tra i 60 e i 69 anni, utilizzando prevalentemente vaccini Vaxzevria (precedentemente denominato COVID-19 Vaccine AstraZeneca) come da recente indicazione dell’AIFA. Parallelamente – si legge ancora nella nota delle comunicazioni ufficiali diramata dal Periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale Regioni.it -, viene completata la vaccinazione di tutto il personale sanitario e sociosanitario, in prima linea nella diagnosi, nel trattamento e nella cura del Covid-19 e di tutti coloro che operano in presenza presso strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private. A seguire, sono vaccinate le altre categorie considerate prioritarie dal Piano nazionale, parallelamente alle fasce anagrafiche secondo l’ordine indicato.
Le persone, infine, che hanno già ricevuto una prima somministrazione, potranno completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino.

Di Ines Macchiarola e Michele Sales per La Gazzetta di San Severo, 13 aprile 2021

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