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Centrodestra, Cera contrattacca: «Prima guardate San Severo e San Giovanni Rotondo, poi parlate di coerenza»

AMMINISTRATIVE, CERA (LEGA): “COERENZA? PARLIAMONE. A SAN SEVERO E A SAN GIOVANNI ROTONDO I FATTI RACCONTANO UN’ALTRA STORIA RISPETTO ALLE LEZIONI DI FRATELLI D’ITALIA”

“Fratelli d’Italia parla di coerenza, di patenti e di esami del DNA. Bene: parliamo di coerenza, ma con i fatti alla mano. Perché i fatti, a differenza dei comunicati, non si possono riscrivere”. Questa la replica del segretario provinciale della Lega di Foggia e consigliere regionale, Napoleone Cera.

“Partiamo da San Severo, visto che l’hanno citata loro. La Lega è stata coerente con quello che dice: non abbiamo voluto restare dentro un’esperienza che con il centrodestra aveva sempre meno a che fare. E il tempo ci ha dato ragione. Perché proprio da quella maggioranza, sostenuta anche da Fratelli d’Italia, secondo quanto risulta, sono arrivati i voti che hanno contribuito a eleggere consigliera provinciale una consigliera comunale di opposizione, di sinistra, eletta nella lista del presidente della Provincia di centrosinistra. Mi si spieghi dov’è, qui, la nostra incoerenza”.

Poi il secondo caso. “Si cita San Giovanni Rotondo? Ancora meglio. Il candidato che noi sostenevamo stava in maggioranza esattamente con le stesse persone che oggi siedono con Fratelli d’Italia. Quindi, se davvero vogliamo aprire il registro di chi stava con chi, dico che è un esercizio in cui non esce pulito nessuno e che a me, sinceramente, non interessa. Lo dico perché mi si smetta di raccontare una favola nella quale c’è chi è puro e chi no: la realtà dei territori è più complicata, e chi la conosce lo sa”.

Il punto è semplice, incalza Cera: “Da una parte c’è chi, come la Lega, ha fatto scelte lineari e verificabili. Dall’altra c’è chi oggi distribuisce patenti di centrodestra e intanto, nei fatti, ha contribuito a mandare in Provincia una rappresentante della sinistra. I cittadini queste cose le capiscono benissimo: guardano cosa si fa, non cosa si scrive”.

“E lo dico senza acredine ma con la schiena dritta – prosegue -. Io non ho lezioni di coerenza da ricevere da nessuno, e soprattutto non ho intenzione di trasformare tutto questo in una guerra tra alleati, perché l’unico che ci guadagna è chi governa la Puglia da vent’anni per il solo gusto del potere. Ma pretendo rispetto e pretendo che si smetta di riscrivere la storia recente della Capitanata”.

La proposta di Cera resta quella di sempre e la ribadisce a testa alta: “Un tavolo, a cui sedere tutti insieme, per discutere di programmi e di candidati seri e costruire un centrodestra unito e riconoscibile per il 2027. La Lega c’è, con lealtà. Ma l’unità si misura dai comportamenti, non dagli slogan e nemmeno dagli esami del DNA”, conclude.

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