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C’ERA UNA VOLTA IL “REAL BORBONE”

 di MICHELE MONACO

Ispirato dal libro “Un secolo di teatro a Sansevero, il Real Borbone (1819-1927)”, autore il prof. EMANUELE D’ANGELO, FERDINANDO DEL RE (illustre musicista, compositore, operista e “capo musico” sanseverese dell’800) racconta che San Severo (dal 1700 ad oggi) HA AVUTO TRE TEATRI. Incredibile, ma vero: Decurionato, Real Borbone e il teatro “G. Verdi”. Il primo fu insediato in una sala del Municipio nella metà del Settecento. Allora il Municipio era situato nell’intero stabile che sovrasta l’attuale negozio MONTELEONE. Era l’epoca dei Decurioni, una sorta di Consiglieri Comunali di allora che venivano nominati per censo e non con il voto popolare. Quella piccola sala municipale fu chiamata <<TEATRO DEL DECURIONATO>>. Esso fu considerato troppo piccolo e inadeguato ai bisogni di San Severo e, allora, nel 1813, quando gli uffici comunali si trasferirono nel Monastero dei Celestini, si iniziò a pensare a un nuovo teatro da realizzarsi nel vecchio stabile municipale. Nel 1814, quindi, un gruppo di privati cittadini si accordò con la Civica Amministrazione per trasformare l’intero piano soprano del palazzo in un teatro all’italiana. I cittadini avrebbero sostenute le spese necessarie in cambio della proprietà di alcuni palchi e di un certo numero di poltroncine in platea. Ferdinando I di Borbone ne autorizzò l’apertura e il 21 novembre del 1819 (DUECENTO e UNO ANNI FA) fu inaugurato e intitolato <<REAL BORBONE>>. Costruito interamente in legno, il Real Borbone aveva una platea da centoventi posti, due ordini di palchi (dodici il primo e tredici il secondo, per venticinque palchi complessivi) e un comodo loggione per centocinquanta spettatori, il tutto per una capienza di 430 posti. Molto ampio era il palcoscenico, abnorme rispetto alle dimensioni della sala. Lo scenografo napoletano GIUSEPPE CASTAGNA ridecorò completamente il teatro con eleganti dorature neoclassiche (prima azzurrognole, poi con un rosso pompeiano–vedi foto). Con la caduta dei Borboni e l’avvento dell’Unità d’Italia il Teatro assunse ufficialmente il titolo di <<COMUNALE>> e funzionò regolarmente fino al 13 gennaio 1927, data in cui fu chiuso per il mancato rispetto delle nuove norme sulla sicurezza. Nonostante vari interventi statici e diverse migliorie, tra cui l’istallazione dell’impianto elettrico avvenuta nel 1906, la commissione provinciale di vigilanza sui teatri stilava l’atto di chiusura della struttura, ormai irrecuperabile. Nel 1934 il vecchio stabile, sito nel cuore della città, fu venduto a un privato (PATRUNO) che lo trasformò in un cine-teatro da circa cinquecento posti. TERMINAVA COSÌ L’ERA DEL REAL BORBONE, MASSIMA SALA TEATRALE DELLA CITTÀ DAL 1819 AL 1927. Sommessa domanda: <<CHI SI OCCUPA, OGGI, DI RECUPERARE QUELLO STORICO CINE-TEATRO CHE STA CADENDO A PEZZI?>>

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