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Cerignola: depuratore inquinamento del suolo.

Sversamento di reflui fognari, compromissione dell’habitat naturale, deterioramento dell’ambiente, esalazioni, inquinamento ambientale scoperto dagli ispettori ambientali Territoriali CIVILIS del generale Marasco.

Inquinamento del suolo. Sversamento di reflui fognari non depurati. Inquinamento ambientale. Corpo idrico recettore. Compromissione dell’habitat naturalistico o deterioramento dell’ambiente. Odori molesti provenienti dal depuratore. Esalazioni nauseabonde provenienti dall’area dell’impianto. Adeguamento tecnologico e strutturale dell’intero ciclo di depurazione. Danno ambientale. Rilevante e misurabile. Artt. 137 e 300 d. lgs. n. 152/2006. Artt. 452 bis e 674 c.p. .

La pattuglia di servizio degli Ispettori Ambientali Territoriali CIVILIS coordinata dal Comandante Giuseppe Marasco con l’Ispettore Tommaso Mangini hanno controllato lo scarico del Depuratore di Cerignola che non depura PH7, con video e foto denunce sui social. In tema di inquinamento ambientale, la situazione di compromissione o deterioramento dell’ambiente debba essere significativa (quindi apprezzabile qualitativamente) e misurabile (quindi apprezzabile quantitativamente), nel caso in cui siano riscontrate in plurime occasioni le violazioni di legge e del provvedimento autorizzativo, nonché, per tre volte, il superamento dei limiti di determinate sostanze (Cass. Sezione n. 46170/16). Sicché, la legge ha volutamente utilizzato degli aggettivi generici, sebbene stringenti per l’operatore, perché ha reso penalmente rilevanti tutti quei casi in cui la compromissione o il deterioramento dell’ambiente siano significativi o rilevanti e misurabili. Nella specie, la misurabilità è consistita nel prelievo dei campioni e nella loro analisi per ben tre volte, la significatività è stata apprezzata dai Giudici, anche tenuto conto del danno alla collettività come documentato dalle doglianze dei cittadini.

Il reato di getto pericoloso di cose di cui all’art. 674 c.p. può concorrere con i reati in materia ambientale, purché venga accertata la potenziale offensività del rifiuto o del refluo e che il getto avvenga in luogo di pubblico transito o privato di comune o altrui uso, quando la condotta dell’agente sia atta a provocare, per la natura e quantità di ciò che viene scaricato, molestie alle persone esposte alla conseguenza dello scarico. Generale Giuseppe Marasco

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