ComunicatiPrima pagina

CERTA POLITICA INSEGNA (IN)EDUCAZIONE CIVICA!

di ENZO VERRENGIA

I picchi di turpiloquio raggiunti nel chiacchierato Consiglio Comunale richiedono una riflessione articolata sullo STATO CIVILE di San Severo. Non sono di buon esempio per una popolazione che già ha al proprio interno fin troppe sacche di degrado comportamentale e necessita di EDUCAZIONE CIVICA. Le contrapposizioni degli schieramenti rasentano più volte il livello della gazzarra, come d’altronde succede anche al Parlamento, e nel complesso questo conferma un’aderenza dei modelli nazionali più prossima al terzo mondo che all’Europa. Ma al di sopra del singolo periodo preso in esame, quello attuale, urge una franca ammissione di COLPA COLLETTIVA e di presa d’atto di una realtà che sembra irreversibile. Da troppi decenni, e non lo si afferma per la prima volta sulle colonne di questo giornale, si è verificata non soltanto in politica l’ascesa di una classe palesemente INADEGUATA. La città è piena di gente cresciuta in case completamente prive di libri e di altri strumenti culturali. L’UNIVERSITÀ DI MASSA voluta dai grandi partiti “popolari” ha fatto il resto. L’ascensore sociale l’hanno preso persone sbagliate. Eppure esisteva ed esiste una borghesia delle professioni, del lavoro e del commercio mantenutasi immune alla DERIVA CAFONA. Se non fosse che si è asserragliata nei propri fortilizi, rifiutando la responsabilità di riprendere le redini del territorio. Non appaiono più figure di quelle che hanno meritato l’intitolazione di strade e piazze. NELLA TOPONOMASTICA DI SAN SEVERO È SCRITTA LA STORIA DI UN PASSATO AMMIREVOLE. Non si tratta di nostalgia, bensì della necessità di riportare in campo I MIGLIORI, anzi di richiamarli esplicitamente ai propri doveri. A ciò si aggiunge uno SPOPOLAMENTO che si lamenta senza analizzarlo. Ci sono quelli che hanno seguito i figli per fare nonni e baby-sitter. Oppure quei giovani che vanno nell’Europa del Nord (non bastano più Milano e Torino) per mera voglia di esotismo. Le possibilità di lavori qualificati qui non mancano affatto. A Foggia è operativo Leonardo, nell’entroterra barese si estende Technopolis, e via dicendo. Molti di questi EMIGRATI DI ECCELLENZA torneranno con reumatismi e disturbi alimentari causati dal pessimo cibo del Regno Unito, dell’Irlanda, della Francia, ecc. Peggio ancora gli illusi delle start-up, che dovrebbero scendere nelle strade e reclamare il POSTO FISSO, che garantisce stabilità emotiva e pianificazione familiare. Nell’attesa è auspicabile un motto semplice e operativo: RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ!

Altri articoli

Pulsante per tornare all'inizio