Cultura

Chiacchiere da bar Gin Fizz e John Collins

Il Gin fizz è un cocktail semplice e dissetante che si prepara con gin ,succo di lime ,sciroppo di zucchero e soda.Come molti drink la sua storia è legata alla medicina,infatti si deve la sua nascita all’ ammiraglio Nelson che a fine’700  per prevenire lo scorbuto sulle navi della Marina inglese conservava i limoni nell’alcol per avere una scorta di vitamina C. il consumo di questa bevanda aveva il doppio ruolo di medicinale e quello di “coraggio liquido” per le missioni più pericolose.I militari continuavano a bere questo rimedio anche dopo il congedo allungandolo con soda.

Il cocktail ebbe il suo massimo successo negli anni 20 nei locali dove si suonava il Charlestone un ballo molto faticoso  di derivazione jazzistica. Il drink serviva a ristorare gli esausti ballerini con il suo look innocente da semplice “lemonade” che nasconde l’irruenza del gin che contribuiva a rendere le feste da ballo al Waldorf Astoria molto divertenti e dissolute.Nello stesso periodo della nascita del gin fizz alla “Limmer’s Old House” di Londra nasceva dalle mani di John Collins qualcosa di molto simile che prese lo stesso nome del creatore.Era una versione del Gin Fizz fatta usando un OLd  Tom gin ,un prodotto più dolce di origine olandese.Con il tempo per praticità venne usato il London dry con aggiunta di Angostura .Lo stile di questo drink ci riporta all’epoca pioneristica del bar,dove la miscelazione serviva più che altro a rendere bevibili i distillati.Il cocktail fu citato anche nella bibbia del bar “The Bartender ‘s guide “ di” sua maestà il bar” Jerry Thomas nel 1876 con il nome di “Tom Collins” ma senza citarne l’inventore.Si crede infatti non esistesse nessun Sig.Collins A fine Ottocento ,infatti, dire “hai mica visto Tom Collins?” significava parlare di una cosa che non esisteva,priva di fondamento. Questo modo di dire nacque nel 1874, a seguito di una colossale burla,organizzata dal New York Herald ,che in un articolo invitò la gente a non uscire perché erano scappate belve feroci dallo zoo seminando il panico nella popolazione. L’articolo era firmato Tom Collins, ma il redatore del Herald affermava che nessun Collins fosse alle loro dipendenze.E’ giusto quindi chiedersi se sia mai esistito un sig,Collins barman ma è sicuro almeno che esiste il cocktail omonimo,

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