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CHIETI: Sanseverese tenta l’estorsione dopo il morso di un cane

CHIETI. «Il tuo cane ha aggredito la mia fidanzata: se non mi dai 1.000 euro, ti facciamo causa». G. B., 33 anni, originario di San Severo (Foggia), è finito sotto processo con l’accusa di tentata estorsione: la prima udienza, come disposto ieri mattina dal giudice Luca De Ninis, è stata fissata per l’11 giugno. La vittima è un teatino di 32 anni. Ad occuparsi delle indagini sono stati i poliziotti della squadra mobile, diretti dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio.
I fatti risalgono all’agosto del 2017. Quel giorno la fidanzata dell’imputato – insieme ai due figli piccoli – si trovava all’interno del percorso vita dell’università d’Annunzio, un’area verde del campus di via dei Vestini pensata per consentire agli studenti di allenarsi e studiare all’aria aperta. All’improvviso, stando al suo racconto, è stata aggredita da un cane di grossa taglia che, sfuggito al controllo, l’aveva graffiata lacerandole anche una felpa. A distanza di poco tempo, l’imputato ha iniziato a tempestare al telefono il proprietario dell’animale, minacciandolo con l’obiettivo di ottenere 1.000 euro. Busico, ricostruisce l’accusa, ha detto a più riprese alla vittima che, «qualora non avesse assecondato la sua richiesta, avrebbe convinto la donna a recarsi in pronto soccorso per farsi refertare e avviare una richiesta per risarcimento danni».
«L’imputato», scrive il sostituto procuratore Giuseppe Falasca, «non è riuscito nell’intento per fattori estranei al suo volere». Ossia la denuncia presentata in questura dal 32enne. I poliziotti della terza sezione della squadra mobile hanno raccolto indizi e testimonianze. L’imputato, che respinge le accuse, è difeso dall’avvocato Andrea Lacioppa.

 

fonte ilcentro

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