ComunicatiPrima pagina

CHIEUTI: PAESE ACCOGLIENTE (Tra prima e seconda immigrazione)

Chieuti: Nell’ambito delle attività didattiche, tutti gli alunni (dalla 1^ alla 5^ classe) della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo “Grimaldi – Giovanni Paolo II°” di Chieuti hanno partecipato con entusiasmo al progetto denominato “ CHIEUTI: PAESE ACCOGLIENTE” (tra prima e seconda immigrazione”).
Il progetto ideato dalle insegnanti: Alfieri M. Grazia, Cipriani Rossella, De Meo Ermelinda, Ferreri Teresa, Giannubilo M. Rosaria, Licursi M. Antonietta, Lombardi Anna, Nista Lucia, Palazzo Antonella e il Dirigente Scolastico Prof. Ruggero Follieri; durerà un anno e ha lo scopo di far conoscere le origini storico – culturali di Chieuti, paese Arbereshe, mettere a confronto culture diverse, sapersi confrontare con gli altri accettando e rispettando le diverse culture, assumere comportamenti di rispetto e tutela del proprio territorio.
Il lavoro è articolato in cinque fasi:
1 – Chieuti comunità Arbereshe;
2 – Natale e le sue tradizioni. “Natallet te hora ime” ;
3 – raccolta di detti, proverbi, storie, canti e ricette;
4 – la festa patronale in onore di San Giorgio Martire;
5 – raccolta del materiale e mostra conclusiva.
Prima di Natale è stata presentata una raccolta di detti, poesie, e tradizioni chieutine relativa al periodo natalizio intitolata “Natallet te hora ime”, “Natale nel mio paese”.
Un viaggio composto da tutti gli alunni che riporta al passato quando le feste natalizie a Chieuti iniziavano il 29 novembre con la Novena in onore dell’Immacolata che si celebrava alle cinque del mattino per dare la possibilità anche agli uomini di partecipare prima di recarsi al lavoro, si ricordano le “Calende di Santa Lucia”, previsioni meteorologiche per l’intero nuovo anno che le persone anziane riuscivano a fare, segnando giorno per giorno le condizioni atmosferiche dal 13 dicembre alla vigilia di Natale. E poi le “Pagnottele di San Nicola”, fatte di pasta di pane con il seme di finocchio che si portavano e si portano ancora in Chiesa per essere benedette e distribuite a familiari, amici e vicini.
Durante le festività natalizie, dalla giornata di Santo Stefano, solitamente in tantissime case chieutine si ammazzava il maiale, si preparavano salsicce, prosciutti, soppressate, fegatazze e “noye” che costituivano le provviste invernali.
Qualche giorno prima di Natale era consuetudine andare in campagna a prendere la legna per le feste, il cosiddetto “ciocco” un pezzo di legno più grande ardeva per tutta la notte di Natale nel camino di casa. Il gran fuoco accesso riscaldava e rallegrava l’ambiente.
Un richiamo ai dolci tipici natalizi chieutini le “Caragnole” fatti a mano con un arnese chiamato “pettine” molto caratteristiche, fritte con olio nostrano e poi immerse nel miele e i “Cavicioni”, fagottini ripieni di ceci lessati fatti a purè, cioccolato, cannella, zucchero e mostocotto.
Nella raccolta spiccano anche due canti tradizionali, uno albanese, scritto da un sacerdote nel 1700 intitolato “FLI O BIR”, “DORMI O BIMBO” . “Dormi o bimbo vita mia, dormi o cuor sul cuore mio. Scendi o Spirito Santo e addormentalo, fai un po’ di ninna, fai un po’ di nanna” …..questa è solo l’inizio di una dolcissima ninna nanna dedicata a Gesù Bambino che si cantava in Chiesa la notte di Natale, cantata e suonata per l’occasione dalla bravissima Angela Dell’Aquila, voce storica della canzone Arbereshe, accompagnata da Maria Antonietta Licursi.
Altro canto tradizionale è la “Pasquetta” che si cantava e si canta la sera del 5 gennaio, quando gruppi di persone con chitarre e altri strumenti annunciano la nascita di Gesù e l’arrivo dei Magi. Durante tutta la notte prima dell’Epifanìa le case dei chieutini si aprono per accogliere la gradita sorpresa che porta buon augurio per l’anno nuovo. La canzone termina così: “se contenti ci volete, un dolcetto ci darete, mentre noi lo ripetiamo buona Pasqua e se ne andiamo”…..”stavano allegri gli uccelli a cantar Gesù Bambino dal cielo Calar!”. Alla fine il padrone di casa contento dell’onore ricevuto con questa gradita visita offre ai cantori ogni ben di Dio.
Il primo passo del progetto di chiude con una bellissima riflessione che racchiude il senso di questa raccolta: “Natale nel mio paese” dove una bambina descrive l’atmosfera davvero magica e speciale del Natale chieutino e si chiude così: “Sapete che c’è di bello? Che in ogni stalla di questo paesello c’è un bue che scalderebbe il Bambinello. E chissà, magari, pure un asinello. Chieuti è il mio paese e l’amo tanto. Di quanto è bello sempre io mi vanto. Con tutti quelli che venir vorranno. Non solo a Natale ma per tutto l’anno”.
“Siamo davvero contenti e soddisfatti, dice la maestra Maria Antonietta Licursi per l’impegno di tutti i nostri alunni. Con le loro riflessioni ci hanno regalato tantissime emozioni facendo rivivere ai più grandi le tradizioni del nostro popolo”. Quella storia e quelle tradizioni che rappresentano la memoria di questo popolo.
Un plauso davvero per questo bel momento che questi meravigliosi bambini hanno voluto regalare a tutti, con l’auspicio e l’augurio di un anno migliore.
Giovanni Licursi

Altri articoli

Back to top button