CHIEUTI: VANDALIZZATO IL PARCO GIOCHI

Chieuti: un atto vandalico grave, mirato. È quanto avvenuto nelle scorse ore presso il parco giochi di Chieuti, dove ignoti hanno divelto i giochi dei bambini. Addirittura è stata smontata la cupola di una capanna che pesa circa 40 kg, con il rischio di restarci sotto. Il parco è uno spazio pensato per la crescita, il gioco e la serenità dei bambini. Colpire un luogo dedicato all’infanzia significa attentare al cuore stesso della comunità e al diritto fondamentale dei minori a vivere in un ambiente sicuro, accogliente e rispettoso.
Il vice sindaco Michele Di Lucia: “la cosa che dispiace è che in questi anni abbiamo investito molto nell’educazione dei bambini. Nel parco sono state installate, la segnaletica per l’educazione stradale, sono state abbattute tutte le barriere architettoniche per dare accesso anche i ragazzi diversamente abili installando dei giochi a loro riservati. Abbiamo creato anche un altro parco giochi a Marina di Chieuti. Sono stati intercettati fondi per il miglioramento di queste strutture. Il parco è diventato un punto di riferimento anche per molti bambini provenienti da paesi limitrofi. Un vero peccato assistere a tali gesti che considero inqualificabili. Ora il parco verrà chiuso fino a quando verranno eseguiti nuovi lavori. Purtroppo, conclude, per colpa di qualcuno pagheranno le spese in tanti. Sicuramente il responsabile o i responsabili pagheranno.”
Da più parti sui social la condanna è unanime e tutti gridano allo scandalo. Sicuramente chi scrive condanna il gesto senza mezzi termini.
In questa occasione comunque bisogna fermarsi e riflettere sul malessere dei nostri giovani. Questi gesti succedono dappertutto e rappresentano sicuramente un campanello d’allarme per tutte le comunità.
In questo tempo la società è cambiata in peggio, il disagio giovanile aumenta sempre di più. Le agenzie educative (le famiglie, la scuola, ect.) hanno le loro responsabilità.
Secondo Paolo Crepet, psichiatra, sociologo, saggista e opinionista, la fragilità dei bambini e degli adolescenti di oggi trova la sua radice nel comportamento degli adulti, in primo luogo quello dei loro genitori. Nella famiglia di oggi, implosa da anni, igenitori controllano in tempo reale il registro elettronico e non si preoccupano dei loro figli che vanno in giro alle 3 di notte. Quante volte i padri chiedono ‘come stai?’ al figlio durante la cena? E, se lo fanno, quante volte ascoltano la risposta?
Per lo psichiatra, insegnare è “la professione più importante che ci sia per la semplice ragione che tutti vanno a scuola. La scuola è il centro vitale della comunità“.
Per questo motivo il lavoro degli insegnanti dovrebbe essere valorizzato, in primo luogo aumentando i loro stipendi: “chi lavora a scuola intanto dovrebbe guadagnare di più, primo. Secondo, se ci fosse un’equiparazione del salario pretenderei anche di più.
Ma perché la scuola deve finire all’13.30? Dove è scritto? Chi l’ha detto?” La scuola dovrebbe essere aperta anche di pomeriggio per organizzare attività ricreative rivolte agli studenti. Un modo per viverla appieno e per renderla un luogo divertente dove si impara altro oltre alle classiche materie da studiare sui libri. E soprattutto, un modo per evitare la solitudine in cui si chiudono molti ragazzi una volta rientrati a casa dalle lezioni.
La scuola può diventare tante altre cose. Nel pomeriggio ci possono essere degli esercizi pratici, il corso di fotografia, ballo, danza, canto. Tante cose che renderebbero molto più gioioso il pomeriggio piuttosto che la solitudine di una camera da letto. E sono tutte attività che sarebbero anche da stimolo per la creatività. anche nelle scuole si sono introdotte le tecnologie digitali che creano distanza. Vogliamo mettere dei ragazzini che fanno un grande affresco sul muro con i pennarelli piuttosto che stare ognuno piegato a vedere uno schermo? È evidente che è meglio il primo, però seguiamo il secondo. Non lo so, o perché è più comodo o perché a noi adulti ci fa venire meno sensi di colpa, conclude.
Purtroppo nelle società di adesso dominano i social. Anche i più grandi fanno uso di essi. Tutti leoni da tastiera, professori del nulla, violente discussioni e offese gratuite solamente per affermare il proprio ego.
Nessuno poi si deve scandalizzare per questi gesti violenti. I ragazzi che sguazzano sulle pagine social dalla mattina alla sera emulano i propri genitori e i più grandi e a tutti i costi vogliono affermare il proprio pensiero distruggendo gli altri.
C’è in atto una specie di cinismo collettivo che non risparmia nessuno. Non si è più capaci di comprendere l’altro, perdonare. La solidarietà verso i più bisognosi non esiste più. La violenza è all’ordine del giorno. Con tanta leggerezza si minimizza tutto, purtroppo, persino la guerra che si svolge molto vicino a noi. I tanti morti, chi non può mangiare, i bambini piangenti con il volto pieno di paura passano inosservati davanti agli occhi di tutti. Questa società malata pensa ad altro, questo è il mondo che abbiamo donato ai nostri giovani che rappresentano comunque il futuro dell’umanità.
Allora perché meravigliarsi delle cose che succedono? Nel nostro piccolo rimbocchiamoci le maniche e insieme cerchiamo di trovare la soluzione, invitando anche esperti del settore.
Chieuti come altre realtà seppur piccole per abitanti vive problematiche serie da affrontare con urgenza. Chi di dovere si muova con celerità
Giovanni Licursi



