ComunicatiIn evidenza

CHIEUTI: VIVERE TRA L’INDIFFERENZA, AI MARGINI

Marina di Chieuti: una storia allucinante che ho conosciuto in questi giorni. La vicenda penosa di un uomo, una persona come noi che da mesi vive in solitudine nella pineta lungo il litorale in prossimità dei lidi balneari.

Una delle tante vite che sopravvivono tra l’indifferenza di tutti. Del resto la società moderna buttatasi a capofitto nel sistema della globalizzazione dei mercati non si ferma davanti a niente e nessuno, Un passo dopo l’altro ci sta portando alla disumanizzazione, alla mancanza di presa di coscienza dei problemi reali, all’aumento sconsiderato della povertà. Alla soppressione del welfare, i problemi del lavoro. La conseguenza è stata la disgregazione e distruzione del senso di comunità, di prossimo.

 I social sono padroni delle nostre esternazioni e noi pian piano stiamo per essere travolti da questa onda di fango. Ogni giorno ognuno usa un linguaggio violento contro chi non ha il colore della nostra pelle, contro chi vive una sessualità diversa dalla nostra, contro chi è stato più sfortunato e vive ai margini della società. Addirittura ho letto post che sbeffeggiavano la dipartita di Emma Bonino. Non si fermano nemmeno dinanzi alla morte.

Ecco perché nessuno in questi mesi ha parlato pubblicamente di questo uomo solitario che si nutre di quello che trova. Addirittura si reca davanti ai lidi, salta all’interno dei cassonetti dell’immondizia, si siede comodamente e mangia nel cassonetto rovistando in qualche busta. Poi ritorna nel suo mondo, tra gli alberi si prepara il suo giaciglio di cartoni e dorme guardando le stelle.

L’RGPT, il raggruppamento di protezione civile per tre volte lo ha cercato e portato qualcosa da mangiare e il responsabile Emanuele Ricci mi ha raccontato: “scambiando qualche parola con lui, molto trasandato, con la barba lunga e i vestiti ormai a brandelli, ho potuto notare tutta la sua dignità e la forza di voler continuare a combattere”.

Le autorità preposte hanno adempiuti a tutti gli atti previsti ma niente si è mosso. Si usa la lingua della burocrazia.

Che cosa succederà prossimamente quando i lidi chiuderanno e in quella zona ci sarà il deserto? Come farà a sopravvivere al freddo e al vento tagliente del mare che giungerà inesorabile tra pochi mesi.

Rivolgo un appello a tutta la comunità, a tutte le associazioni anche di altri paesi, facciamo qualcosa. Ci sono due associazioni della Caritas a Chieuti. Perché non pensare a trovare una forma di aiuto?

Ci sono tante case vuote, perché non dargli un tetto per dormire? Perché non cerchiamo di garantirgli il cibo, il materiale per farsi la barba, per lavarsi, alcuni indumenti per potersi coprire? Dalle nostre mense si butta tanto ben di Dio e noi non siamo capaci di assistere una persona sfortunata, abbandonata Al suo destino crudele.

Don Tonino Bello nel suo libro “La Chiesa del grembiule” che vi invito al leggere, diceva tra i tanti insegnamenti: “non bastano i vostri bei canti liturgici, i vostri abbracci di pace, i vostri amen, i vostri percuotimenti di petto: che aspettate? Alzatevi da tavola; restate troppo tempo seduti. E’ un cristianesimo troppo sedentario il vostro, troppo assopito, un tantino sonnolento”.

“Per favore, smettiamo di rendere invisibili coloro che sono ai margini della società, per motivi di povertà, di dipendenza, di malattie mentali o di disabilità. Concentriamoci sull’accoglienza. Sull’accogliere tutte le persone che hanno bisogno. La “cultura dell’accoglienza”, dell’ospitalità, del dare un tetto, del dare un riparo, del dare amore, del dare calore umano. Come possiamo permettere che la “cultura dello scarto” – in cui milioni di uomini e donne non valgono nulla rispetto al profitto economico – come possiamo permettere che questa cultura domini le nostre vite, le nostre città, il nostro modo di vivere? Ci verrà il torcicollo, a forza di guardare dall’altra parte per non vedere questa situazione”. (Papa Francesco)

La speranza è quella di trovare uomini e donne di buona volontà per dare a quest’uomo un po’ di sollievo. Ricordando a tutti che la vita riserva sempre delle sorprese belle o brutte che siano.

Giovanni Licursi

Altri articoli

Pulsante per tornare all'inizio