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CHIUDE IL CONVENTO PADRE PIO GIOVANE A SERRACAPRIOLA: Una pagina di storia spazzata via!

Chieuti: quello di domani 5 ottobre 2022 sarà un giorno triste, una giornata che verrà ricordata per la chiusura  del Convento “Padre Pio giovane di Serracapriola”. Una pagina di storia, un viaggio di fede, di devozione, che si interrompe con un freddo comunicato di Frà Maurizio Placentino ministro provinciale dei frati minori Cappuccini della provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio che ha inviato al sindaco di Serracapriola, Giuseppe d’Onofrio e alla comunità dei fedeli.

            Tanti ricordi riaffiorano nella mente. Ricordi di bambini che ascoltavano i propri nonni, gli anziani del paese, le mamme e i papà che parlavano con tanta fede e tanto amore della Madonna delle Grazie, del Convento di Serracapriola. Qualcuno con orgoglio diceva: “è anche nostro”, felici e grati di essere protetti da quella mamma che non lascia mai soli.

         Come si fa a non ricordare il pellegrinaggio del 2 luglio, quando al sorgere del sole il lungo torpedone si incamminava pregando e cantando per ascoltare la prima Messa, quella delle sei che apriva di fatto la festa in onore della Madonna delle Grazie.

         Due popoli legati col cuore e con la fede a questo posto sacro da oltre cinquecento anni.

          Il Convento di Serracapriola è anche altro. Tantissime attività svolte da varie comunità di fedeli (Gioventù francescana, Terz’Ordine Francescano, Araldini, Gruppi di preghiera), giovani e meno giovani, bambini, uomini e donne accomunati da questo cammino di fede, una comunità prodiga all’accoglienza e alla carità. Un mio caro amico e collega mi diceva: “quando io e tanti altri abbiamo avuto bisogno, abbiamo bussato e ci hanno aperto”. La comunità francescana unita a questi gruppi tanto ha dato alla collettività anche in termini di manifestazioni pubbliche (il magnifico Presepe vivente).

Questo è tanto altro rappresenta questo luogo per tantissime persone.

         Di questa decisione se ne parlava da tanto tempo, da troppi mesi. Da due anni pur sapendo dell’imminente chiusura, stranamente nei due comuni un silenzio assordante ha avvolto tutti. Cose dette e non dette a bassa voce, quasi timorosi di essere sentiti.

         Tutti sapevano ma nessuno si è mosso, tranne un gruppo di persone che già operavano fattivamente nel Convento, un comitato che non si è mai fermato e non si fermerà a cui va un grosso ringraziamento per quello che sta facendo.

Strano che la popolazione non ha recepito il messaggio di questi pochi volenterosi. Sono comparsi solamente commenti sui social e niente di più.

         Non è nemmeno il caso di entrare nel merito della questione, si parla di convenzioni, trattativa tra la Diocesi e i frati, mancanza di frati, ect..

         Chi ha a cuore le sorti del Convento, ora deve solamente alzarsi dalla sedia e muoversi. In modo pacato e ragionevole bisogna tutti insieme pensare a iniziative che possano scongiurare la chiusura.

         Dice un cittadino: “vogliamo solamente continuare a frequentare con fede e devozione questo luogo sacro. C’è già un comitato che sta muovendosi da molto tempo, accodiamoci tutti.  Con la buona volontà e con l’aiuto di Dio tutto si può fare. Questa lunga storia non può cessare così”.

         Vero, non può e non deve finire così.

Giovanni Licursi

 

        

 

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