Ci siamo riusciti anche questa volta. Per i prossimi 5 anni San Severo non avrà alcun rappresentante alla Regione Puglia

La città di San Severo, pur registrando voti interessanti per candidati locali come Angelo Masucci, Francesco Miglio e Grazia Casale, non è riuscita a eleggere nemmeno un consigliere alle elezioni regionali. Molti esponenti politici locali, consiglieri comunali e assessori hanno scelto di sostenere candidati provenienti da altri comuni, potenziando una frammentazione degli sforzi che ha in definitiva ha penalizzato la stessa città. Mentre comuni vicini come Vieste, San Marco in Lamis, Lucera e Apricena festeggiano l’elezione di propri rappresentanti in Consiglio Regionale, San Severo si ritrova nuovamente senza voce diretta in via Capruzzi.
Questa situazione riflette una realtà amara: San Severo non riesce a costruire una vera comunità politica coesa, disperdendo il proprio potenziale elettorale a favore di “sirene forestiere”. Pertanto San Severo si conferma una città che palesa scarso interesse per il proprio destino collettivo e una politica locale incapace di definire una strategia bipartisan unitaria per valorizzare i propri esponenti. Dopo dieci anni senza un rappresentante regionale, è difficile non vedere questa situazione come un segnale di disattenzione e debolezza politica territoriale.
A leggere i primi commenti sui social , qualcuno afferma che tale incapacità di costruire senso di comunità politica attiva e coesa si inserisce in un più ampio fenomeno di disaffezione e frammentazione che caratterizza molte comunità locali contemporanee. La perdita di fiducia nelle istituzioni e nei partiti tradizionali, unita alla crescita di interessi particolaristici che dividono gli sforzi e le energie politiche, impedisce la formazione di un tessuto sociale forte e solidale, generando isolamento e frustrazione diffusa. In questa prospettiva, si potrebbe richiamare un insegnamento antico ma sempre attuale di Cicerone, che sottolineava come “Non nobis solum nati sumus” – “Non siamo nati per noi soli” – ricordando che la responsabilità verso la comunità è il fondamento della vita civile e politica, e che solo attraverso l’impegno collettivo è possibile costruire un futuro condiviso e prospero. Perciò ora ci si deve interrogare su cosa fare per invertire questa tendenza. Emigrare? Rimboccarsi le maniche e considerare la politica come un valore fondamentale e non come un mero strumento di potere personale? È indispensabile che la politica locale ricostruisca un nucleo aggregativo solido, che sia traino per chi ama questa città e vuole investire nel suo futuro, riconoscendo il valore che ha un ruolo politico ben rappresentato. Solo così si può sperare di rilanciare la città e garantirle un ruolo da protagonista nelle sfide future che verranno. San Severo deve trasformare la delusione in azione, ricostruire un senso di comunità politica attiva e impegnata, e, in futuro fare rete attorno ai propri candidati per non restare spettatrice passiva di scelte altrui che ne condizionano il futuro. Perché non è stato fatto ora? Chi lo sa. Ci sono tante risposte ma non è ciò che ci interessa. Ciò che dobbiamo ricordare è che la partita non è ancora persa, ma serve consapevolezza e volontà politica condivisa per cambiare rotta. La città merita rappresentanza e attenzione, che non possono più essere rimandate o delegate a soggetti esterni.



