“Ciao nonno, grazie per essere stato la colonna portante della nostra famiglia”; la generazione Priore onora il suo capostipite

È una lettera piena di sentimenti di affezione verso il proprio nonno quella che nipoti, alquanto speciali, hanno scritto con ardore dopo la sua dipartita avvenuta oggi, giovedì 30 maggio.
Una missiva indirizzata al cielo dove sicuramente adesso brilla una nuova stella la cui guida ferma, decorosa e sicura, ha segnato le vite di diverse generazioni.
Ed i nipoti lo ricordano così il proprio duplice padre, con lacrime velate da dolci sentimenti di nostalgia.
“Ciao nonno, grazie per essere stato la colonna portante ed il fulcro della nostra famiglia”, dichiarano con grande stima ed affezione le nuove generazioni che, insieme ai figli, hanno goduto della presenza e vicinanza di un uomo dai saldi valori, tra cui oltre quello per la famiglia, l’attaccamento al proprio lavoro.
“Considerata la straordinaria longevità di mio nonno, ho ritenuto doveroso ripercorrere la sua vita in breve, partendo da una frase di Walt Whitman:
‘L’impronta del mio piede per terra sprigiona centinaia di affetti, che si fanno beffe di ogni mio sforzo di riferirli’.
Aldo Pietro PRIORE nasce a San Severo il 19 giugno del 1922, da mamma Concetta SUSCA e papà Ulrico PRIORE, assieme ai suoi 5 fratelli Vincenzo, Felicetta, Emilio e i gemelli Antonio (detto Tonino) e Clelia.
Cresce in via San Martino e frequenta le Scuole Elementari presso l’edificio scolastico ‘Principe Umberto’ (attuale “E. De Amicis”)”, afferma uno dei nipoti in rappresentanza di tutti, ripercorrendo le tappe salienti del progenitore.
“A 9 anni si accompagna già alle numerose maestranze cittadine, come testimonia una foto del 1931, raffigurante il giorno dell’inaugurazione della c.d. ‘Piazzetta Coperta’. Fin da bambino si avvicina sempre più al lavoro manuale e, in particolare, alla manifattura del marmo, che lo renderà protagonista in città, assieme ai fratelli, di una lunga stagione di artigianato, non prima, però, di essere chiamato alle armi durante il secondo conflitto mondiale, di stanza nel Trapanese, dove fu chiamato a svolgere operazioni di sussidio con i reparti dell’aviazione (la VAM), dall’agosto del ’43 al luglio del ’45, periodo nel quale, con grande sforzo di memoria, ricordava le terribili condizioni in cui versava l’esercito italiano.
A seguito dei bombardamenti alleati, batteva in ritirata, solo e appiedato, scampando a quella che sarebbe potuta essere, nel migliore dei casi, una lunga prigionia.
Tornato quindi a San Severo, negli anni ’50, visto il suo talento come scalpellino, decide insieme ai fratelli Vincenzo ed Antonio di inaugurare un laboratorio per la lavorazione del marmo ‘Scalpellini f.lli Priore’ ubicato in via Foggia, accanto all’attuale Caserma dei Carabinieri che, con il tempo, divenne uno dei centri nevralgici dell’artigianato sanseverese, tant’è vero che quasi tutti gli attuali marmisti di San Severo provengono da quella che è stata poi a tutti gli effetti la ‘Scuola Priore di scultura marmorea’.
Molti sono gli artisti del panorama locale, da Luigi SCHINGO a Matteo GERMANO, i quali insieme ad architetti, ingegneri e maestranze edili sono passati da quel laboratorio che ha sempre offerto competenza, creatività e passione ai numerosi professionisti che man mano hanno permesso alla città di San Severo di crescere e prosperare.
Nel 1952 sposa la tutt’ora bellissima Maria PRENCIPE, classe 1927, con la quale ha superato i 70 anni di matrimonio, generando tre figli Ulrico, Antonio e Maria Concetta e contando la bellezza di 8 nipoti e 7 pronipoti”, sono le testimonianze sulla vita di Aldo che il 19 giugno 2022 spegneva la centesima candelina, accompagnato dall’affetto di centinaia di persone che hanno contribuito ad arricchire ed adornare le pagine della sua vita, “consegnandoci una storia che costituisce il nitido esempio di come l’esistenza acquisti un valore aggiunto solo se accompagnata da affetti veri, vivi ed incondizionati.
… abituarci alla tua assenza sarà molto difficile…
CIAO NONNO E GRAZIE PER ESSERE STATO LA COLONNA PORTANTE ED IL FULCRO DELLA NOSTRA FAMIGLIA.
Per sempre, I TUOI NIPOTI”.
Alla famiglia PRIORE giunga tutta la nostra vicinanza.



