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CIRO PISTILLO E LA MADONNA MIGRANTE

di MICHELE MONACO
L’8 febbraio di due anni fa ci lasciava il Maestro CIRO PISTILLO. La passione di CIRO era nota. Era quella e solo quella, sin dalla sua adolescenza: la ricerca sul campo della tradizione orale-dialettale riveniente dai braccianti e dagli anziani della San Severo degli anni’50 e ’60. Veniva spesso visto per le campagne – a colloquio con dei contadini – con un nastro-cassetta sul quale registrava motti, proverbi, detti popolari che poi ha pubblicato sul suo primo libro “U carusèllë” con l’autorevole prefazione dell’indimenticato Preside-Scrittore NINO CASIGLIO. In quella occasione, l’illustre Preside si rammaricava di avere avuto modo di conoscere e parlare il dialetto solo in età adulta e perciò invitava i sanseveresi a leggere i proverbi dialettali di una cultura contadina che si avviava – purtroppo – verso il declino. Ma, a mio modesto parere, CIRO PISTILLO raggiunge livelli sublimi quando “affresca”, col suo godibile dialetto e la sua lieve ironìa, l’intera Festa Patronale descrivendo a modo suo lo svolgimento della processione dei Santi e della Madonna del Soccorso. Una descrizione dove ha saputo coniugare sapientemente il vernacolo con la tradizione e la religiosità popolare. Lo fa dando alle stampe un eccentrico e divertente libro intitolato << PÀSSË ‘A PRËCËSSJÓNË (La festa del Soccorso del 1978)>> (Edizioni Malatesta). Un libro che tutti dovrebbero conoscere e leggere attentamente soprattutto quando rievoca – attraverso un fantasioso e affascinate racconto – la venuta a San Severo della statua lignea della MADONNA NERA. Dipinge con il suo linguaggio dialettal-popolare le peripezie della Madonna in fuga dalla Turchia per sfuggire alla persecuzione e alle guerre di religione. Descrive, con dei versi efficaci, lo status di rifugiata della Madonna che dopo una traversata burrascosa nel mare di Sicilia approda nel continente e si rifugia proprio nel Convento Agostiniano della Città di San Severo. L’emozione la fa da padrona quando PISTILLO descrive le modalità con le quali la Madonna viene accolta e come entra nei cuori di una comunità che la eleggerà Patrona. Permettetemi di sottolineare quanto vi sia di straordinaria attualità in quei versi. Leggendoli si resta sorpresi e piacevolmente sconcertati. Insomma, CIRO PISTILLO, nella festa del 1987, come fosse ispirato da qualcosa di trascendentale, presagiva nella figura della MADONNA NERA le peripezie di tanti migranti che fuggono dalle guerre e dalle persecuzioni. Per capire l’infinita devozione di una intera Città che ha accolto una migrante, una rifugiata, suggerirei di leggere e rileggere <<PÀSSË ‘A PRËCËSSJÓNË>> da pagina 62 sino a pagina 71. In esse appare evidente la grande sensibilità dell’Autore nel trattare un tema molto caro all’intera comunità sanseverese e che fa di lui un irrinunciabile punto di riferimento storico-culturale anche per le giovani generazioni.

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