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Città Civile e l’impianto di compostaggio: “Ci siamo posti davanti al problema che è quello della chiusura del ciclo dei rifiuti”

La Lega, organizza un flash mob per dire “No, al mega impianto di compostaggio”.

CittàCivile è intervenuta sulla “questione compostaggio” chiedendo d’istituire un “gruppo di lavoro tecnico”, un gruppo con professionalità accertate, che si occupi di alcune questioni esposte dal gruppo politico: capire gli sprechi del servizio d’igiene urbana, al fine di redigere un Piano di revisione della spesa e far pagare ai cittadini meno tasse; affrontare la questione smaltimento, con particolare attenzione alla qualità dell’umido conferito con la raccolta differenziata. Per Città Civile, “si paga di più non solo perché mancano gli impianti, evidentemente non si fa una buona raccolta differenziata”; vigilare sulla questione megaimpianto ex-Safab, al di là degli esiti giudiziari (il Comune di San Severo, dovrebbe ricorre al Consiglio di Stato, dopo la sentenza del TAR a favore dell’azienda che potrebbe realizzare l’impianto privato). “Il ‘gruppo tecnico’ – ha evidenziato Nazario Tricarico – dovrà informare l’amministrazione e la città su tutti gli aspetti non convincenti o irregolari e, nel caso si realizzi l’impianto, sul rispetto della convenzione; supportare il Comune nell’interlocuzione con l’AGER, che deve dare risposte immediate sulla carenza impiantistica della provincia di Foggia.In estrema sintesi il nostro direttivo ritiene infruttuoso questo dibattito irrazionale solo per far polemica, come sta facendo l’opposizione. La questione ciclo dei rifiuti è seria, necessita di ragionamenti seri. La disinformazione la lasciamo ad altri”. Tricarico, precisa ancora: “Ci siamo posti davanti al problema che è quello della chiusura del ciclo dei rifiuti. Del costo totale del servizio d’igiene urbana a San Severo, 3 milioni se ne vanno per lo smaltimento dei rifiuti. E con la chiusura di alcuni impianti di stoccaggio, il costo salirà. Le due facce della medaglia sono: da un lato, un’opposizione che non è del tutto disinteressata ad un impianto di compostaggio; dall’altro, c’è un’incapacità nella gestione dei rifiuti che parte dalla Regione e arriva al Comune. Il tutto si riverbera sulle tasche dei cittadini e sull’ambiente. Ecco perché abbiamo redatto un progetto di monitoraggio che comprende tutto il pianeta dell’igiene urbana”. Così conclude Tricarico: “Il gruppo tecnico dovrà relazionare su questi punti: far luce su tutti i costi variabili del servizio; fornire i dettagli e le soluzioni sull’abbattimento dei costi, da presentare all’AGER (Agenzia Regionale Gestione Rifiuti), presieduta da Gianfranco Grandaliano; monitoraggio del progetto ex-Safab, per verificare che siano rispettate le autorizzazioni, le indicazioni sull’impatto ambientale e la convenzione. La Regione ci dica se gli impianti devono essere solo pubblici o se privati a gestione pubblica, impianti più piccoli meno rischiosi e dislocati meglio sul territorio. L’Ager doveva predisporre un’interlocuzione con i privati. Ad esempio: se in una provincia non ci sono ospedali pubblici, vuoi che un privato non lo vada a costruire? Noi non siamo sfavorevoli al compostaggio ma non capiamo perché manca chi deve governare il processo; e, dulcis in fundo: a San Severo c’è una media del 30% di evasione della Tari”. Si può trovare il punto d’incontro tra tutela della salute, dell’ambiente e chiusura del ciclo dei rifiuti. Per la giornata mondiale dell’Ambiente del 5 giugno, i consiglieri comunali della Lega, Maria Anna Bocola e Rosario di Scioscio lanciano un “flash mob” dai balconi dei sanseveresi, per dire “No” al “mega” impianto compostaggio: “Il nostro intento è far emergere che, nonostante le restrizioni legate all’emergenza Covid-19, restiamo uniti tenendo alta l’attenzione sulle tematiche ambientali. Il nostro è un ‘No’ convinto al mega impianto di compostaggio finalizzato a tutelare la nostra terra già provata da tante problematiche”, ha dichiarato Rosario di Scioscio. A sostegno dell’iniziativa anche il capogruppo della Lega a Palazzo dei Celestini, Maria Anna Bocola. “Continuo a portare avanti la nostra idea, perché sono prima di tutto una madre e voglio consegnare a mio figlio una città migliore. Non abbiamo ereditato questo mondo dai nostri genitori: l’abbiamo preso in prestito dai nostri figli. L’ambiente e la salute vanno difesi. Invitiamo tutti i concittadini ad esporre, il 5 giugno, dai balconi un lenzuolo con la scritta: ‘No al mega compostaggio’. Va bene anche un cartellone”.

Beniamino PASCALE

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