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Città Civile esprime solidarietà a Miglio, occorre un progetto di antimafia sociale

Città Civile, nella persona del Consigliere Comunale Lidya Colangelo e dei membri del suo Direttivo, esprime massima solidarietà e vicinanza al Sindaco Francesco Miglio, vittima di gravi minacce e intimidazioni.

Riteniamo ineludibile che si agisca con fermezza in quanto, oltre alla persona, è stata la città intera ad essere mortificata dagli sviluppi violenti della vicenda. Si tratta di una questione che riguarda tutti, e riteniamo sia assolutamente necessaria una riflessione più generale sullo stato di salute della comunità

Gli avvenimenti dei giorni scorsi ci hanno posto sotto i riflettori della cronaca per evidenti violazioni delle norme di sicurezza. La fase 2 della pandemia da Corona Virus non pare essere cominciata nel migliore dei modi, mettendo in risalto la debolezza di alcuni strati del nostro tessuto sociale estremamente refrattari alle regole. Assembramenti, uscite immotivate e disordinate hanno caratterizzato le nostre strade già dai primi di maggio e, in modo, evidente, durante i giorni della Festa Patronale, come testimoniano alcune immagini pubblicate sui social network.

Non si tratta solo di mancanza di senso civico, è emerso anche altro. Nel video che ha fatto il giro dei giornali nazionali è andato in scena un film  di “sub-cultura criminale”, un film in cui ci si è concesso il lusso di violare le regole con prepotenza, finendo addirittura per deridere le Forze dell’Ordine presenti sul posto.

Molti hanno invocato un intervento delle autorità, ma noi di Città Civile continuiamo da anni a ribadire la necessità di intervenire anche su un piano diverso, legato ad aspetti preventivi e non repressivi.

La morsa della mentalità mafiosa e criminale passa per una decodifica di determinati linguaggi, attraverso progetti mirati di antimafia sociale che portino ad un ripristino ed un rispetto delle regole, rivolti soprattutto alle giovani generazioni, ai bambini e ai giovani di quelle realtà difficili. D’altro canto, riteniamo che la politica debba cambiare passo rispetto al livello del dibattito: un tipo di linguaggio offensivo, volgare, prepotente, minaccioso è sempre da condannare e le Istituzioni per prime devono dare il buon esempio ai cittadini.

Gli avvenimenti condannati hanno visto protagonista una delle periferie della nostra Città, quella comunemente denominata “Texas”, a causa dell’incendio di una batteria pirotecnica non autorizzata. Nel programma di Città Civile una sezione importante era dedicata ad un progetto di antimafia sociale, attraverso l’innesto di iniziative culturali e sportive. Avvicinare i giovani alla musica, all’arte, all’attività fisica rappresenta uno strumento di recupero fondamentale e di distrazione da una vita delinquenziale che pare essere, in alcuni casi, l’unica possibile.

Importante è anche decentralizzare le istituzioni verso le periferie attraverso un processo di invasione di campo: non è detto che gli eventi più importanti e le iniziative culturali debbano svolgersi sempre nel centro della città. Lo stesso dicasi per gli investimenti e l’animazione sociale di quegli spazi dimenticati. Questa strategia necessita della collaborazione dei cittadini per bene, non è possibile pensare che tutto debba ricadere sull’istituzione comunale.

È assolutamente necessario recuperare la fiducia dei cittadini e coinvolgerli nella gestione della Cosa Pubblica così da dimostrare trasparenza, obiettività e attenzione alle situazioni difficili. Con la programmazione di attività sociali forti si deve contrapporre la cultura della vita a quella della morte!

Non solo cultura, sport ed educazione, nevralgica è anche la questione del disagio sociale dovuta alle ristrettezze economiche.

Chiederemo all’Amministrazione di organizzare un Consiglio Comunale monotematico affinché venga affrontata con la dovuta chiarezza la situazione di emergenza che stiamo vivendo. I cittadini perbene, quelli che rispettano le regole, quelli che sono stati lontani dagli abbracci di figli, genitori, nonni e nipoti per due mesi hanno bisogno di risposte certe, di azioni concrete, di controllo del territorio e di percezione di sicurezza. È necessaria una pianificazione a lungo termine anche in vista di un eventuale acuirsi della pandemia nel prossimo autunno. E’ essenziale progettare una “Città più civile”, in cui sia più bello e sicuro vivere e far crescere i nostri figli. Assoluta condanna, quindi, di un linguaggio e di un atteggiamento di tipo mafioso e irrispettoso delle regole. Piena solidarietà, al Sindaco e a tutti i cittadini che si sono sentiti oltraggiati dalle tristi immagini che hanno riempito le dirette dei telegiornali e la pagine delle testate di cronaca: San Severo non è solo questo. San Severo è bellezza, è cultura, è storia…è volontariato, è solidarietà: San Severo è un abbraccio circolare che dal giro interno si allarga al giro esterno fino a stringere tutte le periferie!

Lidya Colangelo, Consigliere Comunale e il Direttivo di Città Civile

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