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COME ARRIVARE AL ‘GIUSTO PREZZO’ IN OLIVICOLTURA E TUTELARE UNA TRADIZIONE CHE HA MODELLATO IL PAESAGGIO SANSEVERESE NEI SECOLI.

Siena ha ospitato venerdì 10 dicembre 2021 gli Stati Generali delle Città dell’Olio. Alla 53esima Assemblea Nazionale ha partecipato, negli anni precedenti, il Consigliere Comunale Michele de Lilla in rappresentanza della città di San Severo. Si tratta di una grande rete nazionale che associa i territori italiani impegnati nella promozione del turismo dell’olio e della cultura dell’extravergine.
L’Associazione, guidata dal presidente nazionale Michele Sonnessa, ha raggiunto il traguardo dei 400 soci (Albo d’Onore delle Città dell’Olio) e ha assegnato il titolo di “Ambasciatore delle Città dell’Olio” a tre illustri personalità, tra cui il Senatore Dario Stefano. Il nostro corregionale si è speso meritoriamente a favore della promulgazione della Legge sull’Oleoturismo e dei suoi decreti attuativi, una legge che equipara enoturismo ed oleoturismo e finanzia progetti specifici volti alla promozione dell’olio nelle sue tante potenzialità alimentari e culturali.
Durante l’assemblea sono stati presentati importanti ‘assi di intervento’ che di sicuro occorre calare nei diversi territori a seconda delle peculiari caratteristiche di ciascuno:
• turismo dell’olio;
• olivicoltura sociale e abbandono;
• formazione ed educazione;
• paesaggio;
• comunicazione.
Nell’ampio dibattito che ne è seguito tutti i partecipanti hanno evidenziato che servono azioni concrete immediate per promuovere il rilancio del comparto olivicolo che anche causa dell’emergenza pandemica non vive uno stato di salute ottimale.
Per quanto concerne San Severo e il distretto della PERANZANA si tratta di programmare intenzionalmente più azioni convergenti che nel valorizzare i suggerimenti insiti negli ‘assi di intervento’ proposti negli Stati Generali di Siena, mirino a dare valore economico al nostro olio. Occorre sempre ricordare che ‘il libero mercato’ non è in grado di assicurare alla nostra eccellenza produttiva il ‘giusto prezzo’ fino a quando non riusciremo a dare ‘un volto ed una voce unitaria’ a quel “tesoro verde” che la terra ci regala. In buona sostanza si tratta di:
• intervenire sul paesaggio e l’ambiente per farne ‘attrattori significativi’ e asset strategici in vista di un turismo sostenibile legato all’olio e ai suoi usi in cucina e a tutta una rete di cammini storici di imprescindibile valore;
• concertare con enti, associazioni e scuole interventi mirati a rendere consapevoli produttori e cittadini-consumatori sulla specificità del tema e chiamarli alla collaborazione attiva;
• assicurare messaggi promozionali che restituiscano orgoglio identitario e valore strategico alla antica vocazione olivicola del nostro territorio.
Pertanto una opportunità di rilancio di ‘luoghi olivicoli e comunità dell’olio’ non può assolutamente prescindere da un piano di marketing turistico, in grado di integrare la filiera della produzione e quella dell’accoglienza.
Nello specifico dovrà essere elaborato un programma di attività e progettualità che impegnino l’intera Amministrazione (attori primi saranno l’assessore agricoltura Felice Carrabba, l’assessora alla cultura e istruzione Celeste Iacovino e l’assessora all’ambiente Mariella Romano) e siano finalizzati alla scoperta dei paesaggi olivicoli e alla conoscenza dei luoghi legati all’extravergine: aziende, frantoi, musei dell’olio, oliveti storici.
Inoltre servono modi nuovi di far crescere le consapevolezze delle comunità che vivono anche di questo prodotto. Indubbiamente si renderà indispensabile il supporto delle regioni per la costruzione di leggi regionali attuative di supporto e indirizzo con finanziamenti ad hoc. Senza dimenticare le sinergie con altri enti/associazioni del territorio per elaborare specifiche progettualità sul turismo dell’olio con due azioni mirate: formazione e comunicazione. La “ricerca del giusto prezzo” -redditività- è una condizione fondamentale per i nostri agricoltori, perché dietro all’olivicoltura vi sono una serie di fattori come: cultura, identità, paesaggio, ambiente, gusto e buon gusto. Solo una agricoltura ‘ben integrata nel contesto e capace di creare reddito’ è in grado di attrarre imprese sane e giovani che non vogliono emigrare. Peraltro aiuta a combattere i dissesti idrogeologici e gli impetuosi cambiamenti climatici. Consigliere comunale del PD, Prof. Michele de lilla

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