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COMPOSTAGGIO: “preoccupazione per l’impianto di 60mila tonnellate per il trattamento di rifiuti”

COSTITUENDO OSSERVATORIO PER LA TUTELA DEL TERRITORIO DI SAN SEVERO
I cittadini che sottoscrivono questo documento, in rappresentanza di Organizzazioni Sindacali, Movimenti e Partiti politici, Associazioni e Comitati, consapevoli della necessità di chiudere il ciclo dei rifiuti prodotti in un determinato ambito territoriale e quindi dell’opportunità di incrementare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in modo differenziato e sicuro per la salute dei cittadini e per la tutela del territorio e del paesaggio evidenziano preliminarmente i ritardi della Regione Puglia in materia di programmazione ed attuazione di un organico Piano di Gestione dei rifiuti. Nonostante l’emanazione della Legge Regionale n.24 del 2012 che ha individuato gli ATO e gli ARO quali ambiti per una gestione organica dei servizi di raccolta e smaltimento, e nonostante i richiami dell’Autorità Nazionale Anticorruzione che ne ha segnalato la tardiva attuazione sull’intero territorio regionale, l’Agenzia Regionale per la Gestione dei Rifiuti (AGER) non ha posto le necessarie azioni per dare una risposta efficace ai territori, con notevoli ripercussioni per i Comuni sotto il profilo ambientale e economico (aumento delle tasse locali).
In tal senso, si può pacificamente affermare che è del tutto incomprensibile l’atteggiamento dell’AGER: da un lato non è intervenuta per sanare i ritardi rilevati dall’ANAC, dall’altro non ha finora offerto alcun modello di Gestione Ambientale su scala regionale. Tale inerzia ha avuto l’effetto pratico di lasciare campo libero ai soggetti privati ed in particolare, sotto il profilo impiantistico, ai numerosi progetti di impianti di compostaggio disseminati su tutto il territorio pugliese.
Richiamando la Legge 24/2012, la città di San Severo rientra nell’ARO FG4, Ambito di raccolta che comprende ben 9 Comuni dell’Alto Tavoliere, con una popolazione di circa 110.000 abitanti che producono, per quanto riguarda la frazione organica (umido) dei rifiuti di circa 9000 T/A. Anche facendo una previsione ottimistica, con una percentuale di raccolta differenziata al 100% e senza tener conto del decremento demografico in atto, si potrebbe arrivare al massimo ad un 17.000 T/A.
In questo contesto è stato calato il progetto dell’Impianto di Compostaggio privato Saitef.
L’opera di progetto prevede la realizzazione di un impianto di compostaggio attraverso il trattamento di rifiuti organici da raccolta differenziata e sfalci di potature, da realizzare in località Contrada Ratino, nel Comune di San Severo. L’impianto si propone di ricuperare un preesistente insediamento industriale da tempo inattivo (Ex Safab) nel quale venivano realizzate tubazioni in cemento armato ordinario e precompresso di proprietà della Società proponente.
L’impianto, riutilizzando gran parte delle strutture esistenti, avrà una potenzialità annua di 60.000 tonnellate totali di cui 45.0000 ton/anno provenienti dalla frazione organica raccolta in modo differenziato e 15.000 ton/anno derivanti da verde e sfalci di potature.
La Saitef (allora Gesafin), nella prima istanza presentata alla Provincia di Foggia (20.2.2014), ottenne parere negativo dalla Commissione per la VIA/AIA.
Dopo una serie di Conferenze di Servizio, in data 31/01/2017, con determinazione dirigenziale n.157 del Settore Ambiente – Provincia di Foggia avente ad oggetto “Procedura coordinata di VIA/AIA del progetto di un Impianto per la produzione di compost di qualità dal trattamento della frazione organica della raccolta differenziata” in località contrada ratino nel comune di San Severo – SOCIETA’ SAGEDIL s.r.l. (già GESAFIN immobiliare) – impianto I.P.P.C 5.3b” veniva espresso parere favorevole in merito alla procedura di Valutazione Impatto Ambientale e contestualmente rilasciata l’Autorizzazione Integrata Ambientale.
A livello specificatamente locale, la vicenda si è sviluppata attraverso i seguenti passaggi. Con precedente Deliberazione del 13/06/2015 n.120, l’Amministrazione si esprimeva a favore di un impianto di compostaggio pubblico.
Con Delibera di comunale Giunta n.142 del 22/07/2015, l’Amministrazione Comunale di San Severo ha approvato con delibera di Giunta uno schema di pre-convenzione, della durata di tre anni con la Gesafin-Sagedil ora Saitef, per il conferimento dell’umido nell’impianto proposto. Si fa notare che in allegato alla deliberazione, il
Dirigente arch. Mininno precisa: “l’area proposta ricade in zona ES zona agricola pregiata di alto valore agronomico a produzione specializzata ma riconosciuta come “industria fuori zona. l’attività proposta utilizza strutture esistenti(!?) ma per la realizzazione di nuovi volumi, anche se modesti, è da assoggettare ad autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’art.5 01 del PUTT/P.” .
In data 13.06.2017 veniva inoltrata la prima diffida alla Provincia di Foggia, a firma dei rappresentanti di quattro associazioni locali, con il primo esplicito richiamo al principio di precauzione. In base a tale principio comunitario, più volte richiamato in tutte le diffide e i documenti prodotti negli anni, si chiedeva il ritiro della determinazione 2017/0000157 del 31/01/2017 o l’eventuale riapertura dell’istruttoria de quo per evidenti ragioni legate alla valutazione degli “impatti cumulativi”. Si evince dalla stessa determinazione che tale valutazione riguarda effetti potenziali e sinergici tra interventi, opere ed infrastrutture localizzate sul territorio in area vasta. Gli impatti sinergici possono avere effetti significativi se valutati nel loro insieme e nelle reciproche interazioni, soprattutto, nel caso in esame, in termini di inquinamento atmosferico ed emissioni odorigene.
Il principio di precauzione trova giustificazione proprio rispetto ad una situazione nuova, di cui si è avuto conoscenza 5 mesi dopo l’Autorizzazione: lo smaltimento illecito di rifiuti dell’impianto di compostaggio Lufa Service, collocato a soli 2,5 km dal sito Ex Safab. L’operazione in Daunia Venenum ha portato all’arresto di ben 19 persone per traffico illecito di rifiuti pochi mesi dopo l’autorizzazione VIA/AIA rilasciata per l’Impianto Saitef.
Si faceva notare alla Provincia che le indagini sull’Impianto Lufa costituivano di per sé una ragione validissima per la riapertura della procedura di valutazione rispetto alla questione degli “impatti cumulativi”.
Oltre agli aspetti legati alla procedura di autorizzazione vanno richiamati altri punti focali per inquadrare la questione, anche rispetto alla situazione generale del Ciclo dei rifiuti in Puglia.
In un comunicato della Regione Puglia a cura del Dirigente dell’AGER, avv. Gianfranco Grandaliano, si precisa che l’impianto privato che vorrebbe realizzarsi a San Severo non rientra nella programmazione regionale dei rifiuti che prevede solo impianti pubblici e che qualsiasi convenzione tra i Comuni e le società private – secondo Grandaliano – devono essere considerate illegittime (fonte Quotidiano L’Attacco). A corollario di tali dichiarazioni vi è l’analisi complessiva dello smaltimento della frazione umida a livello regionale che evidenzia, oltre all’assoluta sproporzione tra impianti pubblici e privati, questi ultimi in numero nettamente superiore, un oggettivo fabbisogno di circa 200.000 T..
I dati forniti dall’Assessorato Regionale Ambiente- Ciclo dei rifiuti – Ecologia, sono i seguenti: nel 2018 i RSU totali sono stati 1.779.648 T. con una raccolta differenziata media pari al 47% mentre lo scarto umido (FORSU) è stato di 335.000 T. Nelle previsioni ottimistiche, portando la differenziata al 65% su base regionale, i rifiuti umidi da compostare potrebbero diventare al massimo 463.000 T.. L’aspetto paradossale è che già oggi la capacità di smaltimento della nostra Regione è pari 505.000 T.
Anche nell’irrealistica ipotesi di recuperare il 100% della FORSU (712.000 T), oggi ferma al 48%, e senza riduzione di nessun genere, servirebbe un incremento di potenzialità di massimo di 207.000 tonnellate, ottenibile con impianti di media taglia, distribuiti dove oggi non ci sono. In ogni caso, il problema di fondo è la prevalente presenza di impianti privati di compostaggio che non consentono al pubblico di armonizzare il ciclo dei rifiuti.
Nella provincia di Foggia è prevista un’impiantistica pubblica per i rifiuti organici di 60.000 T..
Oltre ad una chiara incongruenza rispetto alla programmazione regionale, alle valutazioni nel merito degli impatti cumulativi e del principio di precauzione, i cittadini sanseveresi, in forme private e pubbliche, hanno espresso più volte la propria netta contrarietà all’impianto Saitef.
Il 6 maggio 2017, in una conferenza pubblica tenutasi nell’istituto Trotta di San Severo, sono intervenuti oltre cento cittadini, l’attuale Assessore Regionale Rosa Barone e alcuni Sindaci del nostro comprensorio per spiegare le ragioni del no a questo impianto.
Nel Consiglio comunale aperto al pubblico del 25.10.2017, tutti gli intervenuti hanno manifestato una contrarietà con motivate e documentate argomentazioni ormai note all’opinione pubblica e a tutte le forze politiche.
Il 31 luglio 2017 il Consiglio Comunale decide di convocare un incontro di approfondimento tra il Responsabile del procedimento autorizzativo della VIA Arch. Stefano Biscotti e le associazioni ambientaliste; che si tiene il 25 ottobre, solo dopo diffida.
Il 29.10.2018 il Consiglio Comunale approva una delibera (n.54) all’unanimità che esprime contrarietà rispetto all’impianto proposto per tutte le ragioni ampiamente descritte in precedenza, impegnando inoltre il Sindaco e i Dirigenti comunali a predisporre immediata richiesta alla Provincia di Foggia di riapertura della procedura VIA, anche alla luce anche di fattori intervenuti nel frattempo: caso Lufa service, costruzione di un nuovo centro di ristoro per migranti, un nuovo impianto carburanti a pochi metri dalla Ex Safan, una nuova area
di rimessaggio veicoli. Tutti fattori che si aggiungerebbero a situazioni preesistenti: una Centrale a turbogas da 400
MW sempre in contrada Ratino, un impianto di trattamento a fini energetici di scarti vegetali.
In data 19.06.2020 con Delibera n.10 il Consiglio Comunale di San Severo deliberava una formale richiesta di riesame del provvedimento autorizzativo alla Provincia di Foggia, dalla stessa rilasciato con la Determinazione del Settore Ambiente n° 157 del 31/01/2017 sopra citata, ai sensi dell’art. 29-octies comma 2 del dlgs 152/2006.
In estrema sintesi, il Consiglio Comunale, la cittadinanza rappresentata da varie associazioni e comitati, ha espresso negli anni una netta contrarietà all’impianto.
Altro aspetto che pare non sia stato preso in considerazione è legato alla presenza di cemento amianto nell’attuale sito Ex Safab. A circa 6 km dal centro abitato, in un’area di 32000 mq, la produzione di tubi di impasti cementizi di grandi dimensioni è finita da oltre 35 anni ma ne insistono ancora molte decine, visibili a occhio nudo. Su molti fabbricati esistenti ci sono ancora coperture di eternit. Va inoltre evidenziato che non è conosciuta la condizione del suolo e del sottosuolo del sito e dell’area adiacente.
Tutto ciò premesso, alla luce di quanto esposto e di quanto denunciato in numerosi documenti e iniziative pubbliche, i sottoscritti rappresentanti del costituendo Osservatorio per la tutela del territorio, fortemente preoccupati per i potenziali danni alla salute e all’ambiente che potrebbero derivare da un impianto di tali dimensioni e così collocato, dei possibili danni olfattivi e odorigeni che ne possono derivare, appellandosi nuovamente al principio di precauzione sancito dalle direttive comunitarie
C H I E D O N O
● alla Regione Puglia di intervenire presso la Provincia di Foggia – Settore Ambiente per chiedere formalmente la riapertura della procedura autorizzativa ai sensi dell’art. 29-octies comma 2 del dlgs 152/2006, tenendo conto degli elementi emersi negli ultimi anni e sopra descritti, con particolare attenzione alla questione degli impatti cumulativi;
● al Comune di San Severo di porre in essere tutte le azioni amministrative previste e consequenziali alla Delibera di Consiglio n.54 del 29.10.2018, atteso che tale deliberazione conferiva preciso indirizzo agli Uffici Comunali di espletare una ulteriore attività di verifica in ordine ai pareri a suo tempo rilasciati e volta a richiedere la riapertura del procedimento da parte del Settore Ambiente della Provincia di Foggia;
● al Comune di San Severo e alla Provincia di Foggia, di verificare, ognuno per quanto di competenza, se le prescrizioni imposte nell’atto autorizzativo siano state soddisfatte;
● al Comune di San Severo, alla Provincia di Foggia, all’ARPA, di provvedere alle dovute indagini, in particolare la caratterizzazione dei materiali insistenti sul sito, per accertare la compatibilità attuale dello stesso con le varie prescrizioni di legge, ivi comprese quelle presenti nell’autorizzazione del 2017.
● alla Regione Puglia, di recuperare i ritardi in materia di gestione dei rifiuti, con l’approvazione di un documento di Linee Guida regionali per gli impianti di compostaggio e un Piano triennale di controllo. I sottoscritti si dichiarano favorevoli a valutare fattivamente un impianto pubblico di dimensioni adeguate al territorio, ubicato in area diversa nell’Ambito provinciale, in linea con le previsioni del Piano Regionale di Gestione dei rifiuti, da individuarsi attraverso il coinvolgimento delle comunità locali, anche alla luce di una attenta analisi del minor impatto sul territorio, sia sotto il profilo ambientale che economico e finalizzato chiaramente ad un sensibile abbattimento della tassazione locale.
Al fine di potenziare l’azione di moral suasion, il Costituendo comitato sosterrà la raccolta di firme promossa dal
comitato No Saitef.

FIRMATO
Sinistra Italiana Alto Tavoliere, Comitato no Saitef, Verdi San Severo
Italia Viva San Severo – Circolo San Severo Mia, Comitato Cotass, Forza Italia San severo
Lega per Salvini San Severo, Legambiente San severo, Udc San severo, Nazario Tricarico, Ferrara Gennaro, USB

rubino energas

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