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Il consigliere Stefanetti, segnala una presunta evasione tributaria ai danni del Comune

Il Consigliere, nell’effettuare una visura catastale, ha riscontrato che alcuni locali in possesso dell’Istituto di credito sono accatastati con classificazione “B/8” cioè “magazzini sotterranei per depositi di derrate”. Gli stessi, in quanto utilizzati per usi bancari, andavano accatastati presumibilmente, come “C/2” o “D/5” rispettivamente “Magazzini e locali di deposito” e “Istituto di credito, cambio e assicurazione (con fine di lucro)”

Avendo catalogato lo stabile come “B/8” e trattandosi di un’area la cui consistenza è di 1.890 mc e la superficie catastale di 597 mq, l’Imu versata dalla banca nelle casse comunali – calcolata con i tassi previsti dal Comune di San Severo – ammonterebbe a circa 712,55 euro. Ora, pensando a ragion veduta che una banca non possiede salumi e formaggi nel suo deposito sotterraneo, si è provato a calcolare quale sarebbe stata la somma dovuta se quell’immobile fosse stato catalogato come “C/2”. Invece dei 712,55 euro, Unicredit avrebbe dovuto versare alle casse comunali ben 3.329 euro, ovvero il quadruplo rispetto a quanto fatto fino ad oggi. Facile immaginare quanti soldi non siano stati versati nelle casse comunali se fosse appurata questa anomalia dagli uffici competenti. Si tratterebbe di oltre 2.500 euro non versati ogni anno per oltre mezzo secolo.

Ma questo è solo l’ultimo di numerosi aspetti su cui si è concentrata l’attività di controllo del Consigliere Comunale di opposizione e che lo ha indotto, nella giornata di ieri, a formalizzare la segnalazione agli uffici competenti (Tributi, Patrimonio) e all’assessore delegato oltreché a preannunciare un’interrogazione a risposta scritta.

Il gruppo bancario “Unicredit S.P.A.” risulterebbe essere il proprietario di un’unità immobiliare appartenente al complesso edilizio di Palazzo Celestini, sede storica del Comune.

“Ci sono almeno tre interrogativi da porsi, arrivati a questo punto” sottolinea il Consigliere Stefanetti.

– Possibile che l’immobile in questione sia davvero di proprietà di Unicredit?

– Chi ha ceduto una porzione di Palazzo Celestini ad un privato, quando, a quanto e a che titolo?

– Possibile che la struttura risulti accatastata da almeno 30 anni (probabilmente da qualche decennio in più) come B8 e cioè “magazzino per la conserva di derrate alimentari”?

La questione sembra avere anche conseguenze di natura politico-amministrativa.

“Lo stabile potrebbe considerarsi per l’appunto un “Condominio” e fa sorridere il fatto che chi ha la funzione di governare una Città non abbia carta bianca nella gestione della propria sede comunale. In secondo luogo, risulterebbe utile recuperare questa unità immobiliare per potervi trasferire alcuni uffici comunali ad oggi in sedi decentrate e caratterizzati da affitti onerosi. In definitiva si potrebbe ottenere il duplice vantaggio di centralizzare gli uffici e recuperare risorse.”

Conclude Stefanetti: “Fa specie constatare che ci sia stata, in passato, un’attenta ed asfissiante attività di controllo, operata su artigiani e commercianti, invece passi inosservata, per decenni, questa dubbia classificazione catastale, mai variata dall’Istituto di credito”

 

Francesco Stefanetti

consigliere comunale

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