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Consuntivo dei 4 anni d’intenso ma silenzioso lavoro della “Consulta delle associazioni di volontariato” di San Severo

le importanti novità che riguardano il Terzo Settore.

Si è tenuta nell’auditorium della scuola media “Petrarca”, del dirigente Carmen Dell’Oglio, l’annuale assemblea della “Consulta delle associazioni” di San Severo. Evento che, come volontà del direttivo, aveva lo scopo di indicare lo stato dell’arte delle attività svolte durante il periodo considerato(la Consulta è nata nel 2015) e anche sul suo futuro, non solo riferito al direttivo ma su ciò che le nuove norme sul Terzo Settore, potrebbero portare qualche novità relativa ad una funzione più macroscopica nel mondo dell’associazionismo. Ha introdotto i lavori, il presidente della Consulta (che conta circa 70 associazioni che hanno sottoscritto l’adesione all’istituzione e relativo statuto) Zelinda Rinaldi, che si è soffermata sulle questioni principali, a cominciare dal difficile tentativo di formare una “Rete” fatta di condivisioni e unità d’intenti, seppur nelle specificità delle associazioni iscritte alla Consulta, e a quel mettere in pratica il “noi”, conseguenza naturale della rete di volontariato, raggiungendo l’obiettivo. “Oltre alla narrazione di un percorso è difficile trovare esperienze simili in Italia come questa della Consulta a San Severo, da tutti vissuta con slancio e generosità, senza risparmio di energie e di tempo. Sono molto contenta delle belle e sincere parole espresse dal sindaco, Francesco Miglio, che ha attenzionato il lavoro svolto dalla Consulta e l’apporto dato in ogni ambito alla comunità. Un esempio emblematico, può essere l’ampio riconoscimento che si è avuto per l’ottimo posizionamento relativo al bando sulla Rigenerazione Urbana, intesa anche come rigenerazione umana. L’intervento del notaio Paolo Lops è stato utile per la comprensione della riforma del Terzo Settore ed anche per quanto riguarda il prosieguo dell’esperienza della Consulta. Ci sono dei tempi da rispettare e attrezzarsi. Quando la politica, quella del servizio, s’accompagna all’amore per il bene comune anche da parte dei cittadini attivi, possono arrivare i miracoli sociali”. Un altro progetto continuato negli anni è stato “Quartiere in movimento”, che ha guardato (e guarderà) alle periferie,nelle quali sono stati realizzati (e si realizzeranno) momenti di aggregazione con i residenti di tutte le fasce d’età, con un occhio particolare a ragazzi e bambini, in via Luisa Fantasia. “Come evento, nasce dal basso. È una richiesta partita dai residenti delle periferie, oltre che da un’analisi delle esigenze del territorio. Con l’evento si è voluto dare un messaggio di solidarietà, legalità e integrazione – ha ribadito Zelinda Rinaldi, che ha continuato – Ci sono ancora punti critici da sistemare e tante cose da fare o da migliorare. Ma la Consulta ha maturato esperienza sul campo (è stata anche fuori le mura, in eventi realizzati nei Tre Casali) e si propone, ancora una volta, a favorire i necessari cambiamenti e promuovere la cittadinanza attiva, compresa la sussidiarietà circolare”. Oltre al sindaco, Francesco Miglio, presenti altri amministratori comunali, tra cui l’assessore ai Servizi sociali che si occupa della Consulta, Simona Venditti (che ha sottolineato come sia fondamentale, programmare epartecipare), tanti presidenti di associazioni che, durante i lavori dell’Assemblea, hanno prodotti utili contributi. Sono intervenuti, per le proprie competenze, Antonio Bubba (rappresentante dell’amministrazione comunale per la Consulta) e Arcangela De Vivo (ambasciatrice della gentilezza).Importante, non solo da un punto di vista tecnico ma anche per l’esortazione ad accelerare i tempi per l’adeguamento delle associazioni alle nuove norme, è stato l’intervento del notaio Francesco Paolo Lops che ha ribadito 10 punti cruciali relativi al Codice del Terzo Settore, in primis quello di adeguare gli statuti associativi per poter accedere a determinati finanziamenti (entro febbraio/marzo del ’20), introduce la “persona giuridica” e responsabilizza la figura del presidente: “Il Codice rappresenta una riforma normativa epocale, seconda solo a quella sul diritto di famiglia. Come dispone la norma: Sono enti del Terzo Settore, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali, incluse le cooperative sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso, le associazioni, riconosciute e non riconosciute, le fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle società, ecc. iscritti nel Registro Unico del Terzo Settore (art. 4). Il Terzo Settore deve intendersi l’insieme di corpi e organizzazioni sociali che si collocano tra lo Stato e il mercato, tra istituzioni e cittadini, per il compimento di attività d’interesse generale – ha continuato il notaio Lops – si tratta di un rapporto trilaterale quanto ai soggetti partecipanti, i quali acquistano tale qualifica per le caratteristiche di appartenenza. Si tratta di un rapporto tra funzione sociale e prestazioni offerte”. Le conclusioni del notaio Lops, che ha consigliato ai presidenti delle associazioni presenti all’assemblea della Consulta, di rivolgersi ad un tecnico: “Il Codice concretizza un vero e proprio patto tra istituzioni e cittadiniintriso di sussidiarietà e solidarietà, nel tentativo di combattere, attraverso strategie di grande impatto socio-economico, quella che viene definita: la nuova povertà sociale”.

Beniamino PASCALE

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