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Corrieri del Regno di Napoli: riscoperta la rete postale ai tempi di Carlo V. Anche San Severo annoverava il suo corriere, Paolo Di Pace

Un viaggio nella storia riporta alla luce la rete dei corrieri del Regno di Napoli durante il regno di Carlo V, grazie a un’approfondita indagine archivistica che ricostruisce figure, itinerari e sistemi di comunicazione dell’epoca. Lo studio, curato dallo storico Francesco Totaro, attivo nella rete europea, si configura oggi come uno degli aspetti più originali e suggestivi dell’itinerario culturale “Le Vie di Carlo V”. Il Centro culturale Einaudi aps partecipa alla rete di cooperazione internazionale in qualità di capofila e sede dell’itinerario culturale italiano “Le Vie di Carlo V”, riconosciuto dal Consiglio d’Europa nel 2015 e diffuso tra Europa, Nord Africa e America Centrale. Le finalità del progetto sono articolate e riconducibili a un’azione di diplomazia culturale orientata a rafforzare l’identità europea e a favorire il dialogo tra i popoli. Nei territori interessati, le iniziative si concentrano su storia e cultura, con effetti tangibili sullo sviluppo economico, sociale e turistico. Un’attenzione particolare è riservata alle cosiddette aree interne, territori ricchi di tradizioni ma segnati dal fenomeno dello spopolamento. L’obiettivo è promuoverne la valorizzazione e aumentarne l’attrattività per un turismo esperienziale, interessato all’autenticità dei luoghi durante tutto l’arco dell’anno. A queste linee strategiche, condivise nei contesti internazionali, si ispira l’attività della vicepresidente internazionale e coordinatrice dell’itinerario italiano, Rosa Nicoletta Tomasone. L’indagine sui sistemi postali e sui corrieri del Regno di Napoli in epoca carolina ha condotto alla definizione di sette itinerari e altrettanti cammini che, con origine da Napoli, tracciano una fitta rete di comunicazioni storiche. I percorsi mettono in luce borghi spesso poco conosciuti, ma ricchi di patrimonio culturale, paesaggistico e umano. Le figure dei corrieri tornano così protagoniste, restituendo vicende e identità che il tempo aveva quasi cancellato. Anche San Severo annoverava il suo corriere, Paolo Di Pace, oggi simbolo e voce narrante di questo patrimonio recuperato. Un ulteriore elemento innovativo è rappresentato dalla trasformazione della ricerca in un prodotto digitale: un’applicazione accessibile al pubblico, realizzata grazie al contributo del professor Giovanni Alfieri e degli studenti dell’ITES “Angelo Fraccacreta” di San Severo. “Immergersi in questi percorsi – afferma la presidente Tomasone – significa seguire il ritmo degli zoccoli dei cavalli, ascoltare le voci dei protagonisti del tempo, osservare abiti storici e paesaggi giunti fino a noi. È un’esperienza immersiva che favorisce la conoscenza diretta dei territori e delle loro identità più profonde, espressione autentica di un importante progetto transnazionale”.
Red.

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