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CORRUZIONE NEL MONDO: ITALIA AL 51° POSTO (…E C’È ANCHE LA CAPITANATA!)

di MICHELE SALES

Nella classifica mondiale relativa all’Indice di Percezione della Corruzione 2019 (CPI), l’Italia si attesta in 51^ posizione, con 53 punti (su 100), come Ruanda, Malaysia e Arabia. Piccoli segnali di miglioramento rispetto al precedente anno, ma la ‘sufficienza’ è lontana. Come riporta Today.it, dal 2012 ad oggi l’Italia ha guadagnato 12 punti in questa speciale graduatoria, ma nell’ultimo anno il trend ha subito una decisa frenata rispetto a quelli precedenti. L’Italia guadagna un solo voto in più rispetto al 2018, lasciando la sufficienza ancora lontana e molti problemi strutturali irrisolti. BOOM DI COMUNI SCIOLTI PER MAFIA: IN QUESTA CLASSIFICA CI SONO ANCHE ALCUNI COMUNI DELLA NOSTRA CAPITANATA, che ovviamente non ci stanno a subìre l’accusa infamante e lottano ritenendo tali provvedimenti un’ingiustizia insopportabile delle autorità competenti per materia. In particolare, come dimostrano i recenti fatti di cronaca, dalla Capitanata alle Madonie, da Reggio Calabria a Reggio Emilia, rileva Transparency International Italia, “la criminalità organizzata ancora spadroneggia nel nostro Paese, preferendo spesso l’arma della corruzione che oggi ha assunto forme nuove, sempre più difficili da identificare e contrastare efficacemente”. Per corruzione si intende, la condotta di uno o più soggetti che, in cambio di denaro o altre tipologie di favori, agisce contro i propri doveri ed obblighi per favorire qualcun altro. Un fenomeno che, purtroppo, in Italia è tutt’altro che sconosciuto portando il nostro Paese ad occupare appunto la 51esima posizione al mondo, al pari di Ruanda, Malaysia e Arabia Saudita Altra questione rilevante per la ‘situazione Italia’, come sottolinea l’organizzazione contro la corruzione, “è la regolamentazione del lobbying e dei conflitti di interesse: da anni sentiamo parlare di leggi che dovrebbero finalmente porre un freno e delle regole a due questioni fondamentali nella lotta alla corruzione, ma ancora il Parlamento tace.

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