Costole rotte e polmone perforato per salvare un uomo in acqua: il gesto di Salvatore Samale che commuove l’Italia

Il video del salvataggio, girato sul lungolago di Como, in poche ore ha fatto il giro dei social. Ma dietro quelle immagini concitate c’è una storia che fa venire i brividi, non solo per il gelo di quella mattina. È la storia di Salvatore Samale, 63 anni, originario di Torremaggiore, oggi ricoverato all’ospedale Sant’Anna dopo una caduta rovinosa finita nelle acque gelide del Lago di Como.
È lui stesso a voler ricostruire, minuto per minuto, quanto accaduto domenica 4 gennaio 2026, lungo la scalinata di piazza Cavour, resa estremamente pericolosa dal ghiaccio. Lo fa perché, racconta, dopo la diffusione del filmato sentiva il bisogno di spiegare come siano andate davvero le cose e quanto sia stato vicino a non farcela.
«Tutto è cominciato quando ho visto un uomo in acqua», spiega dal letto d’ospedale. «Era scivolato lungo la scalinata. Ho pensato d’istinto che non potevo restare lì a guardare. Per spirito cristiano ho fatto questo gesto, nell’indifferenza della gente che vedeva quella persona rischiare di annegare e continuava a passeggiare».
Salvatore si avvicina per aiutare, ma capisce subito che la situazione è ben più grave di quanto sembri.
«La scalinata era una trappola. Bagnata e ghiacciata, non si stava in piedi».
Prova comunque a intervenire.
«Ho cercato un punto dove mettere i piedi, ma era impossibile. Ho fatto un passo e mi è partita la gamba».
Il resto accade in un attimo:
«Sono scivolato via e sono finito dentro anch’io, rovinosamente».
Nel frattempo l’uomo caduto riesce a mettersi in salvo. Lui no.
«Mi sono fatto malissimo. Ho rotto alcune costole, una vertebra e mi si è perforato un polmone. A un certo punto ho pensato davvero che non sarei più riuscito a respirare».
L’acqua gelida e l’impossibilità di muoversi trasformano l’incidente in un incubo.
«Sentivo che le forze mi stavano abbandonando».
È in quel momento che arrivano i militari dell’Esercito italiano, impegnati in un pattugliamento a piedi nella zona.
«Li ho visti arrivare e ho capito che era l’unica possibilità. Hanno fatto una catena umana, ma anche loro rischiavano di scivolare».
Il salvataggio è lungo e complicato.
«Sono stati minuti interminabili. Dovevo restare aggrappato con tutte le forze che avevo, perché se mollavo non so come sarebbe finita. E allo stesso tempo cercavo di agevolare i soldati, perché era pericoloso per tutti».
L’estrazione dall’acqua è una prova di resistenza e lucidità.
«Ho fatto appello a tutto quello che avevo dentro. Stringevo, tenevo, non potevo cedere. Loro tiravano, cercavano appigli. È stato un lavoro incredibile».
Oggi Salvatore è ricoverato al Sant’Anna, dove è stato operato d’urgenza.
«Ne avrò per un bel po’», ammette. Ma le sue parole sono soprattutto di gratitudine:
«Se non ci fossero stati loro, non so se sarei qui. Mi hanno salvato la vita».
E mentre la città continua a commentare un video diventato virale, dal letto d’ospedale resta un messaggio semplice e durissimo:
«Il ghiaccio sul lungolago non è solo un disagio. Sembrava una cosa da niente, una scalinata. In realtà era una lastra. Bastano due secondi e ti cambia tutto».
Il sindaco: “Un gesto che onora Torremaggiore”
Alla vicenda si aggiunge il messaggio ufficiale del sindaco di Torremaggiore, Emilio Di Pumpo, che ha voluto esprimere pubblicamente la gratitudine dell’intera comunità.
«A nome dell’Amministrazione Comunale e della comunità tutta esprimo la più profonda gratitudine al nostro concittadino Salvatore Samale per il gesto di eccezionale coraggio e straordinaria umanità compiuto sul lungolago di Como, in una situazione di grave e imminente pericolo».
«Di fronte a una persona in difficoltà, Salvatore non ha esitato un solo istante. Spinto da un profondo senso di responsabilità e solidarietà, ha scelto di intervenire mettendo a rischio la propria vita pur di salvarne un’altra».
«Un’azione istintiva e generosa, che rappresenta un esempio altissimo di altruismo, senso civico e amore per il prossimo. Un gesto che onora Torremaggiore e richiama i valori più autentici della nostra comunità».
Il sindaco conclude stringendosi idealmente attorno a Salvatore:
«In questo momento di grande prova personale, Torremaggiore si stringe attorno a lui con affetto, riconoscenza e orgoglio, augurandogli una pronta e completa guarigione».



