ComunicatiPrima pagina

COVID 19 e …. dintorni : la parola a Nicola Fuiano

  1. Coronavirus: l’ osservatorio del Pediatra

Tutti i pediatri hanno registrato un significativo ridimensionamento dell’attività sicuramente legato alla diminuzione della patologia stagionale (tosse, raffreddori, rinosinusiti, bronchiti): tutti i bambini, tutti i ragazzi, lontani dai tanti centri di aggregazione e di contagio (asili, scuole, chiese, palestre, piscine, pizzerie, bar, per far degli esempi) si son visti risparmiati non solo al coronavirus ma a tutti i virus e batteri che scatenano patologie delle alte e basse vie respiratorie. Dai primi giorni di marzo è diminuito anche il numero di telefonate finalizzate a richiedere semplicemente consigli terapeutici. Da tutto ciò un dato positivo: il minor consumo di farmaci e soprattutto di antibiotici che dolorosamente e sciauguratamente ci vede secondi in Europa. Un dato altrettanto importante è quello della diminuzione della spesa farmaceutica.

  1. Dal coronavirus al distanziamento alla stagione dei lutti

Un evento che giudico drammatico viene dal mondo della Scuola anche questa volta finita nelle mani scellerate di sindacati che hanno preteso e imposto la chiusura, evento che andava evitato. Purtroppo negli anni abbiamo trascurato il rimodellamento delle strutture scolastiche, abbiamo consentito l’iscrizione e la frequenza di troppi bambini e ragazzi in scuole dotate di aule non sempre idonee per metri quadri e cubatura e perciò motivo di affollamento. E questi aspetti  giocheranno un ruolo determinante in negativo anche per la ripresa delle attività scolastiche. Personalmente condivido la proposta di Galli dalla Loggia che suggeriva la continuazione dell’anno scolastico dalla metà di agosto sino a fine ottobre per avere a novembre il tempo degli esami ripartendo  immediatamente dopo con il nuovo anno scolastico. Ma questo progetto non ha trovato ascolto da parte di un ministro incompetente e dai tanti troppi che regolarmente stipendiati stan a casa da mesi.

Si dirà che si è sopperito con la didattica a distanza. Certo. La didattica a distanza è stata un’eperienza che ci ha insegnato che il digitale deve avere un posto nella nostra quotidianità.

Resta però il grande “lutto” che han vissuto dolorosamente studenti e scolari: la mancanza della “presenza” del maestro,/del docente che è figura oltremodo necessaria come educatore e pure nel ruolo di istruttore.

Occorre con tutta onestà riconoscere che la didattica a distanza non ha consentito di raggiungere tutta la popolazione studentesca perché la povertà relativa ed assoluta che coinvolge gran parte delle nostre famiglie ha reso impossibile a tanti  quel tipo di didattica per via dei costi. Così che è drammatico prender atto dei dati dell’ Istat che documenta come la povertà educativa coinvolge oltre 2 milioni di minori italiani che rappresentano un quarto del totale della polazione pediatrica.

Da pediatra mi preoccupo anche dei tempi di esposizione a computer a tablet di bambini e di ragazzi. E allora: didattica a distanza, ma quali i reali costi, quali i veri benefici, quali i danni anche in termini di salute ?

Non dobbiamo dimenticare poi che tutti i bambini scolari e studenti han vissuto un lutto ancora: la distanza dai coetanei, dagli amichetti, dai compagni di scuola, e perché no pure dal “primo” amore.  E c’è da chiedersi quali saranno i problemi che ne verranno. Quali segni si porteranno “dentro” i tanti ragazzi e le tante ragazze molti dei quali per di più costretti a vivere 24 ore su 24 in soli 40-50 metri quadrati con altre 3-4-5 figure della stessa famiglia.

Un “lutto” poi anche quello del mancato saluto per l’ultimo giorno di scuola, soprattutto per i ragazzi e le ragazze dell’ultimo anno delle elementari, delle medie, delle superiori: chi avrà la possibilità di rivedersi nella vita con quei compagni di scuola e docenti ?

Dolorosamente questa lunga sofferta stagione porta la Scuola a vivere  la peggiore e  più travagliata pagina della sua storia: la Scuola sempre più dimenticata, in totale abbandono, mentre tutti – governanti e cittadini – dovremmo tener a mente e considerare il fondamentale messaggio di Pietro Calamandrei “La Scuola, a lungo andare, è più importante del Parlamento e della Magistratura e della Corte Costituzionale”.

Mi chiedo quale mai sarà il prezzo che la società sarà chiamata a pagare per i danni sull’ apprendimento e sulla socialità dei milioni e milioni di scolari e studenti.

E poi occorre ricordare l’allontanamento dei ragazzi dai nonni che sempre più frequentemente finiscono col vicariare e persino sostituire le figure genitoriali. Non dimenticando che se è mancata la “guida” il “conforto” dei nonni è pur vero che è mancato il “calore” dei nipoti ai nonni. I nonni, figure tanto preziose e pure in certi tristi momenti trattati da “ultimi”.

Il distanziamento vissuto in questi mesi, se ci ha concesso di riscoprire la famiglia vivendola a tempo pieno, ha però determinato problematiche a livello psicologico e affettivo.

Nei prossimi anni la letteratura scientifica ci fornirà sicuramente una miriade di dati e di studi su questi aspetti della vita che han subìto cambiamenti tanto rapidi quanto drammaticamente e significativamente importanti dal punto di vista psicopedagogico

Ora però devo ricordare quel “distanziamento” che coinvolgendo il mondo del lavoro e le famiglie mieterà vittime anche tra giovani, ragazzi e bambini e penso con sofferenza, con dolore al distanziamento economico che vivremo nei prossimi anni e che segnerà le giornate ed il futuro di tanti , anche di molti piccoli ragazzi e giovani.

  1. Quali i comportamenti nei prossimi giorni

Il periodo drammatico si è allontanato ma non possiamo assolutamente tornare al modo di vivere ante quam. Dobbiamo tener conto della lezione che si chiama innanzitutto  prevenzione: curare le distanze tra le singole persone, evitare gli affollamenti, continuare l’uso delle mascherine, migliorare l’igiene personale; porre attenzione all’uso dei bagni dove si rischia il contagio attraverso le feci. Il coronavirus infatti si trasmette col naso e con la bocca ma anche con le feci. Attenzione dunque ai sanitari  e alla maniglia della porta del bagno. Occorre senso di responsabilità e vigilanza quotidianamente.

 E se tanti con fariseismo ed ipocrisia piangono  i mancati baci e abbracci di questi mesi, mi piace ricordare a mamme e padri che tra le migliori scuole al mondo c’è una da recuperare e valorizzare: la Scuola del Sorriso.

Impariamo a saper sorridere, trasmettiamo questo messaggio ai nostri ragazzi e ai nostri giovani perché ne faccian tesoro e pure uso. Un sorriso, tante volte, vale più di tante smancerie.

  1. Una lezione per tutti

Eravamo i padroni dell’universo. Approdati sulla Luna si fantasticano viaggi su Marte. Ed invece bisogna tornare umilmente a stare sui piedi e rimettere ordine innanzitutto nelle nostre case, nelle nostre città, nelle scuole; dobbiamo prenderci cura delle infrastrutture da sempre sistematicamene abbandonate e tenute senza manutenzione.  Non posso non dare ragione a Cacciari che denuncia lo stato di degrado della rete ferroviaria , stradale e autostradale sul lato adriatico della penisola: rischiamo un’Italia in frantumi e senza collegamenti da Nord a Sud.

Dobbiamo ripensare alla Sanità. Fortunatamente non viviamo il dramma degli statunitensi la stragrande maggioranza dei quali privi del tutto di assistenza sanitaria. Ma resta folle spendere demagogicamente risorse e risorse economiche per stipendiare oltre misura direttori generali, sanitari e amministrativi delle AA.SS.LL., costruendo ospedali utili solo a politici e sociinaffari non tenendo assolutamente conto delle reali esigenze del Paese. Occorre studiare l’ Italia e gli Italiani e realizzare una rete di servizi realmente utili e necessari. Pensiamo ai 30mila nostri fratelli e sorelle deceduti per il coronavirus che ha trovato sì demagogia sì impreparazione sì rifiuto della cultura scientifica sì arroganza e a Roma e nelle periferie delle diverse Regioni, ma anche la mancanza di ospedali, reparti, personale, attrezzature. Ciò che rappresenta un vero e proprio atto d’accusa agli italiani che in virtù del diritto di voto han consentito a incapaci e pure indegni di metter piede nelle stanze del governo locale e nazionale.

Bisogna con molta umiltà tornare alla Scuola dei Padri che nella Politica, nelle Scuole, nelle Aule di Giustizia, nelle Chiese , pur nella sofferenza del conflitto mondiale e del dopoguerra, hanno fondato uno Stato di Diritto, di Cultura, di Libertà.

Giugno 2020                                                                                             Nicola Fuiano

Altri articoli

Pulsante per tornare all'inizio