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CRONACA NERA, LA CHIESA LOCALE TUONA E «NON RESTA A GUARDARE»

L’EDITORIALE DI DESIO CRISTALLI

Non è certo la prima volta che un Vescovo della Diocesi di San Severo si scaglia contro la criminalità che offende questa città e questa terra e ne macchia socialmente l’immagine agli occhi di chi guarda da fuori. E’ successo ancora: l’attuale Vescovo S. E Mons. GIUSEPPE MENGOLI, sull’ultimo numero di “OLTRE LA PORTA”, organo ufficiale della Diocesi distribuito anche in omaggio con la nostra GAZZETTA del 16 novembre scorso, ha tuonato, sotto il titolo “LA CHIESA NON RESTA A GUARDARE”, contro la criminalità territoriale e contro quella <immondizia umana> che la stampa certifica continuamente come protagonista della CRONACA NERA. La decisa e indignata <requisitoria> del Presule che guida la Chiesa locale ha fatto molto rumore nell’opinione pubblica di San Severo e degli altri nove Comuni che ne compongono la Diocesi. Numerosi conterranei dell’Alto Tavoliere che fa capo alla nostra Città geograficamente e religiosamente ci hanno voluto far sapere di essere altrettanto disgustati da questo ‘Far West’ che spesso sporca di sangue questa terra onorata ma martoriata da questa perenne piaga. S. E. MENGOLI dopo aver stigmatizzato che “il silenzio omertoso non è lo stile del cristiano”, ha affermato: <<SAN SEVERO è teatro ormai di illegalità, di aggressione violenta, tanto da far credere che lo stato di diritto sia stato soppiantato da un regime di terrore. La diffusa rassegnazione e la comune paura, poi, contaminano nella nostra Città la convivenza sociale, paralizzano ogni desiderio di miglioramento, lasciano uno stato di inguaribile delusione. Seguendo questa via non ci sarà più futuro, non ci sarà sviluppo, non ci sarà più vita. E a perdere saremo tutti!… La nostra forza scaturisce dalla nostra certezza che la violenza non potrà mai essere l’ultima parola! MAI!… Come Vescovo sono accanto a chi è leso nei suoi diritti fondamentali, a chi è aggredito da azioni violente, irrazionali e scellerate, accanto a chi è sfruttato da manovalanze schiavizzanti, sono vicino a chi non ce la fa più e vorrebbe scappare da qui, a chi in poche ore vede andare in fumo il suo lavoro. Vicino alle tante persone ferite che ho conosciuto nei mesi scorsi e a quelli che attendo ancora di conoscere>>. Fin qui la dura reprimenda del nostro Vescovo, al quale rivolgiamo un deferente apprezzamento per il sostegno umano e cristiano e per il lenitivo messaggio sociale espresso ad alta voce in favore della nostra terra che, ne siamo certi, è già diventata a tutti gli effetti la Sua, entrata in un angolino del Suo cuore PER SEMPRE, ovunque andrà a vivere in un futuro che ci auguriamo ancora tanto lontano. Con la Sua parola pastorale accanto, Le assicuro che ci sentiamo TUTTI PIU’ FORTI E DECISI A VIVERE IN MODO PIÙ CRISTIANO! L’auspicio più fervido è che anche QUELLI ai quali la sua indignata omelìa è rivolta possano capire gli errori commessi e unirsi con dignità alla tantissima gente perbene di questa terra verso un avvenire migliore.

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