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Dagli archivi segreti alla storia locale: a San Severo il libro sulla Massoneria in Capitanata

Sarà presentato martedì 21 aprile alle ore 17:30, presso la Biblioteca comunale “A. Minuziano” di San Severo, il volume “Storia della Massoneria a Foggia e in Capitanata nei secoli XVIII-XIX” di Carmine de Leo. L’evento si svolge con il patrocinio del Comune di San Severo e della Fondazione Marinella e Mimmo di Conza di Foggia, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Foggia.

Frutto di una lunga attività di ricerca condotta in archivi e biblioteche nazionali ed estere, il volume presenta una vasta documentazione, in gran parte inedita, che ricostruisce la storia della Massoneria nel territorio della Capitanata. L’indagine parte dalle origini settecentesche, includendo i collegamenti con il processo al conte Cagliostro, celebrato dal Tribunale dell’Inquisizione romana, il cui archivio è stato reso accessibile solo negli ultimi anni, e giunge fino ai primi del Novecento.

Dopo i saluti istituzionali e l’introduzione dell’avv. Domenico Di Conza, presidente della Fondazione che ha sostenuto la pubblicazione dell’opera, sarà il dott. Massimo Mastroiorio, direttore dell’Archivio di Stato di Foggia, a illustrare i contenuti della ricerca. Proprio presso questa Istituzione sono conservati molti dei documenti utilizzati dall’autore.

Come evidenziato dallo stesso Mastroiorio nella presentazione del volume, la ricerca si fonda su centinaia di documenti inediti raccolti nel corso degli anni, in particolare nei fondi dell’Archivio di Stato di Foggia – tra cui gli Atti di Polizia – e dell’Archivio di Stato di Napoli, con riferimenti anche alle attività degli “Invisibili”, gli agenti del servizio segreto borbonico.

Il lavoro è ulteriormente arricchito da carteggi e corrispondenze inedite riguardanti numerosi Liberi Muratori attivi nelle logge della Capitanata sin dal XVIII secolo. Tra le testimonianze più significative emerge quella relativa alla presenza di una prima loggia a Foggia, guidata dal medico milanese Attanasio Calderini, documentata attraverso carte sequestrate a un pittore francese, monsieur Belle, nell’ambito del processo al conte Cagliostro (Giovanni Balsamo).

L’opera, articolata in circa 200 pagine e supportata da ben 1500 note, attinge a fonti archivistiche relative alla polizia e ai servizi segreti del Regno delle Due Sicilie, oltre che a fondi giudiziari e amministrativi, come quelli dell’Intendenza di Capitanata. Ampio spazio è dato anche a fonti provenienti da archivi italiani ed esteri, tra cui quelli di Foggia, Lucera, Bari, Lecce, Napoli, Roma e Firenze.

La ricerca si sofferma inoltre sulle biografie di numerosi protagonisti della Massoneria locale, molti dei quali ebbero un ruolo significativo nel Risorgimento italiano e ricoprirono successivamente incarichi politici e amministrativi. Emergono figure di patrioti legati alla Carboneria, perseguitati e incarcerati per i loro ideali, ma anche amministratori illuminati che, dopo l’Unità d’Italia, promossero importanti iniziative sociali: dagli asili nido ai servizi igienici pubblici, dall’assistenza agli anziani alle mense per i poveri.

Temi che, a partire dalla fine dell’Ottocento, sarebbero poi diventati parte integrante delle politiche sociali a livello nazionale.

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