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DAL 2000 UN MILIONE DI GIOVANI VIA DAL MEZZOGIORNO …E LA CAPITANATA HA CONTRIBUITO TANTO ALLE FUGHE

di DESIO CRISTALLI

L’economia italiana è ancora in uno stato di evidente stagnazione. E chi ne risente maggiormente è, manco a dirlo, il Mezzogiorno d’Italia. L’ultimo rapporto SVIMEZ ((acronimo per Associazione per lo Sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, un’associazione privata senza fini di lucro, che include nel suo statuto lo scopo di promuovere lo studio delle condizioni economiche del Mezzogiorno d’Italia)), appena presentato, ne ha certificato la recessione. Per il ministro per il Sud, GIUSEPPE PROVENZANO, quella dello SVIMEZ è «la radiografia di una frattura profonda, trascurata in decenni di disinvestimento pubblico nel Mezzogiorno che hanno prodotto, con la sofferenza sociale e l’arretramento produttivo nell’area, un indebolimento dell’Italia nello scenario europeo e la rottura dell’equilibrio demografico». L’espatrio dei giovani è uno dei dati più preoccupanti. Nel rapporto si legge che dal 2000 hanno lasciato il Mezzogiorno oltre un milione di giovani fino a 34 anni (sugli oltre due milioni totali) più del 20% laureati. Le previsioni dicono che entro 50 anni altri 5 milioni di persone lascerà il sud del Paese con un aumento vertiginoso della percentuale di laureati. Lo SVIMEZ ha evidenziato che servirebbero almeno tre milioni di posti di lavoro, una bella fetta in Puglia e, in proporzione, nella nostra Capitanata, estremamente bisognosa di lavoro professionale d’ogni genere. Anche dalla provincia di Foggia, infatti, sale un grido di dolore per un forte rilancio dello sviluppo sociale, nell’interesse territoriale e, in proporzione, dell’intero Paese. Il Ministro per il Sud PROVENZANO sottolinea che le politiche del nuovo governo stanno già andando nella direzione delineata dallo SVIMEZ, anche per quanto riguarda la provincia foggiana. PROVENZANO ha infatti ricordato che la legge di Bilancio prevede l’attuazione della clausola del 34 per cento, l’accelerazione della spesa dei fondi nazionali di coesione, il sostegno all’industria che innova, il rafforzamento della dotazione di servizi nei Comuni di tutto il sud. E aggiunge che i prossimi provvedimenti guarderanno molto a quanto messo nero su bianco dal recente rapporto SVIMEZ. Per l’intero sud e per la provincia dauna, istruzione, innovazione, ambiente, lavoro sono le priorità emerse in questo dettagliato rapporto. In particolare l’occupazione femminile, che ha bisogno non solo di un welfare capace di attivarla ma di un provvedimento shock da parte del Governo centrale al fine, anche in questo campo, di un riequilibrio non più rinviabile. E va aggiunto, per completezza d’informazione, che il “reddito di cittadinanza” non è bastato a colmare il forte gap sociale esistente. E secondo il Presidente dell’Unione industriali di Napoli,VITO GRASSI, esperto di tali analisi territoriali, misure come questa «risultano poco efficaci ai fini di un riequilibrio sociale e rischiano di essere anche controproducenti, visto che i primi risultati stanno allontanando dal mercato del lavoro anziché richiamare persone in cerca di occupazione». E da questa situazione, schizzata da GRASSI a tinte molto fosche, non si discosta la Capitanata che di un forte e deciso riequilibrio sociale ha bisogno come il pane, anche e soprattutto al fine di non far scappare via altre decine di migliaia di giovani, come dicevamo per almeno il 20% forniti di laurea da spendere all’estero, stando a certi dati che circolano con ottimi risultati, cosa che qui da noi continua ad essere un’impresa impossibile.

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