Comunicati

DAL RINASCIMENTO AL DISFACIMENTO

I NUOVI HYKSOS E LA MINACCIA DELLA LIBERTÀ

di FRANCESCO GIANNUBILO

Ogni sistema di potere ha i suoi conformismi e le liturgie celebrative, del “sovrano collettivo” alimentano processi generali di annessione ideologica: ma l’attuale ‘monstrum’ governante sta scivolando in una forma di paranoia che oscilla tra mistificazione e ridicolo.Non è questa la sede per richiamare le pseudo RIFORMICCHIE enunciate come epocali ma che, in realtà, ristagnano solo sul putrido terreno della fatuità renziana; si vuole porre, invece, l’accento su risvolti più prettamente politico-filosofici della querelle.Ad onor del vero, il terreno putrescente della fatuità e della viltà non è storicamente fatto nuovo nel nostro Paese, ancor meno nell’Italia repubblicana -una neo democrazia pregiudicata nella sua essenza e in cui si è posto a fondamento l’adulazione vile e la lusinga turpe – né i miasmi della putrefazione possono attribuirsi a ben definite aree geografiche o a specifici assetti di élite level e mass level. Ma oggi promanano dalle terre che furono la patria del Rinascimento: “Monte dei Paschi”, “Banca Etruria” e, in cauda venenum, la clacquerenziana, che sostituisce la fiducia dei cittadini con una fitta rete di CLIENTELISMO, PATERNALISMO, PADRETERNISMO, AMICALISMO, PARENTELISMO, un sistema in cui il dissenso si tramuta da diritto in atto illegale. DAL RINASCIMENTO AL DISFACIMENTO: una tragicommedia folle e grottesca! Da liberale, non ti odio come persona, ma odio chi usa e violenta il Paese, chi stupra la democrazia (Tu!), chi distribuisce ciarpame, chi, incarnando l’eroe e il martire, con fine arte teatrale da “Cavaliere nero”, instaura una schizofrenica democrazia pervertita e invertita, perché integralizzata, colonizzata e “fascistizzata”. Il problema oggi in Italia è l’abiezione morale di un Paese che non reagisce nelle sue istituzioni alla valanga di immondizia che ci copre tutti, unito a quello della doppiezza tesa ad instaurare un laicismo giacobino più populista che democratizzato, in cui resosi “collettivo” e “invisibile”, il potere statale abolisce di fronte a sé ogni limite e diventa tutti noi. E se il “sovrano collettivo” è tutti noi, è inibita la possibilità di “uccidere” il tiranno: bel dramma questo di “tutti noi”! Ed è proprio questo impiastro democratico che il RENZIANESIMO sta estendendo per via della sua teoria di legittimazione democratico-giacobina del potere, in cui il popolo diventa un’entità astratta, uno sfondo sfumato che ben si addice a creare e rafforzare la coreografia di questo regime e la sua giustificazione metafisica!La collettivizzazione dei diritti, la chiamata del popolo al voto, sta anemizzandosi nel domani di nebbia che ricopre la nazione sotto il rullo compressore del Leviatano, interprete della sovranità collettiva, che traduce la democrazia rousseauista in tirannia di tutti (noi!), un monstrum comunitaristico, strutturalmente antiliberale, in sintonia con i concetti totalitaristici contemporanei. Le regole costituzionali hanno sì la funzione di porre argini all’arbitrio della stessa volontà popolare e, quindi, la democrazia non si presenta mai allo stato puro mitigata com’è dall’incontro con il costituzionalismo liberale. Ma, hic suntleones, sovente tali norme diventano paratie assai fragili, talché in un regime, come quello attuale, istericamente collettivistico e totalitario ancorché in modo strisciante, esse – non più in grado di limitare il potere e proteggere i diritti – diventano meccanismi tesi a sistematizzare il potere politico, con i suoi processi coercitivi e la sua mortale colata di norme che investono ogni aspetto della vita umana, una mostruosa biopolitica, in cui corrono i “folli al potere e alienati”, come definiti da  KEYNES: “Sono orribili, la loro stupidità è inumana”. E’ così, la stupidità, unita all’arroganza, di questi nuovi HYKSOS arrivati ora è veramente inumana, oltraggiosa e selvaggia!Tante sono state le precedenti fasi politiche di questa democrazia repubblicana, una tetra storia di corruttele e cronache giudiziarie, ma nessuna di esse ha eguagliato, per immoralità politica e disonestà intellettuale, il monstrum renziano, che ha esasperato la TEORIA DEMOCRATICA, come teoria del potere e della sua giustificazione, contrapposta alla TEORIA LIBERALE, che, invece, è una teoria della limitazione del potere! Insomma, di certo la perversione della retorica dell’interesse generale, ma pure l’effetto di qualcosa che sta metabolizzando l’immoralità del machiavellismo, riuscendo così a sviluppare una raffinata tecnologia di dominio. Non era certo questo l’Uomo dell’ESTADO NOVO! Non chiedete come finirà a me che, solo, chiedo a me stesso notizie di me: è la liturgia dell’ESTADO NOVO! Sicché, “dalla gabbia più alta di questa nave”, l’Italia “naufragherà, si ridurrà in frantumi contro uomini aspri, impossibili, contro le scogliere…” (da ANTONIO FERRO, “Diario de Noticias”, 1932). Non vale più drogarci con euforiche cure intensive: tale effetto da doping ci oscura l’opera del poco accorto, ma non per ciò in buona fede, “taglialegna”, che sta segando il ramo sul quale siamo seduti.

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