Dalla preistoria al Novecento, San Severo capitale della ricerca: gli “Atti Daunia” diventano archivio per le nuove generazioni

La città riscopre la sua storia più antica. Nei giorni scorsi negli spazi dell’Archeoclub in corso Gramsci, si è tenuto il 46° Convegno nazionale di Preistoria, Protostoria e Storia della Daunia, confermando il centro dauno come uno dei poli più vivaci per gli studi archeologici e storici sul territorio. L’iniziativa, sostenuta dal Comune di San Severo e dall’Assessorato alla Cultura, ha richiamato la Società di Storia Patria per la Puglia e un ampio gruppo di studiosi provenienti da università e istituti di ricerca di tutta Italia. L’apertura dei lavori, è stata affidata alla presidente dell’Archeoclub cittadino, Maria Grazia Cristalli, affiancata da Donatella Pian per la Soprintendenza SABAT, BAT e Foggia, dal direttore dell’Archivio di Stato di Foggia, Massimo Mastroiorio, e dal sindaco di San Severo, prof.ssa Lidya Colangelo. Nel suo intervento introduttivo, Cristalli ha ripercorso la storia del convegno, nato oltre quarant’anni fa e cresciuto fino a diventare una rete consolidata di relazioni scientifiche. Il frutto di questo lavoro è raccolto negli “Atti Daunia”, volumi che custodiscono decenni di ricerche originali e che oggi, grazie alla digitalizzazione e alla collaborazione con l’Università di Foggia, sono consultabili anche online, rappresentando un riferimento per chi si occupa di preistoria e storia della Daunia. Nel suo saluto, il sindaco Lidya Colangelo ha richiamato il traguardo ormai vicino del Giubileo del convegno, sottolineandone il ruolo nella valorizzazione delle radici locali e nella trasmissione del patrimonio alle nuove generazioni. Da qui la proposta di una collaborazione stabile tra Archeoclub e amministrazione comunale, in particolare con la Commissione toponomastica, per correggere errori e imprecisioni nelle intitolazioni e ridare coerenza storica ai nomi di vie e piazze, trasformando la cartografia urbana in uno strumento di educazione civica. Entrando nel merito dei lavori, Colangelo ha presentato una relazione dedicata agli animali simbolici del Cristianesimo, che ha fatto da cerniera tra iconografia, devozione popolare e storia sociale. A seguire, Massimiliano Monaco e Michele Ferri della Società di Storia Patria per la Puglia hanno ricostruito rispettivamente la figura di Giuseppe Checchia Rispoli e la stagione ottocentesca di Rodi Garganico, letta attraverso i temi di industria, commercio e navigazione, mentre Giuseppe Trincucci ha proposto un ritratto di Mario Ferrone, artista e sindaco di Lucera. La sessione pomeridiana si è concentrata su arte e architettura: Giuliana Massimo, dell’Università del Salento, ha analizzato l’apparato decorativo dell’abbazia di Santa Maria di Kalena, mentre Giuseppe Poli, dell’Università “Aldo Moro” di Bari, ha approfondito le trasformazioni agrarie e proprietarie del territorio sanseverese a inizio Novecento. Poi la parola è passata al presidente della Società di Storia Patria, Pasquale Corsi, che ha ripercorso la storia di San Severo tra Quattrocento e Cinquecento; allo storico dell’arte Christian de Letteriis, impegnato nello studio di un complesso marmoreo di scuola napoletana in Capitanata; alla bibliotecaria Marianna Iafelice, che ha presentato nuove acquisizioni sull’anagrafe del cantante seicentesco Matteo Sassano; ed Emanuele d’Angelo, dell’Accademia di Belle Arti di Bari, che ha ricostruito le vicende delle confraternite cittadine in età moderna. In chiusura, la segretaria dell’Archeoclub, Maria Aurora Trentadue, ha richiamato l’importanza di un dialogo continuo tra associazioni culturali, università, Soprintendenza e Comune, condizione necessaria per politiche condivise di tutela e valorizzazione. La stabilità del convegno e l’accessibilità crescente degli “Atti Daunia” vengono indicati come il vero investimento sul futuro: un modo per proteggere e tramandare il patrimonio materiale e immateriale di San Severo e della Daunia, rendendolo patrimonio consapevole della comunità e delle nuove generazioni.



