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DATI ISTAT: S. SEVERO PERDE ABITANTI A RAFFICA…ATTUALMENTE SONO 49.070

di DESIO CRISTALLI e MICHELE SALES

Sappiano tutti da tempo che la nostra Città vede assottigliarsi rapidamente il numero dei suoi abitanti. Ora però il fenomeno ha assunto una cadenza decisamente preoccupante, tenuto conto che per la prima volta siamo scesi sotto i 50.000 residenti: per la precisione siamo attualmente 49.070. Solo un anno fa eravamo circa 52.000. Per curiosità: solo 20 anni fa, cioè fino al 2001, la nostra Città contava 56.861 abitanti. Anche l’età media dei sanseveresi preoccupa, tenuto conto che venti anni fa era di circa 37 anni ed oggi si avvicina mediamente ai 44 anni. Una accelerazione massima delle partenze definitive è avvenuta dal 2016 ad oggi: eravamo cinque anni fa circa 54.000 ed oggi, appunto, ci ritroviamo con poco più di 49.000 residenti ((una media di 1.000 partenze all’anno!)).Quanto al numero di abitanti per fascia d’età, questi i dati ufficiali: sono circa 7.000 i sanseveresi tra 0 e 14 anni, circa 33.000 tra i 15 e i 64 anni e circa 10.000 oltre i 65 anni, appunto con una media vicina ai 44 anni. Alla luce di tutto questo, non sarebbe male che un’ampia riflessione fosse fatta anche e soprattutto da chi amministra la Città insieme a chi la abita ed opera nei vari campi socio-lavorativi. E’ storia che nell’ultimo quarto di secolo San Severo ha perso tanti di quegli abitanti da poter fondare un’altra cittadina ((per colpa nel tempo anche della miopia pratica di svariate Amministrazioni molto poco illuminate su questo fronte!!!)), un passo spedito che spaventa e che, continuando con i ritmi attuali, potrebbe tra 20-30 anni lasciare alla prossima generazione una cittadina magari di 30-35.000 abitanti con tutto quello che ciò significherebbe. Pensate a quante migliaia di case sanseveresi rimarrebbero deserte per sempre, proprio per mancanza di persone per poterle abitare. Certo è un’immagine limite di una ‘città fantasma’ ma non certo una favola o una barzelletta…è una possibile realtà del prossimo futuro. Tutto questo vuol dire anche che per invertire questo fenomeno bisognerà studiare tutti i modi possibili per creare lavoro in loco e per arginare tutte le partenze che sono dietro l’angolo e che, senza correre ai ripari, diventeranno un ‘problemaccio irrisolvibile’ in poco tempo. Ad onor del vero, ultimamente l’Amministrazione Comunale sta attuando una efficace politica dell’occupazione per sanare le necessità della pianta organica di Palazzo Celestini ma certo non è questa la panacea di tutti i mali. Bisogna pensare ad altro, a molto altro, sgravando magari fiscalmente AGRICOLTURA, INDUSTRIA, COMMERCIO e ARTIGIANATO, al fine di ingrandire sotto il profilo dell’occupazione le migliaia e migliaia di aziende ancora vive nella nostra Città ((con buona pace di tutte quelle…defunte!)). Morale della favola: si tratta di passare dalle parole ai fatti!

rubino energas

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