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DIMENTICATO IL 2 GIUGNO E LE POLITICHE CULTURALI: L’ASSESSORE IACOVINO SI DIMETTA

Assordante il silenzio dell’Amministrazione Comunale per la Festa della Repubblica del 2 Giugno.
Nessuna manifestazione e commemorazione, infatti, è stata prevista e organizzata.
È imperdonabile ignorare una ricorrenza così preziosa e miliare per la nostra democrazia; ed è ingiustificabile che non si sia sentito il desiderio, oltre che la necessità, di festeggiarla e onorarla.
Già negli anni precedenti, in realtà, si era assistito a uno svuotamento del senso intrinseco e profondo della festa, ridotta dall’Assessore alla Cultura al solito retorico rituale della parata con successiva deposizione di fiori.
La Repubblica Italiana che nasceva ieri settantasei anni fa, alzava la testa da un periodo di dittatura e di guerra: stanca dell’oppressione, finalmente divincolata dal nazi-fascismo, fondava la sua tenera nascita sulla fortezza della resistenza e sul desiderio di democrazia, uguaglianza e libertà.
La Repubblica italiana non è nata con un colpo di stato o con gesti violenti contro il re, ma attraverso la manifestazione più alta e sublime della democrazia: il voto!
Il 2 Giugno 1946, oltretutto, per la prima volta in Italia hanno votato le donne che, forte, hanno fatto sentire la propria voce e la propria autonomia di pensiero.
A San Severo, il 2 e il 3 Giugno si votò, oltre che per il Referendum anche per eleggere i membri dell’Assemblea Costituente e la nostra Città può gloriarsi di aver eletto, nel collegio Bari-Foggia, Luigi Allegato per il Partito Comunista Italiano e Raffaele Recca per la Democrazia Cristiana.
Questi nostri concittadini ebbero il grande onere di scrivere la Costituzione Italiana, il cardine e il fondamento della nostra democrazia.
Ecco perché diventa inaccettabile il silenzio del Sindaco, dell’Assessore alla Cultura e dell’intera Maggioranza.
Il protagonismo di San Severo in questa giornata di settantasei anni fa va solennizzato e trasmesso alle nuove generazioni per una imperitura memoria, non di certo organizzando retoriche e disorganizzate parate, come si è assistito il 25 Aprile scorso, ma pianificando e programmando in maniera strategica azioni concrete rivolte all’intera Città.
Se la cultura non diventa motore propulsore per la nostra San Severo a pagarne le conseguenze sarà il turismo, l’economia, la società tutta.
Consci dell’incapacità dell’Assessore alla Cultura e dell’assenza totale di serie politiche culturali, chiediamo le sue immediate dimissioni.

Le Consigliere Comunali

Lidya Colangelo e Alessandra Spada

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