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Don Dino: “Ai sanpaolesi. Ai miei parrocchiani.“

Onore a questo popolo, onore a questa gente.
È stato un mio onore servire il Vangelo con voi per otto anni.
Il nostro vescovo ha confermato la sua decisione di mandarmi a servire gli amici di San Giuseppe Artigiano. Devo iniziare a fare i lavori nella casa canonica della nuova parrocchia. Devo iniziare la settimana prossima a incontrare la nuova assemblea di fedeli. Mi trasferirò quando la casa sarà pronta, non prima di gennaio.
Quando il vescovo Lucio mi disse di volermi mandare a Sant’Antonio mi disse: “Vedrai che è brava gente. Una comunità buona”. E cosí è stato. Conviviali, semplici, affettuosi, di compagnia.
Abbiamo camminato tanto insieme. La comunità ha fatto tante cose belle, ci ha provato, ce l’ha messa tutta. Ho visto soprattutto persone rifiorire davanti a me. Ho visto la Grazia di Dio operare miracoli.
Ora devo andare. La vita mi chiede di fare le valigie. Quando il vescovo Giovanni il 27 settembre mi ha comunicato la sua intenzione di mandarmi a San Severo ho sentito un tonfo nel cuore e gli ho detto : “Piangeremo ma se si dovrà fare lo faremo. Obbediremo”.
Ed ecco è arrivato ora il momento di farlo ma è anche arrivato il momento delle lacrime, tante, le mie che si mescolano con le vostre. A volte sono lacrime versate a casa, da soli, nel segreto della propria stanza. Bambini, novantenni, madri e padri. Pianti senza un facile conforto. Il difficile incontro degli occhi negli occhi.
Certo, comunque, ” Il terzo giorno” il conforto arriverà, e dopo l’angoscia vedremo luce. Vedremo che gli amori non scompariranno, anzi rimarranno vivi, senza scalfiture. Se ne andranno solo quelli finti, quelli che non sono amori e non lo sono mai stati. Dura solo ciò che vale e vale solo ciò che dura.
È un momento difficile questo ma il buon Dio avrà cura di noi. Lo Spirito ci sosterrà e ci insegnerà ogni cosa a suo tempo.

Don Dino d’Aloia

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