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Dino Marino: “Ballottaggi sono confronto tra riformismo e radicalismo”

Le riflessioni dell’esponente Pd sulle scadenza elettorali di domenica prossima

“#giàdomenicanonsbagliamo” È l’invito che Dino Marino, esponente Pd, rivolge in vista dei ballottaggi di domenica prossima, allargando la sua riflessione alle trasformazioni in corso nella politica nazionale e locale.
“I movimenti elettorali che si iniziano a definire in questa campagna per le amministrative, possono diventare l’embrione di un laboratorio politico. De Magistris, a Napoli, se vince userà il consenso sul piano nazionale. Il magistrato-sindaco vuole diventare il catalizzatore di un movimento di opposizione con 5 Stelle, Lega e gli antagonisti: lui e gli altri vogliono costruire l’alternativa a Renzi. Da un parte fanno saltare il centrodestra e dall’altra vogliono mettere in discussione il disegno politico del riformismo istituzionale ed elettorale di Renzi, che sta costruendo una dialettica politica con valori comuni europei e liberali, tra centrosinistra e centrodestra”, afferma Marino che rimarca: “a questo disegno si oppone l’avventura ( Grillo, Salvini De Magistris) unificare le opposizioni di destra e di sinistra, radicali, massimaliste, estremiste ed antieuropee in un unico movimento. Questa è il sogno di chi lavora a costruire una vera anima dell’alternativa al Pd: a partire dalla battaglia al referendum di ottobre. Se si vuole chiudere il passo alla deriva estremista è importante fare due cose: che il centrodestra moderato ( quello di Berlusconi) torni in campo e sostenga le riforme istituzionali; che nei ballottaggi di domenica siano sconfitti, intanto, i candidati dell’asse grillini-Lega-estremisti ( Roma, Torino, Bologna , Napoli). Milano è un’altra cosa, è un esempio positivo, di alternanza civile. Tranquilla, costruttiva, riformista ed europea. Il ballottaggio di Milano è il sistema politico che dovremmo costruire in tutta Italia. Anche nella nostra provincia questo schema è chiaro: da una parte due candidati democratici a Torremaggiore e San Giovanni R., Leccisotti e Maruzzi, opposti a un centrodestra poco moderato e dall’altro una visione personalistica non in sinergia con il fare solidaristico della città di S. Pio”.

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