Politica

Dino Marino: “Facciamo chiarezza su migrazioni e integrazione”

“Invece di straparlare, il segretario Lacarra farebbe bene ad informarsi, cosa che risponderebbe anche ad un suo preciso dovere.

Le settantadue persone trasferite a San Severo mi risulta che siano lavoratori agricoli. Gli stessi erano ospitati, fino a qualche giorno fa, presso l’azienda agricola “Fortore”, alla quale erano stati donati dalla regione Puglia ben venti ettari, con l’intento di costituirvi un’azienda modello di integrazione sociolavorativa.

Malgrado le fanfare che a suo tempo annunciarono l’operazione, ad oggi quei terreni risultano completamente incolti, e penso che sul fallimento di questa iniziativa, finanziata con i soldi dei cittadini pugliesi, dovremmo cominciare ad interrogarci.

Chi ci guadagna da tutta questa montatura?

Perché, in nome di una presunta solidarietà pelosa, si cambia destinazione d’uso ad una struttura finanziata anch’essa dai cittadini pugliesi e destinata ai giovani, recludendovi, di fatto, settantadue persone che avrebbero voluto lavorare i campi?

Alla vigilia di un congresso che vede tra gli altri candidati anche il presidente Emiliano, forse ci dovremmo interrogare su cosa significhi essere di sinistra nella nostra Regione, dove in tanti sbarcano il lunario grazie alle pensioni ed all’indennità di accompagnamento di genitori e nonni e dove l’unica misura di contrasto alla povertà messa in campo è la lotteria del Red, i cui vincitori usufruiranno, non si sa quando, di una somma risibile per la durata di un anno.

Integrarsi, per stranieri ed italiani, significa avere la possibilità di un inserimento lavorativo dignitoso, non soggiornare completamente inoperosi in uno stabile periferico di San Severo per consentire a qualcuno di lucrare sui sussidi per l’accoglienza o percepire una ridicola indennità ed essere mantenuti in condizioni parassitarie”.

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