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Dino Marino: “Foggia non è l’Eldorado”

La Regione dovrebbe impegnarsi a stipulare  un accordo con la grande distribuzione, consentendo l’acquisto diretto dai produttori, i quali devono essere obbligati ad applicare per contratto il costo del lavoro, che in parte potrebbe essere remunerato in servizi – a cominciare da alloggio e vitto – convertendo i casolari e le masserie in albergo rurali.

Potrebbe essere una prima seria risposta tanto in termini di contrasto vero del caporalato che di incremento del lavoro etico.

Al di là della vuota, inutile enfasi dei discorsi del nostro Zar, in Puglia c’è davvero poco di cui l’attuale governo regionale possa vantarsi e, al contrario, tanti dubbi in merito alla corretta ed efficace gestione della cosa pubblica pugliese.no a dir poco sconcertato dai toni trionfalistici coi quali Michele Emiliano, in occasione della Fiera del Levante, ha illustrato al premier Gentiloni le “magnifiche sorti e progressive” del modello Foggia in materia di immigrazione. Sembrava stesse parlando dell’Eldorado e mi pare che la realtà sia diversa”. A dichiararlo è Dino Marino, consigliere comunale Pd di San Severo.

“Sulla vicenda Gran Ghetto continuano a pesare come macigni tanti interrogativi. È vero che nella struttura “L’Arena” risiedono circa 40 irregolari? Come è possibile dissipare tutti gli altri dubbi in merito a presunti strani intrecci economici? Chi gestisce la struttura è al di sopra di ogni sospetto?”, ribadisce Marino che aggiunge: “Dalle parole dello stesso Emiliano abbiamo appreso dell’intento della Regione di implementare una delle due foresterie previste per la Capitanata chiamando a raccolta chi già gestisce il centro “L’Arena” e tutte le realtà dell’Alto Tavoliere. Ci permettiamo di raccomandare al Governatore prudenza perché si tratta di un processo complesso che richiede fiducia, trasparenza e competenze. Parametri che al momento ci sembrano tutt’altro che rispettati se guardiamo agli sviluppi della vicenda “L’Arena”.

Per Marino, inoltre, “c’è un nodo strutturale che la Regione dovrebbe sciogliere: quello della riforma e dell’accorciamento della filiera agroalimentare. Se la Regione facesse un accordo con la grande distribuzione, bypassando in parte i grossisti e consentendo l’acquisto diretto dai produttori, sarebbe la risposta migliore tanto in termini di contrasto del caporalato

che di incremento del lavoro etico”.

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