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DIREZIONI ALTERNATIVE PER UNA FUTURA NEW ECONOMY

La crisi economica,  che stiamo vivendo, ha drasticamente modificato  il concetto  di relazione fra stato e cittadino portando enormi trasformazioni sociali,  in particolar modo nel nostro paese. Non vi è dubbio difatti, anche per l’osservatore meno prolisso, che tal fenomeno abbia depauperato, ove imprescindibile, risorse destinate a prossime assunzioni, svantaggio evidente per molteplici nuclei famigliari.  Altro deficit, cui riscontro trova facili appigli, sono le restrizioni alla spesa pubblica, depotenziata in particolar modo per gli aiuti nel welfare, sigillo di contenimento per il mal contento è visto l’approccio, seppur su scala ridotta, principio di una seppur flebile ripresa economica; utile nel soggiogare il degrado che ne consegue la mancanza. Personalmente, da buon cittadino, ritengo che un ottimo investimento, nel sistema poc’anzi citato, sia da ritenersi una considerevole polizza assicurativa per garantire il futuro delle prossime generazioni, dunque da non sottovalutare. Tuttavia sono perfettamente cosciente, che non siamo gli unici a navigare in questo “mare nostrum”; quindi prego, il paziente lettore, di perdonare il mio ego, se agli occhi di quest’ultimo, viste le mie insistenze in merito, potrei apparire ”nazionalista” verso la mia amata San Severo, dunque se questa a mio discapito può essere inquisita come una colpa morale. Allora permettete che esponga le mie tesi, perché desidero come tanti miei concittadini che le generazioni future e noi altri, si possa restare qui a narrare ai posteri, come questo periodo sia stato solo un brutto sogno.

A mio modesto avviso, per rilanciare l’economia di questo territorio occorre lasciare indietro la consuetudine è puntare a quella che io definisco una strategia “non convenzionale”; dunque NON LIMITARE IL  MERCATO  ALLA  SOLA ESPORTAZIONE DEL PRODOTTO, MA ABBINARE AD ESSO LA CREATIVITA’ E L’OPEROSITA’, NONCHE’ LA DEDIZIONE, CHE HANNO PORTATO AD OTTENERE QUEL DATO RISULTATO, FACENDONE ESEMPIO PER TUTTI.

Pensate per un attimo; quali intenti animano la decisione di un consumatore, davanti l’ampia esposizione, di un centro commerciale?

Indubbiamente LA QUALITA’ E  LA  FATTURA  CUI E’ COMPOSTO IL PRODOTTO IN ESAME;  QUEL “QUALCOSA” CHE LO RENDE DAVVERO SPECIALE RISPETTO AD ALTRI PRODOTTI, UNITAMENTE  AL FATTORE PREZZO.

 Ripartire con innovazione, mantenendo la tradizione, fulcro del nuovo rilancio.  Dare voce a un sistema che coinvolga svariati attori, quali pubblica amministrazione, cittadini, associazioni di volontariato, social network. Esportare su vasta scala, il nostro “concetto gastronomico”  dimostrando, se intrapreso, quali migliorie potrebbe apportare al modello di globalizzazione alimentare in atto, con indubbie ricadute benefiche per la salute. Divulgare il nostro “modus operandi”, rilanciando ed esaltando in particolar modo, le eccellenze della cucina sanseverese. Far in modo, che il consumatore ed ancor prima l’esportatore si innamori letteralmente della nostra cultura culinaria.  Fondamenta del rilancio gli inestimabili doni che accompagnano il nostro cammino quotidiano, quali, mogli, fidanzate, mamme e nonne. Avete mai pensato  al bagaglio di ricette e arte appresa per generazioni; che queste straordinarie donne hanno ereditato?  Modelli alimentari scanditi da ritmi, che purtroppo oggi, stanno svanendo, retaggio di una cultura atavica, nostro punto di forza.

ED E’ PROPRIO DA LORO, QUESTE GRANDI PROTAGONISTE, CHE INTENDO RILANCIARE LA MIA NUOVA IDEA PER UNA NEW ECONOMY, TUTTA IN VESTE SANSEVERESE.

                       ACCADEMIA DI CUCINA TRADIZIONALE SANSEVERESE

Dolci, pasta di casa, pane, conserve alimentari e tanto altro sono la minima parte di quello che le nostre donne sono capaci di preparare.  Che ne direste se, Americani, Russi ecc, che dopo aver assaporato queste prelibatezze inviassero delegazioni di cuochi per imparare a prepararle? Ovviamente  facendo particolare ammenda nel raccomandare l’utilizzo delle nostre produzioni agricole, senza le quali, non sarà possibile preparare le genuinità in questione, con i medesimi risultati.

Bandire un concorso, tramite il quale le nostre amate cuoche, possibilmente disoccupate,  possono accedere solo presenziando le loro capacità,  esprimendo dunque, le potenzialità acquisite negli anni riferite alla cucina tradizionale, esaltata con  prodotti solo ed esclusivamente provenienti dall’agro di San Severo. Pertanto non sarà necessario presentare alcun titolo accademico, non ci saranno limiti di età.  Coloro che si sentiranno in grado potranno partecipare facendo leva sul miglior piatto, conserva, dolce è quant’altro;  acquisito nel proprio bagaglio di conoscenze. Le future insegnanti dell’accademia, saranno selezionate da una giuria, imparziale, assimilata attraverso un bando, cui potranno far parte solo giurati che abbiano residenza almeno oltre i  60 km da San Severo. Coinvolgere a tal proposito, le agenzie interinali dell’Abruzzo per l’eventuale selezione. Sia ben chiaro come precisato, anche in precedenti esposizioni a questa. Le mie sono idee, suggerimenti, intuizioni; dunque non sarò propedeutico in tutto; i dettagli  potranno essere decisi in fase progettuale  anche con la partecipazione di residenti desiderosi di far parte del processo creativo cittadino.  Tuttavia, si potrebbe impostare la selezione come un evento social di alto livello, con dirette live streaming, coinvolgendo reti televisive locali. In tal caso, di fondamentale ausilio la partecipazione di alcuni sponsor .  Ad ogni modo la durata delle selezioni dovrebbe avere come minimo, un periodo bimestrale; per dare alle provette, future insegnanti, la possibilità di preparare conserve e preparati cui tempi sono particolarmente lunghi. L’accademia avrà un imprinting tutto locale. Le vincitrici riceveranno dalle autorità cittadine lo status di  ambasciatrici dell’arte tradizionale culinaria sanseverese, saranno insignite di diploma certificato. Verranno selezionate tra tutte coloro che manifesteranno la volontà di esser presenti;  oltre trenta future vincitrici, poiché ognuna, nonostante le  capacità acquisite nel saper preparare diverse specialità, sarà mentore di uno specifico settore. Questa intuizione potrebbe divenire fulcro di una nuova rinascita per l’intera economia locale; una filiera corta veramente efficiente con tantissime attività annesse. A cose fatte,  si rivelerà fondamentale creare accordi con agenzie di viaggio italiane ed estere; impostare pacchetti viaggio, dove oltre le bellezze del territorio, i turisti potranno apprendere la tradizione della cucina è la genuinità ad essa connessa; quale la dialettica sanseverese, quindi la cultura del territorio. Impostare accordi con varie regioni e camere di commercio internazionali (Francia, Germania, Spagna ecc.),  ne agevolerebbe il lancio. Invitare delegazioni estere è mostrare loro, cosa siamo capaci di fare.  Le future docenti, saranno retribuite in modo equo al pari delle ore svolte a lavoro. I corsi saranno a pagamento, fruibili tuttavia, a coloro che manifestino la volontà di frequentarli, si potranno dunque raggiungere accordi economici in merito. A queste attività si potrebbero affiancare, in perfetta armonia con lo spirito della didattica congeniata, per chi ne facesse esplicita richiesta, training di potatura, cura della vite e dell’olivo oltre a tutta una serie di lavorazioni annesse  (produzione, trattamento ecc.).  Far apprendere, a quanti lo vorrano, lo stile di vita dei nostri predecessori, in ottimo stato di salute poichè dediti a una “forma mentis”  in totale fusione con l’ambiente naturale circostante. Concepire una nuova evoluzione agricola,  cui visione sarà nominata “BIOPALESTRA”,( spero che al lettore siano di gradimento questa ed altre locuzioni create da me);  dove il turista, in cerca di nuove forme di salutismo possa, tramite il l’approccio agricolo,  avvicinarsi al richiamo della natura. Impostare questa visione del futuro come descritto.

VIE  BIO-AGRICOLE DELLA SALUTE   “ il lavoro agricolo come anti-stress, per tenersi in forma è non perdere il contatto con la natura”. Ci pensate? Flotte di turisti, da ogni parte del globo, che pagano per lavorare la terra o potare gli alberi, che degustano e comprano i nostri prodotti, acquisendo in accademia le capacità di fare tutto ciò” .

VOLEVATE UN RILANCIO DELL’ECONOMIA? ECCO LA MIA FORMULA ; SFRUTTARE AL MASSIMO, CON UNA NUOVA  VISIONE, FUTURISTA, TUTTE LE RISORSE DI QUESTO MAGNIFICO TERRITORIO.

Senza contare che i paesi circostanti ne trarrebbero immani benefici. Siti archeologici, musei, mare, laghi, escursioni in foresta umbra ecc. Luoghi che ci invidia tutto il mondo, ricchi di tradizioni, cultura, flora e fauna da far invidia; indubbiamente un ecosistema unico.  Organizzare nella nostra meravigliosa cittadina, UNA MOSTRA DI MEZZI ED ANTICHI COSTUMI DELLA CIVITAS  AGRICOLA. Chiedere in prestito agli agricoltori è quanti posseggano, vecchi attrezzi agricoli, utensili adoperati dai nostri antenati oltre ad abiti e foto obsolete,  per impostare un viaggio nel retaggio della nostra cultura.

                              UNA VISIONE FUTURISTA, MA DECISAMENTE PRESENTE

Quanto illustrato in sintonia a un attento riesame delle politiche inerenti il lavoro, porterebbe a decisive migliorie la condizione attuale (almeno in prospettiva).  Data la particolare  “questione”  del Mezzogiorno, perfino da profano in materia, osservando il posto in cui vivo,  per favorire un ulteriore accrescimento dell’occupazione , credo sia necessario concepire interventi mirati strettamente a carattere locale, tenendo conto di molteplici fattori quali;  l’età media della popolazione, stabilmente residente; oltre una particolare valutazione delle condizioni  ambientali e sociali.  Appare evidente, visto il prolungarsi della vita media, che gli incentivi cosiddetti “giovanili”, dovrebbero mutare in evoluzione delle variabili demografiche. Inutile applicare norme generiche elaborate per un modello standard; ogni habitat  ha una suo particolare vissuto e fattori che lo rendono tale . IL CAMBIAMENTO PASSA ANCHE DALL’ ATTENZIONE AI PARTICOLARI  (sempre a mio modesto giudizio). Non a caso, il maggior tasso di disoccupazione risulta, in particola modo nelle nostre zone, riconducibile a individui cui età spazia dai 30 ai 45 anni. Errore comune tuttavia credere che la popolazione dai 16 ai 29 rechi in condizioni migliori. Questi appaiono stabilmente occupati, nonostante siano semplicemente apprendisti, stagisti e via dicendo con “stipendi” da far invidia ai paesi cosiddetti del terzo mondo, causale che impedisce del resto la nascita di nuovi nuclei famigliari.  Tra le altre iniziative elaborate dalla mia persona, sicuramente alternative, rientrano  la nascita di OPIFICI DI IDEE ( aziende con esperti che concepiscono scientificamente la creazione di forme occupazionali, studiando approfonditamente il territorio in tutti i minimi dettagli. Un retaggio futurista, nel mondo di domani, alle porte, in cui viste le prospettive attuali risulterà decisamente un miracolo trovare un lavoro, allora eccoci pronti a raccogliere le sfide del futuro) . Elaborare percorsi smart per un territorio investito da una prepotente globalizzazione in atto ( corsi innovativi e gratuiti per programmatori di app, e futuri tecnici di energie “green”; anche neofiti che vogliano apprendere le guide per la sostenibilità energetica). Invitare imprenditori e comuni cittadini provenienti da paesi europei con storie di successo, da contesti similari a quello in cui viviamo, che possano mettere a disposizione la loro esperienza a favore  di cittadini desiderosi di rilanciare l’economia locale. Inutile prendere in esame grandi metropoli, la sfida nasce da una VISIONE ADEGUATA  AL TERRITORIO.  Incrementare una serie di iniziative per educare le persone, meno intraprendenti, alle nuove applicazioni tecnologiche. Per quanto riguarda  gli incentivi nel sociale, sono a conoscenza che  la nostra cittadina e la regione Puglia con interventi a sostegno, utilissimi,  si siano mosse a favore di tanti nuclei famigliari meno abbienti, difatti tempo addietro leggevo di corsi finanziati per disoccupati, sostegno al reddito, carta sia ecc,  ma ancora non basta. Innovazione e tradizione devono supportare il rilancio dei nostri territori. Mutare la tristezza dei cittadini, affitti dal sistema, in piena fiducia verso le istituzioni; atteggiamento morale alla base di ogni relazione qualunque essa sia. Il mio sogno è trasformare San Severo in una CITY, un modello per il futuro, un esempio di Europa connessa non solo tramite il web, una realtà che faccia da esempio;  abbiamo tutte le risorse per riuscire. Oltretutto vorrei dare a tutti i miei conterranei  l’opportunità di avere una condizione sociale esemplare, perché la serenità, innanzitutto, e la prima forma di welfare che tutti dovrebbero avere necessariamente.

Come  rituale consuetudine  tengo a precisare che questa è una base di  partenza mirata ad una logica personale degli eventi e degli interventi; che può è deve esser discussa in fondamentale accordo con le istituzioni.

RINGRAZIO TUTTI PER L’ATTENZIONE.
Creato e pensato da: Naturale Vincenzo, San Severo(fg)

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