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Don Dino: “La violenza e il silenzio”

Qualche giorno fa due ragazzi tra cui uno diversamente abile sono stati malmenati in una strada frequentata del centro di San Severo. Nessuno è intervenuto, nessuno ha visto, nessuno parla, nessuno denuncia.
Martin Luther King diceva: “Non ho paura delle parole dei violenti ma del silenzio degli onesti”. La violenza di alcuni è figlia dell’omertà dei tanti, c’è poco da fare. Sono direttamente proporzionali. Quando andiamo in Germania e facciamo un’infrazione sono i cittadini come noi, prima ancora dei poliziotti, a riprenderci e ad esprimerci dissenso e cosí molto facilmente non lo facciamo più. I nostri che emigrano lì imparano presto.
Qui da noi nel Sud Italia chi vede si fa i fatti suoi. Gli agenti delle forze dell’ordine sono derisi da barzellette e parole offensive e denigranti. Da noi si dice che chi si fa i fatti suoi campa cent’anni. Da noi ci si deve vergognare non tanto per aver commesso una illegalità o un reato ma per aver denunciato. Chi lo fa è chiamato “infame”.
Con tutta questa omertà l’illegalità e la criminalità possono progredire tranquille e indisturbate. Magari accade che ci arrabbiamo per la omertà altrui quando nuoce a noi ma poi stiamo zitti quando sono gli altri che hanno subito.
Il piccolo delinquente adolescente se viene denunciato da subito ha più possibilità di essere fermato. Se viene lasciato “progredire” diventerà un delinquente incallito.
Cari ragazzi vittime di questo infame gesto di bullismo vi chiediamo scusa per quello che è accaduto anche tutti noi anche se non siamo stati noi ad alzare le mani contro di voi ma a quel gesto scellerato e a tanti altri gesti simili noi abbiamo contribuito con una colpa più sottile e perfida, la nostra omertà e il nostro silenzio.

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