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Don Dino: “Ma sapete cos’è una processione? Non usate parole ingannevoli”

“Le parole ingannevoli.
Sette persone (due che portano i megafoni, uno la croce, uno che canta, due cameramen, un prete) che stanno anche a due, tre, quattro metri di distanza, all’aperto, tutti muniti di mascherina, voi la chiamereste una processione? Dico io, ma voi ci siete mai andati alle processioni? Sapete cosa sono? Non usate dunque parole ingannevoli!
Quella che si è svolta ieri era una via crucis, svoltasi in piena sicurezza e regolarmente autorizzata. Ho voluto essere vicino ai tantissimi fedeli che hanno bisogno di un conforto, di forza spirituale, perchè, come dice Rocco, anche cosí si combatte il corona virus. Se vedeste quanta gente, famiglie e anziani, si affacciavano dalle loro case o in ginocchio, alcuni in lacrime! Noi abbiamo preso freddo ma ne è valsa la pena. La Chiesa come Madre deve stare vicino ai suoi figli.
Infine, voglio dire a coloro che non credendo in Dio non sopportano campane, processioni, preghiere pubbliche, spari alle feste dei santi: vi voglio bene, posso ascoltare le critiche costruttive che fate per farci migliorare ma dovete accettare che qui il 99 per cento siamo cristiani e vogliamo vivere anche pubblicamente la nostra fede. Tutti dobbiamo essere tolleranti quando sentiamo i bambini che fanno un po’ chiasso, quando il commerciante o le macchine dei comizi usano gli altoparlanti, quando c’è il concerto in piazza, la musica del luna park, ecc, ecc. Ma se proprio la tolleranza non è il vostro forte allora mettetevi i tappi nelle orecchie o andate a vivere su un’isola deserta.”
Vogliamoci bene. Buona giornata.

Don Dino D’Aloia

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