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DOPO UN BIENNIO DI FORTE CRESCITA L’ECONOMIA DELLA PUGLIA HA RALLENTATO MOLTO NEL 2024

L’EDITORIALE DI DESIO CRISTALLI

Gli indicatori economici più qualificati hanno sentenziato che dopo il biennio 2022-2023, cioè quello post-pandemico, che hanno registrato una forte crescita, il 2024 ha presentato agli analisti una progressiva flessioni dei più importanti indicatori economici. Lo conferma nel suo più recente report anche il qualificato Osservatorio economico AFORISMA, facendo un primo attendibile bilancio dell’anno appena trascorso ma anche le prime tendenze per il 2025. La pubblicazione di AFORISMA ha confermato che la Puglia si presenta come regione dinamica ma la crescita è disomogenea e settoriale, con vari comparti che segnano il passo e purtroppo arrancano. Gli esperti ritengono, più in generale, che l’intero Mezzogiorno non sembra pronto per compiere il salto di qualità che tutti attendono e che possa esibire nuova competitività e produttività. Le piccole imprese restano ancora piccole con l’aumento dei risparmi ed un calo dei prestiti, con redditi ancora troppo bassi, facendo sì che l’Italia Meridionale non riesca a tenere il passo delle altre macroaree del Paese. Resta insomma evidente il divario col resto del Paese per Puglia e Mezzogiorno, che scontano un contesto sociale di pressione su redditi e commercio. La stessa bilancia commerciale conferma che il Sud, come la nostra PUGLIA, è lontano da quel salto strutturale che si attende da tanto tempo. Nel 2025 l’inflazione non dovrebbe avere grandi oscillazioni con il settore edile in calo e con una crisi del piccolo commercio. I cali economici della Puglia sono migliori solo di Abruzzo, Marche e Umbria. Diminuiscono i contratti di lavoro a tempo indeterminato, a vantaggio di quelli stagionali. Il reddito medio dei pugliesi nel 2023 è stato pari a 18.600 EURO su di una media nazionale di 23.600 EURO. Le importazioni potrebbero ancora diminuire a causa del calo della domanda interna, mentre le esportazioni dovrebbe ridimensionarsi in seguito al ritorno del protezionismo statunitense, ma non solo. La bilancia commerciale è negativa in PUGLIA per 450 milioni di euro (7,4 miliardi di euro di export contro 7,85 miliardi di import). Il trend è negativo nelle province BAT, FOGGIA e TARANTO. Nel biennio precedente di crescita, l’incremento dei prezzi e dei listini era stato significativo. Tale aumento era dovuto perlopiù all’inflazione. Le vendite all’estero per la PUGLIA continuano ad essere superate da acquisiti di materie prime soprattutto energetiche, un trend che penalizza molto la bilancia commerciale pugliese e che richiede protezione dei marchi locali. Il calo dei prestiti e la crescita dei risparmi e dei depositi bancari dovrebbero seguire l’attuale tendenza. Quel che più preoccupa sotto tutti i profili è l’invecchiamento della popolazione pugliese che impatta fortemente sulle prospettive della nostra economia regionale. Gli oltre 5.000 STRANIERI che hanno preso residenza in PUGLIA non sono sufficienti a bloccare questa emorragia. Scende il numero dei minori di 12.000 unità, mentre aumentano gli anziani di oltre 12.500 unità. Questo fenomeno è negativo per l’economia pugliese e le sue prospettive future, atteso che orienterà le comunità a prendersi soprattutto cura di una popolazione sempre più anziana.

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