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DUE PESI E DUE MISURE. NICOLA E LUCIA. IL GRIDO DI DUE ONESTI LAVORATORI

Si leva un grido di dolore e c’era da aspettarselo; una questione solo di tempo.

Non tutte le categorie professionali godono della riapertura.
Secondo ciò che viene preannunciato in base al nuovo DPCM (ma non ancora effettivo), dal 18 maggio potranno riaprire molte attività commerciali ed invece, dal primo giugno toccherà a Bar, Ristoranti, Parrucchieri ed Estetisti.

Era inevitabile che tale decisione sarebbe stata segnata dal grido di protesta da parte di alcune categorie, in un certo senso, risultanti penalizzate in tutto il contesto.

Ed assistiamo impotenti e con angoscia alle grida di malcontento, peraltro giustificate, (scusatemi per la ‘personalizzazione dell’opinione’), di padri e madri di famiglia che continueranno a rimanere stretti in una ‘morsa di povertà’, se non verranno ‘aiutati maggiormente e tempestivamente’.

Sul web girano video che mostrano sgomento e rabbia espressi con tutta quella forza di anime che si sentono calpestate.

Come quelle di NICOLA e LUCIA, una giovane coppia unita nel lavoro e nella vita, titolari del salone “Di Style in Style” della città di San Severo.
Due persone con la testa sulle spalle e dei Valori con cui sono cresciuti e nei quali credono da sempre.
LUCIA, una madre che ha ingoiato già fin troppa rabbia ed anche se i suoi toni sono esasperati dalle circostanze, negli occhi si intravede quella dolcezza di una Donna che ha sempre lavorato con tanta forza e sacrificio.
NICOLA, dal suo canto, vorrebbe non perdere la calma. Nei suoi pensieri i figli e la famiglia al primo posto.

È un video forte che è presente su Facebook e che penetra nel profondo, scuotendo fino alla commozione.
Non si può non stendere una mano di comprensione fraterna verso chi dimostra quanto triste e, per certi versi, fin troppo ‘assurda’ sia la situazione in cui si sono venuti a trovare, a causa dell’emergenza da Covid-19, i parrucchieri e molti professionisti tra imprenditori e titolari di Partite Iva.

Due protagonisti di un’amara vicenda che possono considerarsi l’emblema di una ‘lotta per poter resistere ancora’.
È una guerra quasi, per proseguire nel difendere gli ideali in cui hanno sempre creduto e, nonostante tutto, (anche se non volessero farlo più) continuano a credere nei Valori (chi è onesto dentro, lo rimane…non è che cambia in un battito di ciglia).

Ma ora…
Ora nulla sembra più possibile!
Certo, nel caso dei parrucchieri c’è anche chi, continuando a lavorare ‘sottogamba’, potrebbe evidenziare che comunque non può fare diversamente per ‘tirare a campare’ e che il mercato non offre possibilità di ‘inserimento lavorativo accettabile’ (orari assurdi e paghe ridotte all’osso).
Se dobbiamo dirla tutta…non tutti poi possono permettersi la Partita Iva.

Però, quale imprenditore (in tal caso parrucchiere con tanto di salone), non vorrebbe assumere più dipendenti con tutti i crismi del caso? Perché le leggi del mercato lo permettono in un modo ‘accettabile’? Non è che tutti gli imprenditori siano degli accentrati demagoghi… c’è anche chi deve far quadrare affitti, tasse e pagamenti vari e spesso non riesce (fa la fame anch’egli; poi dopo questa parentesi immaginarsi gli ulteriori risvolti…)

E non si dovrebbe nemmeno ‘accusare’ chi prende il reddito di cittadinanza, perché in molti casi è un’entrata che è riuscita a salvare tante famiglie (togliendo però chi vi ‘marcia’…ma se è abituato, continuerebbe a farlo diversamente e per altre vie).

Eppure sembrano esserci “due pesi e due misure” (senza accusare l’intenzione del legislatore…non vuol presentarsi questo un articolo dal taglio politico, se non umano).

Indubbiamente è difficile ‘legiferare’, ma quanto può essere ancora più difficile trovarsi dall’altra parte e subire decisioni dall’alto senza poter ribattere.

….”Con 600 euro come possiamo pagare le bollette e mantenere la nostra famiglia?”, esclama la coppia di bravi ed onesti Cittadini sanseveresi…(e come loro una infinità di casi in tutta Italia).

La stessa domanda che continuano a porsi altri che si ritrovano in situazioni identiche e dovranno aspettare chi il 18 maggio, e chi il primo giugno.
Tra questi ci sono anche nostri amici e parenti e potremmo ritrovarci pure noi, perché si sa…fino alla fine il mondo gira e cambia verso…ma forse non per tutti si potrebbe dire…

Ed è qui il nodo più amaro.
Non per tutti.

“STATO tu cosa fai?”.
“Non ti accorgi di cosa sta succedendo?”.
Gli aiuti non sono sufficienti, prendi provvedimenti il prima che puoi ed in modo efficace.
C’è gente onesta che vuole rimanere in regola iniziando già dal semplice pagamento di una bolletta, come lo stesso protagonista del video precitato, dichiara con un doloroso sospiro … “Ciò che non pago oggi, me lo ritrovo domani fin sul collo”.
E questa è la logica di chi si è comportato sempre con onestà e correttezza, proprio perché è cresciuto con quei Valori che si sbandierano spesso, ma solo chi vi crede con fermezza, nemmeno durante una pandemia riesce a contravvenirvi.

Allora PERCHÉ?
PERCHÉ non ri-valutare le modalità delle ri-aperture delle attività, sempre secondo ogni standard di sicurezza?

Un grido disperato che si aggiunge a quello di tanti e qui, anche se solo attraverso una semplice penna, vuole affiancarsi a chi sta combattendo questa durissima battaglia.

Perché, alla fine, la vita affinché riprenda il suo corso di prima, ne occorrerà di tempo!
Forse solo camminando da soli all’aria aperta o chiusi nelle nostre case, dimentichiamo quest’aria da appestati che sembra circondarci dovunque andiamo, seppur non malati, ma ‘presunti untori’…per cui, tutto questo gran dire sul rischio di accalcarsi…in fondo siamo come gocce di olio nel mare, ad attendere, chi con mestizia e chi con rabbia o delusione, che l’acqua torni ad essere cristallina.

Un invito ad una CONSAPEVOLEZZA MAGGIORE di CHI e delle SITUAZIONI più penalizzate.

Il ‘BUON SENSO’, distanze a parte, chi lo ha sempre avuto, non lo dimentica dall’oggi al domani, a monte persino di una pandemia.

Elisabetta Ciavarella

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