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È ARRIVATO IN SPAGNA IL PROTOCOLLO D’INTESA SOTTOSCRITTO TRA COMUNE DI SAN SEVERO E DIOCESI PER DARE UN DOMICILIO ALLE PERSONE SENZA FISSA DIMORA

Il Protocollo d’intesa tra il Comune e la Diocesi di San Severo, firmato il 30 ottobre presso la Curia Vescovile di San Severo, alla presenza del cardinale Konrad Krajewski, Elemosiniere del Papa,su ciò che viene denominata: “invisibilità sociale” è stato molto apprezzato. La questione che renderà “visibili” chi non lo è più, o non lo è mai stato, implica anche un discorso di legalità, di circolazione delle persone e della loro identità con tutto ciò che ne deriva. Il protocollo, avuto un’eco mediatica internazionale, considerando che papa Francesco, all’Angelus del 3 novembre ha menzionato la collaborazione e la condivisione d’intenti, tra comune di San Severo e Diocesi. A fine anno, tra i tanti giornalisti stranieri venuti nella Città dei campanili, c’è stata anche Victoria Isabel Cardiel,che ha curato, sul campo, un dettagliato reportage sulla questione, intevistando gli attori principali e i migranti del cosidetto “Gran ghetto”. Victoria Isabel Cardiell, è corrispondente da Roma dal ‘12, per il settimanale cattolico della diocesi di Madrid “Alfa e Omega”, giornalista professionista che collabora con altre testate spagnole. Ha raccontato il suo lavoro: “Sono venuta a conoscenza del protocollo d’intesa davvero utile per chi non ha una fissa dimora, migranti compresi, grazie alle parole d’elogio pronunciate da papa Francesco all’Angelus. Sono rimasta colpita su ciò che ha detto di San Severo e della stretta collaborazione tra il Comune e la Diocesi. Una condivisione d’intenti che serve davvero ad aiutare le persone. Inoltre si tratta di una soluzione non assistenzialistica – ha continuato la giornalista madrilena – ma di una soluzione sociale e umana, che serve ad aiutare le persone che già sono presenti nel territorio comunale. Com’è noto, tutto parte dal ‘16 e da una delibera del comune di San Severo a cui la diocesi di Mons. Checchinato sta dando piena collaborazione. È bello vedere lavorare insieme le istituzioni”. Victoria Isabel Cardiel, dopo essersi documentata, ha valutato così l’operazione: “I punti di forza sono molteplici e rappresentano davvero, per chi volesse, permettere alle persone senza fissa dimora di avere un domicilio, l’assistenza sanitaria, i documenti di riconoscimento, il rinnovo o la concessione del permesso di soggiorno, l’identità, ecc. Considerando che queste persone diventano ‘visibili’ e potranno uscire dall’illegalità e dal ‘lavoro nero’ proposto dai caporali. Le criticità, invece – ha continuato la giornalista spagnola – credo siano rappresentate dalla divulgazione del protocollo e la sua spiegazione. La diffidenza iniziale dei migranti è una criticità ma una volta capito, il protocollo li farebbe uscire dall’illegalità e sarebbe il viatico per l’integrazione”. In Spagna un protocollo simile non esiste. “In Spagna abbiamo il problema dei bambini non accompagnati e anche una situazione come quella dello sfruttamento nei campi dei migranti. Per me – ha concluso – è un atto molto importante, quello di San Severo che andrebbe replicato anche a Madrid e in Spagna”.

Beniamino PASCALE

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