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E’ DOVERE DI CHI AMMINISTRA ASCOLTARE GLI APPELLI DI AIUTO DI CHI SI SENTE ABBANDONATO

Pochi sanno che un giovanissimo sanseverese ha raccontato la sua storia nella fase pandemica in un video messaggio. Quello che colpisce è il grande senso civico del ragazzo (tra l’altro anche un bravo rapper) che, recatosi in Spagna per la stagione agraria e costretto al rientro immediato per il Covid 19, sebbene completamente asintomatico, ha trascorso l’intera quarantena in garage, senza servizi igienici, per non correre il rischio di contagiare genitori e nonni con cui condivide un’abitazione di modeste dimensioni. Un piccolo grande esempio di maturità e sensibilità sociale che merita di essere raccontato. A lui e alla sua famiglia, la mia personale ammirazione.

In realtà, durante il lockdown la stragrande maggioranza ha rispettato le prescrizioni in modo virtuoso e responsabile.  Senza distinzione alcuna, compresi scettici e negazionisti, siamo rimasti rigorosamente a casa rispettando la quarantena. Sotto questo aspetto, i sanseveresi hanno dimostrato di conoscere e saper rispettare le regole quando è evidente che la loro violazione può provocare danni non solo a se stessi ma  all’intera comunità. Il nostro dovere è fare in modo che a questo principio i cittadini possano e debbano ispirarsi sempre.

La bella notizia però non fa notizia.

Risalgono a poche settimane fa gli episodi mediatici che hanno fatto tristemente il giro dell’intero Paese, dando la mazzata finale all’immagine di San Severo e gettando noi cittadini nel più profondo scoramento. Grande responsabilità va attribuita anche alle emittenti televisive ed alle testate giornalistiche che, senza alcuna cognizione, hanno diffuso notizie distorte e interviste pittoresche per fare ascolto e cavalcarne l’onda.

Ma una riflessione va fatta.  Perché non riusciamo a risalire la china sprofondando sempre di più nel baratro del degrado, della prepotenza, della protervia aggressiva? Allora proviamo a leggere gli appelli di aiuto che queste urla scomposte e violente nascondono. È dovere di chi amministra.

Gli attacchi feroci ed insensati provengono da chi si sente abbandonato, senza prospettive e senza incoraggiamenti ma con la consapevolezza di dover vivere una normalità più faticosa, tra l’altro tra strade sporche, erba alta e marciapiedi rotti. Anche qui è dovere di chi amministra non girare la testa ma dare risposte concrete e tangibili,  dimostrando che tutti siamo importanti e meritiamo gli stessi trattamenti.

Le periferie, dove ogni servizio è allentato e spesso negato, sono a dir poco trascurate da svariati decenni.  Anche il nostro centro storico purtroppo si sta impoverendo sempre più.  Se quindi nel primo mandato l’amministrazione ha concentrato tutte le sue forze per dare un assetto strutturale e stabile alla città, ora anche grazie a questo lavoro e alle capacità finanziarie conseguite (la nostra città è tra le poche a non essere in dissesto né in predissesto) è necessario agire senza alibi e temporeggiamenti. Un lavoro lungo e faticoso, ma non per questo meno appassionante, dovendo coinvolgere, con le istituzioni,  tutte le fasce sociali . Con un’unica e condivisa ambizione:  progredire il tenore di vita dell’intera comunità.

Ondina Inglese   Consigliere Comunale

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