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È l’epoca d’oro del tennis azzurro?

Erano quasi 50 anni che il nostro tennis non riusciva più a produrre degli atleti in grado di giocarsela alla pari con i più forti al mondo. Negli ultimi anni, tuttavia, le cose sono cambiate e sulla scia dei successi e delle buone prestazioni di Fabio Fognini, ci sono diversi giovani che stanno riuscendo ad affermarsi anche tra i più grandi. Se Berrettini e Fognini non sono più una sorpresa, i vari Sinner, Musetti, Travaglia, Caruso e Cecchinato stanno invece sorprendendo per la qualità del gioco espresso e per la solidità mentale con la quale affrontano ogni incontro.

Matteo Berrettini è ormai una garanzia

Già negli anni scorsi si era diffusa la convinzione che Matteo Berrettini potesse diventare uno dei migliori giocatori italiani di sempre. Dotato di un servizio micidiale, di un dritto potente e di una notevole sensibilità, Berrettini rappresenta un unicum nel panorama tennistico italiano e incarna alla perfezione il prototipo del tennista moderno, in grado di fare tutto e di essere competitivo su ogni superficie. Nonostante le enormi aspettative createsi attorno a lui, in pochi, se non nessuno, avrebbero immaginato che già a partire dall’anno passato Matteo sarebbe esploso, riuscendo a entrare stabilmente nella TOP 10 e a qualificarsi alle ATP FINALS giocate a Londra. Ciò è stato possibile anche e soprattutto grazie alla semifinale raggiunta, e poi persa, agli scorsi US Open contro uno straordinario Rafa Nadal: in quell’occasione Matteo fece capire a tutti di aver compiuto un netto salto di qualità e di essere pronto a giocarsela alla pari con tutti. Anche al Roland Garros in corso di svolgimento in queste settimane, Matteo sta lasciando intendere di essere tra i migliori al mondo anche sulla terra e come si evince dalle quote riportate sui principali siti di scommesse sportive, l’alfiere italiano è uno dei favoriti assoluti per la vittoria finale, subito dopo i mostri sacri Djokovic e Nadal.

 

 

 

Sinner e Musetti potenzialmente sono da TOP 5

Matteo, tuttavia, non è l’unico che fa ben sperare il popolo del tennis azzurro in ottica futura e ci sono altri due ragazzi che, se possibile, sembrano avere addirittura qualcosa in più rispetto al tennista romano. Stiamo parlando di Jannik Sinner, altoatesino classe 2001, e di Lorenzo Musetti, carrarino classe 2002 che a soli 18 anni è riuscito a vincere il suo primo torneo ATP Challenger in quel di Forlì. Dal punto di vista tecnico i due sono molto diversi tra loro: mentre Sinner è un tennista più solido sia dal punto di vista del gioco che dal punto di vista fisico, Musetti sembra essere dotato di più “talento puro”, come testimoniato dal suo rovescio a una mano che è già uno dei più belli ed efficaci del circuito. Il talento c’è e si vede, dovremo solo avere la pazienza di aspettare la loro completa maturazione, senza sottoporli a pressioni eccessive.

 

Dopo anni bui, il tennis italiano si gode i suoi gioielli. Sia Berrettini, sia Sinner che Musetti dovranno continuare a lavorare durante e solo così potranno realizzare il sogno di portarsi a casa uno Slam.

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