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ECOMAFIA IN PUGLIA: “San Severo è un esempio virtuoso dell’attività di contrasto a questa tipologia di reati”

IL MAGISTRATO LARONGA E LE ISTITUZIONI LANCIANO UN APPELLO IN DIFESA DEL TERRITORIO

La nostra terra di Capitanata è in balía di malversazioni da parte di ambienti malavitosi.
Il PM LARONGA e Ruggero RONZULLI, Presidente di Legambiente Puglia, lanciano un appello affinché il nostro territorio venga difeso, in occasione del focus di “ECOMAFIA PUGLIA – Le storie e i numeri della criminalità ambientale”, tenutosi ieri pomeriggio, con il patrocinio dell’Università di Foggia, presso l’aula Cipriani del dipartimento degli studi umanistici ed a cui hanno partecipato numerose autorità istituzionali.
“La scelta di Foggia quale sede per la presentazione dei dati pugliesi sulla criminalità ambientale, vuole essere un chiaro messaggio di presenza istituzionale e sociale in un Comune sciolto per mafia, ma anche di vicinanza al lavoro delle forze dell’ordine che stanno, soprattutto nelle ultime settimane, mettendo sotto scacco la criminalità in questo territorio. Essere all’Università di Foggia è anche un modo per incontrare gli studenti, perché è proprio da loro che bisogna ripartire con una nuova cultura della legalità e della tutela dell’ambiente e territorio”, ha dichiarato RONZULLI.
“La Puglia si conferma sul podio nella classifica nazionale dell’illegalità ambientale con Bari, Foggia e Lecce tra le 20 province italiane più colpite dai reati stabili i dati per i reati sul ciclo del cemento, ciclo dei rifiuti, quelli contro la fauna sulla terraferma e a mare. Questi dati però sono frutto dell’incessante lavoro di donne e uomini che quotidianamente sono direttamente nei territori per tutelarli, ed è a tutte le forze dell’ordine che va il nostro ringraziamento e plauso”, ha precisato ancora il Presidente di Legambiente Puglia.
Crescono i Comuni sciolti per mafia. A capo non solo rifiuti, abusivismo ed appalti, ma anche servizi idrici, gestione dei boschi e delle aree protette. Attualmente, sono 32 i Comuni commissariati per condizionamento della criminalità organizzata, mentre erano 29 al momento della pubblicazione del precedente rapporto Ecomafia. Altri 15 sono andati al voto nella tornata elettorale di ottobre.
“Stiamo facendo il possibile, abbiamo un pool di Magistrati che si occupa con criterio di specializzazione dei reati ambientali. Il territorio è molto difficile, vasto, di oltre 7mila chilometri quadrati. Le indagini sono molto difficili perché è una materia interdisciplinare, occorrono una polizia giudiziaria specializzata e investimenti in tecnologia. L’ecomafia e la criminalità ambientale stanno provando a far scivolare questo territorio verso il degrado. È molto importante che le amministrazioni pubbliche e locali difendano con i denti questo territorio dalle grandi potenzialità dal punto di vista turistico ed agroalimentare”, ha dichiarato il Procuratore aggiunto di Foggia, Antonio LARONGA.
Il sostituto Procuratore di Foggia, Marco GAMBARDELLA, a sua volta ha precisato: “San Severo è un esempio virtuoso dell’attività di contrasto a questa tipologia di reati. È stata proprio introdotta una pratica investigativa, che è partita dalla mappatura delle aree in cui sistematicamente è stato notato l’abbandono dei rifiuti. La procura di Foggia ha chiesto ed ottenuto il sequestro di 19 veicoli per quanto riguarda le attività della polizia locale. In sede di condanna il giudice ha sottoposto la confisca dei veicoli”.
“Non si deve assolutamente abbassare la guardia contro i ladri di futuro. A maggior ragione in un momento storico in cui dovremo spendere ingentissime risorse pubbliche previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)”, ha dichiarato Stefano CIAFANI, Presidente Nazionale di Legambiente.
All’importante appuntamento sono intervenuti anche Rossella PALMIERI, delegata rettorale Università di Foggia alla Comunicazione ai rapporti con il territorio; Marilisa MAGNO, commissaria straordinaria Comune di Foggia; Rosa BARONE, assessora Welfare Regione Puglia; Anna Grazia MARASCHIO, assessora all’Ambiente della Regione Puglia; Giuseppe GATTI, direzione nazionale antimafia e antiterrorismo; Stefano CIAFANI, presidente nazionale Legambiente; Antonio LARONGA, procuratore aggiunto Di Foggia; Marco GAMBARDELLA, sostituto procuratore di Foggia; Vito BRUNO, direttore generale Arpa Puglia; Antonio Danilo MOSTACCHI, generale del comando regione Carabinieri Forestale Puglia; Nicola LORENZON, colonello comandante provinciale Carabinieri di Foggia; Giuseppe TURIANO, Cp capo del compartimento marittimo e comandante del porto di Manfredonia e Roberto MANISCALCO, tenente colonnello del nucleo di polizia economico-finanziaria di Bari.
Fondamentali le proposte avanzate da LEGAMBIENTE, quali quelle di: “inserire, come primo provvedimento utile, i delitti ambientali previsti dal titolo VI-bis del Codice Penale ed il delitto di incendio boschivo tra quelli per cui non scatta l’improcedibilità; approvare delle leggi contro agromafie e saccheggio del patrimonio culturale, archeologico e artistico ed introduzione nel Codice penale dei delitti contro gli animali; ripristinare, se necessario con una modifica legislativa, la corretta attuazione da parte delle prefetture di quanto previsto dall’articolo 10-bis della legge 120/2020, che ne stabilisce il potere sostitutivo in tutti i casi, anche antecedenti all’approvazione della norma, di mancata esecuzione da parte dei comuni delle ordinanze di demolizione di immobili abusivi; inasprire le sanzioni previste contro i traffici illegali di rifiuti; emanare i decreti attuativi della legge 132/2016 che ha istituito il Sistema Nazionale per la protezione per l’ambiente; garantire l’accesso gratuito alla giustizia da parte delle associazioni, come Legambiente, iscritte nel Registro unico nazionale del Terzo settore e impegnate di fronte a qualsiasi autorità giudiziaria in qualsiasi grado di giudizio nel perseguimento dei propri fini statutari”.

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