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ENTRO GIUGNO IL REDDITO DI DIGNITÀ (ReD) SARA’ UNA REALTA’ IN PUGLIA

L’altra settimana il Governatore pugliese, MICHELE EMILIANO, ha riunito a Bari, presso il Cineporto (all’interno della Fiera del Levante), i Sindaci della nostra regione. Al termine dell’incontro “Noi – ha detto Emiliano – stiamo cominciando a scrivere il Regolamento attuativo che è lo strumento operativo che farà vivere il ReD, cioè il REDDITO DI DIGNITA’. Lo stiamo scrivendo con l’aiuto di tutti i Sindaci, perché questa è una misura che riguarda tutti i pugliesi”. Riguardo i tempi di attuazione il Presidente EMILIANO si è augurato “di procedere velocemente. La pressione che stiamo esercitando sugli uffici e su tutto il sistema è finalizzata ad avere il bando, nel quale individueremo i soggetti che hanno diritto alla misura e i soggetti che devono darci una mano nell’applicarla, ENTRO IL MESE DI GIUGNO”. Secondo ‘il Sindaco di Puglia’, “ReD dovrà avere regole semplici, in modo da prevenire i furbi e contemporaneamente garantire l’erogazione del contributo a chi ha realmente titolo a riceverlo”. La legge istitutiva del Reddito di Dignità (ReD) è stata approvata lo scorso 1° marzo dal Consiglio regionale. Si tratta di uno dei principali provvedimenti del programma di governo regionale. La Puglia è la prima grande regione a dotarsi in Italia di questa misura di riscatto dalla povertà (ricordiamo che l’ISTAT ha stabilito di recente che il 29% della popolazione pugliese vive in povertà o è sull’orlo di questo grave rischio sociale), in chiave europea, con un investimento importante di 70 milioni di euro destinati a circa 20 mila nuclei familiari ogni anno, che prevede una indennità economica per tutte le persone che si trovano sotto la soglia dei 3.000 EURO ISEE annui, in cambio di formazione professionale orientata alla acquisizione di nuove competenze e di attività o prestazioni utili alla collettività. ReD è un patto sociale personalizzato, che coinvolge tutto il nucleo familiare nel reinserimento sociale e lavorativo, coordinando tutti i servizi regionali, dal Welfare alle politiche attive del lavoro, abitative, formative, culturali, della salute.

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