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Epicentro giovanile: “vogliamo la legalità non le polemiche”

La notizia dell’ultimo episodio criminale ci sconvolge e ci sconcerta. Soprattutto perché accade a pochi giorni di distanza dalla manifestazione alla quale tanti concittadini, dai bambini fino agli anziani, hanno voluto partecipare. Ci sconcertano anche, e non di meno, alcune reazioni anche da parte di persone impegnate nella politica. “Buffonesche e retoriche manifestazioni”, “Passeggiata folcloristica”, “manifestazione senza alcun obiettivo” e via dicendo. Troviamo tutto questo decisamente offensivo non tanto nei confronti di chi ha organizzato ma di chi vi ha partecipato. Politici che si rivolgono in questo modo verso i propri concittadini, ci chiediamo, chi rappresentano? Forse solo se stessi e gli interessi, nel migliore dei casi, di un partito. E visto che alcuni hanno governato la nostra città per anni ci chiediamo: la loro azione ha portato qualche cambiamento? Visti i risultati diremmo proprio di no. Ma noi questo non lo abbiamo detto perché siamo ben consapevoli delle difficoltà insite nell’amministrare una città come la nostra. Allora che senso ha sparare sulla croce rossa? Su una manifestazione che non aveva assolutamente la pretesa di cambiare la realtà della città? Ci chiediamo anche, a questo punto: hanno senso anche le altre manifestazioni? Hanno le manifestazioni contro il terrorismo di questi giorni? Hanno senso gli scioperi? Ha senso andare a votare? Tanto, come per la manifestazione, non cambia mai nulla. A chi era presente e soprattutto a chi non c’era consigliamo vivamente di riascoltare i vari interventi, ciò che è stato detto. Una cosa su tutte: abbiamo concluso dicendo che la manifestazione serve a noi per risvegliare il nostro impegno civile. Niente di più

Detto questo noi, come abbiamo fatto fino a questo momento, non interverremo più: vogliamo la legalità non le polemiche.

Gli organizzatori della manifestazione del 19 novembre.

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